Skriniar 2023: un rinnovo sibillino, tra fascia e plusvalenza

Il raggiungimento dell’accordo sul rinnovo di contratto tra l’Inter e Milan Skriniar ha suscitato particolari riflessioni sul futuro più o meno prossimo del centrale slovacco. Da un lato la forte volontà di trovare un’intesa da parte di Skriniar, a tal punto da assumere in prima persona il timone della trattativa, dall’altra il “modesto” adeguamento salariale e la durata  quadriennale, che può sembrare insolita per un pilastro del progetto. Questi presupposti sono alla base di due linee di pensiero diametralmente opposte. La prima vede nel rinnovo un’investitura di Skriniar come nuovo capitano dell’Inter, la seconda ritiene che i 3 milioni di ingaggio siano un invito al corteggiamento dei top club europei.

La discrepanza tra valutazione e ingaggio di Skriniar

Prima della conclusione della trattativa del rinnovo di Skriniar, si era parlato di un interessamento oltremanica, in particolare del Manchester City di Pep Guardiola. Stando a quanto riportato dai giornali, l’ipotetica valutazione di Skriniar si aggirava attorno ai 100 milioni. Ciò che stride è l’ingaggio pattuito nel nuovo contratto. Un giocatore con valore di mercato pari a 100 milioni meriterebbe un riconoscimento economico quantomeno superiore ai 3 milioni più bonus previsti nel nuovo accordo. Tuttavia, bisogna riconoscere che lo stipendio percepito oggi da Skriniar (il nuovo contratto deve essere ancora firmato) è pari a 1,2 milioni annui, il che avvalora l’offerta nerazzurra, in quanto migliorativa del 150% rispetto alla situazione attuale. Probabile che la società abbia preferito adottare una via intermedia tra il contratto minimal e il contratto da top player, affinché il ragazzo non corra il rischio di sentirsi già affermato. Differente è l’idea di chi ritiene che il rinnovo di Skriniar sia utile solo ai fini dell’ammortamento del costo del cartellino e generare così una plusvalenza più cospicua in caso di cessione. Infatti, molti club europei potrebbero ritoccare al rialzo l’offerta presentata al giocatore dall’Inter e dare vita ad una sorta di asta per il 37 nerazzurro.

La volontà di Skriniar

A livello logico, il ragionamento che propende per la cessione di Skriniar non presenta grosse lacune. Tuttavia, c’è un dettaglio non di poco conto nella storia del rinnovo del classe ’95 slovacco. Milan Skriniar ha lasciato il proprio procuratore per concludere in prima persona la trattativa per il rinnovo del contratto. Un aneddoto piuttosto singolare in un calcio dove oramai l’aspetto economico spesso prevale su quello prettamente sportivo. Chi ha seguito la vicenda da vicino ci dice che l’allontanamento dell’agente si sarebbe verificato in seguito alle difficoltà nella conclusione del rinnovo, fortemente voluto dal giocatore stesso. Se a questo particolare si aggiungono le dichiarazioni che Skriniar ha rilasciato in ogni circostanza, è facile intuire che tra l’Inter e lo slovacco sia nato un rapporto di stima reciproca, che va oltre una mancata ottimizzazione del riconoscimento oneroso. La sfumatura più romantica della vicenda è quella che vede Skriniar come prossimo capitano interista. Il carattere e le qualità di sicuro non mancherebbero, la ferma volontà di apporre la firma sul nuovo contratto ne sarebbero la controprova pratica. L’Inter per ripartire ha bisogno di un forte spirito d’identità e Skriniar sarebbe il condottiero ideale per riportare la Beneamata ai vertici del calcio italiano e continentale.