Sognando Mou: Milano ha bisogno di un condottiero

Proprio qualche giorno fa, prima che Mourinho venisse esonerato dal Manchester United, stavo parlando con alcuni amici di un suo possibile ritorno all’Inter a fine stagione. Che i rapporti fossero ormai ai ferri corti con i Red Devils era cosa nota e tutti ci saremmo aspettati un suo addio a fine stagione. Ebbene, la discussione ha prodotto due schieramenti: chi invocava il ritorno di Josè a Milano e chi, invece, pregava per l’opposto, spaventato dall’idea che quanto di bello era stato fatto l’anno del triplete potesse essere rovinato da risultati non all’altezza. Inutile dire che, alla fine, non si era trovato un punto di sintesi: da una parte chi prometteva di fare 10 abbonamenti in caso di ritorno del portoghese, con annessa presenza a tutte le trasferte e chi invece parteggiava per un arrivo del Cholo Simeone. Bene, neanche a farlo apposta e, dopo pochi giorni, quella che sembrava una suggestione lontana ha cominciato a prendere forma nelle menti di tanti interisti…

Ripartire per tornare Special

Per tanti  l’immagine dello Special One è uscita ridimensionata da quest’ultima esperienza in Premier; a Josè serve ripartire e in tanti hanno pensato ad un suo ritorno proprio qui in Italia, all’Inter. Milano, quella città che ha sedotto e abbandonato in quella notte di Madrid, con un successo che rimarrà indelebile nella storia. L’Inter non è più quella squadra stracolma di campioni e Mourinho non è più lo stesso di 8 anni fa, con un successo in Champions che gli manca tremendamente. Lo Special One ha bisogno di ripartire, proprio come la sua Inter: perchè non provarci insieme?

Mourinho sì

Grazie al lavoro fatto da Ausilio e Spalletti l’Inter è riuscita a riavviare un progetto che l’ha riportata in Champions, competizione in cui mancava da ormai troppo tempo. Ora però serve fare il passo successivo: riacquisire quella mentalità internazionale che si è vista mancare quest’anno e che ha spedito i nerazzurri in EL sul più bello. Senza voler fare immeritati processi all’attuale tecnico, bisogna però prendere atto che il palmares di Spalletti parla chiaro, con i quarti di finale come suo massimo piazzamento nella competizione. Josè a Milano sarebbe amato, osannato e protetto da tutto l’ambiente: avrebbe tutto il supporto necessario per ripartire alla grande. Non ci sarebbe luogo migliore per lui, una città pronta a riabbracciarlo, a proteggerlo e a farlo sentire come fosse a casa. Un eventuale arrivo dello Special One alla corte degli Zhang vorrebbe poi dire una cosa sola: pesanti investimenti sul mercato per rinforzare l’attuale rosa. Del resto si sa, Mourinho non è un allenatore low cost.

Mourinho no

La riconciliazione con Mou spaventa però una grande fetta della tifoseria interista: il divario con la Juventus è ancora ampio e un fallimento del portoghese nella sua seconda vita in nerazzurro potrebbe incrinare il ricordo che tutti i tifosi hanno di lui. Poi la vecchia storia delle minestre riscaldate la conosciamo tutti, no? E’ per questo che una parte di San Siro preferirebbe riabbracciare un altro ex, che però sulla panchina meneghina non si è ancora seduto: il Cholo Simeone. Un uomo che ha la vittoria nel dna, dal carattere vulcanico e con la giusta dose di interismo nella vene, un po’ come Mou insomma.

Chiunque sarà l’allenatore dell’Inter, è chiaro che cosa serva a quest’ambiente: un condottiero, un uomo forte che sappia guidare la squadra verso gli obiettivi che gli competono e che regali al pubblico del Meazza emozioni ormai sopite da un po’ di anni. Se poi questo condottiero si chiamerà Josè Mourinho… Beh, bisognerà costruire un altro San Siro per contenere tutti i tifosi che accorreranno per rivedere un vecchio amico un po’ Special.