Serie A: Inter – Napoli, vince l’Inter sul campo ma perdono entrambe in sportività

Ieri sera è andato in scena il posticipo del Boxing Day a San Siro che ha visto protagoniste Inter e Napoli. Il match si è concluso con la vittoria dei padroni di casa grazie a una rete nel finale del Toro, Lautaro Martinez. Finale che ha lasciato tutto meno che un’espressione pulita del calcio italiano.

Lo schifo (per essere educati) del calcio italiano, ed un possibile responsabile

Mancano pochi minuti alla fine della partita. Koulibaly, fino a questo momento migliore in campo della partita e spesso oggetto di fischi (non ululati), trattiene Politano per un braccio venendo giustamente ammonito per aver interrotto una ripartenza. Il difensore, sicuramente provato emotivamente, applaude l’arbitro per la decisione. Rosso diretto e Koulibaly sotto la doccia, accompagnato con una ola dai tifosi interisti. Fonti vicine alla società hanno giustificato l’applauso dicendo appunto che il giocatore si fosse rivolto al pubblico e non all’arbitro. Una giustificazione che fà di certo sorridere. Specie quando le immagini parlano chiaro: il difensore stava guardando in faccia Mazzoleni, non il pubblico.

Già, ora tocchiamo il capitolo Mazzoleni. Il capitolo che ha tirato in ballo il presidente del Napoli, Aurelio de Laurentiis. Un presidente che di uscite a sproposito ne starebbe facendo troppe. Tre giorni fa ecco le sue parole sulla questione arbitro: “Mi date una brutta notizia. Mazzoleni mi preoccupa, con noi è sempre stato cattivo e non imparziale. Mi raccomando, comportatevi da persone perbene“. Dichiarazioni che fanno del male e che fomentano odio (come ha fatto notare giustamente ieri sera l’allenatore della Juventus, Allegri). E ieri sera l’odio fomentato si è riversato tutto su San Siro, dagli scontri fuori lo stadio all’episodio di Koulibaly.

Un momento di riflessione sulla vicenda razzismo è più che legittimo, ma attenzione a non generalizzare.

Come sappiamo, la Procura ha chiuso le porte di San Siro agli interisti per due giornate, e la Curva Nord per una successiva. Una decisione giusta per tutelare Kouli e tutti i ragazzi di colore per quanto successo ieri e condannare i vari imbecilli razzisti che con il calcio non hanno niente a che fare.

Attenzione però ora a non generalizzare ogni fischio come un’offesa razziale. Perchè chi va allo stadio lo sa meglio di chiunque che i fischi vengono rivolti agli avversari per intimidirli e non per offenderli, specie se stiamo parlando di un ragazzo di colore. Il calcio deve essere uno sport che unisce, come abbiamo visto con Genoa e Sampdoria nella tragedia del Ponte Morandi. Non che divide o fomenti odio. Per non fomentare odio però occorre che nessuno lanci per primo la pietra.