San Siro, il sindaco Sala: “Siamo disponibili a cedere lo stadio a Milan e Inter”

La questione San Siro entra nel vivo. Inter e Milan sono chiamate a scegliere il progetto a loro più congeniale entro fine mese. In lizza per aggiudicarsi l’appalto del nuovo stadio di San Siro sono rimasti due pretendenti: lo studio americano Populous e Manica Architecture di David Manica, che opererebbe in collaborazione con Progetto CMR. Le linee guida sembrano oramai tracciate. Il nuovo impianto avrà una capienza di circa 65mila spettatori e il costo di realizzazione si dovrebbe aggirare attorno ai 700mila euro da dividere tra Inter e Milan. Dunque, si va verso la condivisione di una nuova struttura, in modo tale da dimezzare le spese tra i club meneghini. In mattinata, il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha paventato un’ulteriore ipotesi, in aggiunta a quella della costruzione di un impianto ex novo. “A questo punto ci sono due ipotesi sul tavolo: uno stadio nuovo a San Siro o uno stadio a Sesto San Giovanni. Io ne aggiungerei una terza. Noi siamo disponibili a cedere San Siro, qualora si volesse considerare anche l’ipotesi di San Siro” ha dichiarato Sala, a margine dell’inaugurazione del primo negozio Uniqlo in Italia.

Sala: “Il valore di San Siro si aggira attorno ai 70 milioni di euro”

“Il Comune, ovviamente, da San Siro non vuole farci soldi: siamo disponibilissimi ad una valutazione di un ente terzo” ha proseguito il primo cittadino di Milano. “Non abbiamo assolutamente né bisogno né interesse a speculare su San Siro. Le squadre decideranno, nel loro legittimo interesse, quello che conviene loro fare. Però, anche nell’ordine di offrire loro tutte le opportunità, colgo l’occasione per ribadire che abbiamo disponibilità a cedere San Siro”. La questione si sposta sulla valutazione del Meazza. “La stima del valore dello stadio mi pare che fosse attorno ai 70 milioni” ha aggiunto Sala. “ Sesto San Giovanni non sarebbe per noi ovviamente gradita, però qui stiamo parlando di società private che potrebbero fare anche una cosa del genere. Qui dobbiamo compendiare l’interesse pubblico e della città con delle legittime aspirazioni di società private ad avere uno stadio che per loro vuole dire più ricavi. La cosa importante è che si arrivi presto a una decisione, perché questo dibattito rischia di trascinarsi per molto tempo, però noi offriamo la massima collaborazione su ogni possibilità”.