Premier League, i 5 top e i 5 flop della 1° giornata

PREMIER LEAGUE, 1° GIORNATA

È finita la prima giornata di Premier League. Ci ha già regalato giocate pregevoli ed errori clamorosi, che hanno movimentato il primo week-end di calcio vero della stagione. Ecco i 5 top ed i 5 flop del turno:

TOP

Pereyra (Watford): si parlava di una sua possibile cessione con il Torino in pole position ma Pereyra va in campo alla prima e fa la differenza. Una doppietta e tante giocate di qualità per tre punti importantissimi all’esordio contro il Brighton.

Mané (Liverpool): ancora più di Salah il senegalese è l’uomo in più del Liverpool in questo inizio di stagione. Il ragazzo sta prendendo sempre più confidenza con il gol e ne segna due (anche se uno in fuorigioco) prima di lasciare spazio a Shaqiri.

Richarlison (Everton): molti addetti ai lavori avevano storto il naso di fronte alla cifra esorbitante pagata dai Toffees per strapparlo al Watford ma il giovane brasiliano non poteva iniziare meglio di così. Si prende sulle spalle la squadra in 10 uomini e segna una doppietta che ricorderà a lungo.

Wan-Bissaka (Crystal Palace): percorre la fascia destra avanti e indietro fino all’ultimo minuto mostrando una condizione davvero invidiabile per essere all’inizio della stagione. L’assist per Zaha nel finale è la ciliegina di una partita ottima.

McCarthy (Southampton): se il Southampton esce imbattuto dall’esordio in campionato contro il Burnley gran parte del merito è suo. Dà sicurezza alla difesa e compie alcune parate di pregevole fattura.

FLOP

Amartey (Leicester): era fuori ruolo ma la prestazione offerta contro il Manchester United è davvero pessima. Non spinge mai ed in fase difensiva soffre tantissimo. Giornata storta.

Schindler (Huddersfield): se l’Huddersfield è stato travolto dal Chelsea è colpa soprattutto di alcuni errori individuali che hanno indirizzato il match. In difesa il tedesco è apparso in difficoltà.

Frederick (West Ham): prendere quattro reti all’esordio non è mai bello, nemmeno se l’avversario si chiama Liverpool. Da parte sua il terzino destro non riesce mai a vedere Mané che fa quello che vuole.

Xhaka (Arsenal): ha l’attenuante di giocare contro una delle squadre più forti d’Europa, ma se un ragazzino del ’99 fa meglio di lui qualche domanda deve farsela. Mai al centro del gioco e sempre troppo nervoso.

Jagielka (Everton): non stava nemmeno giocando male fino a quel minuto di follia. Perde una palla ingenua e al posto di rimediare abbatte l’avversario e si fa cacciare mettendo in difficoltà i suoi per più di un tempo. Da lui ci si aspetta di più.