Ronaldo chiama, Messi risponde: l’eterno dualismo che infiamma le notti di Champions

Martedì sera è stata la serata di Cristiano Ronaldo, tripletta e Simeone a casa. Ieri sera è andato in scena il Messi show, al Campo Nou, dove da 15 anni delizia la platea con giocate sopraffine. Il portoghese e l’argentino, il 7 e il 10, Ronaldo e Messi. Qualcuno aveva storto il naso dopo le gare di andata dove Juventus e Barcellona non avevano trovato la via del gol. “Ronaldo non è decisivo come al Real”, “Messi è in fase calante”, detto e fatto. Ci hanno pensato i diretti interessati a dissipare ogni dubbio e spegnere le polemiche da due soldi dei soliti haters da tastiera. Cinque gol, due assist e la conferma che i migliori al mondo sono ancora loro, Messi e Ronaldo.

La Champions League di Messi e Ronaldo

Lionel Messi e Cristiano Ronaldo dominano il palcoscenico europeo da più di dieci anni. Si sono aggiudicati cinque palloni d’oro a testa, stesso numero di Champions League in bacheca per il portoghese, “solo” quattro per l’argentino. È una rarità vedere alzare la Coppa dalle grandi orecchie a qualcuno di diverso da Messi e Ronaldo nell’ultima decade.  Infatti, nelle ultime undici edizioni della Champions League, il trofeo non ha avuto uno dei due fuoriclasse come vincitore solo per tre volte (Inter 2010, Chelsea 2012 e Bayern 2013). I numeri personali sono impressionanti. Nessuno come loro è riuscito a lasciare un segno indelebile nella storia della massima competizione continentale. Record ritenuti inavvicinabili sono stati polverizzati da entrambi con una facilità estrema. Neanche troppo tempo fa, si celebrava il duello tra Raul e Inzaghi per il maggior numero di gol segnati nelle coppe europee. La classifica all time adesso recita: Ronaldo 127, Messi 111, Raul 77, Inzaghi 70. Un abisso tra i primi due e tutti gli altri che negli ultimi 70 anni hanno calcato i campi più prestigiosi d’Europa. Una differenza così marcata da giustificare il dubbio di chi non li ritiene umani.

Le ultime gesta

Messi e Ronaldo, il primo compirà 32 anni a giugno, il secondo ha festeggiato un mese fa 34 primavere. Nessuna voglia di lasciare il passo ai più giovani. C’è da scommettere che entrambi trovino le motivazioni per superarsi ogni volta nel confronto reciproco tra loro stessi. Ogni sfidante ha bisogno di un degno avversario per dimostrare di essere il più forte. Se esistesse solo uno dei due, probabilmente non avrebbero mai raggiunto questi livelli di assoluto dominio nel mondo del calcio. Un dualismo sano, che ha avuto momenti di tensione, ma senza mai perdere di vista la classe che contraddistingue i due in campo. Nel corso delle loro carriere hanno cambiato lo stile di gioco, adattandosi alle esigenze dei loro corpi, come solo i grandi campioni sanno fare. Il portoghese, da funambolico esterno d’attacco, è diventato il miglior colpitore di testa di tutti i tempi. La Pulce argentina ha limitato il suo raggio d’azione, spostandosi, anche lui, più a ridosso dell’area di rigore, senza tuttavia abbandonare le sue mirabolanti azioni palla al piede. Non a caso, sono stati due imperiosi stacchi aerei di Ronaldo ad eliminare l’Atletico Madrid, mentre il Lione si è sciolto come neve al sole dopo la cavalcata di Messi che ha portato il Barcellona sul parziale di 3-0. Il percorso dei marziani del pallone continua, domani ci saranno i sorteggi dei quarti e chissà se il fato ci regalerà un altro capitolo dell’eterno dualismo tra i più grandi di tutti i tempi.