Peter Crouch lascia il calcio, una carriera memorabile da ripercorrere passo passo

Nel pomeriggio di ieri Peter Crouch ha annunciato il suo ritiro ufficiale dal calcio giocato dopo oltre 23 anni a calpestare il prato verde. Lo ha fatto con una lunga lettera scritta da lui stesso e pubblicata sul proprio profilo Twitter. In questo scritto, il centravanti inglese ripercore la sua carriera: dagli inizi con la maglia del Tottenham, fino all’ultima esperienza con la maglia del Burnley. Una carriera memorabile, passata per i maggiori club inglesi, per la Nazionale, e terminata da top in una medio-piccola in cerca di salvezza. Ripercorriamo i passi principali della storia del ragazzone di Macclesfield, descritti nella lettera di addio al calcio.

LA LETTERA

“Ho avuto 23 anni per prepararmi a questo momento, ma ora sono qui e mi rendo conto che nulla può prepararti affatto. È giunto il momento di definirmi un “ex calciatore”: questo incredibile viaggio che ho fatto da quando avevo 16 anni è finito. La mia ambizione era di giocare fino a 40 anni, ma le circostanze delle ultime due stagioni mi hanno fatto capire che questa è la cosa giusta da fare.

Ripenso a quando avevo 17 anni. Ero un tirocinante al Tottenham, c’erano dieci attaccanti davanti a me che bloccavano il mio percorso verso la prima squadra. Mi hanno mandato in prestito al Dulwich Hamlet, poi all’IFK Hassleholm in Svezia. Se, allora, mi avessero detto che avrei giocato 42 partite e segnato 22 gol con l’Inghilterra, giocato per il Liverpool in una finale di Champions League e di FA Cup e segnato il gol che ha riportato il Tottenham in Europa League per la prima volta in quattro decenni, non gli avrei creduto.

Ricordo una conversazione con mio padre quando ero impegnato con la nazionale. Stavamo parlando della maglia n.9 dell‘Inghilterra e di come ogni bambino del paese che calcia un pallone, spera di indossarla un giorno. E così è successo, ho indossato la maglia n. 9 quel pomeriggio. Sono stato benedetto e mi piacerebbe pensare che le persone riconoscano quanto ho apprezzato la mia carriera. Ovunque io sia stato, ho sempre avuto una grande affinità con i tifosi. Anche nel mio ultimo club, il Burnley, tutti mi hanno voluto bene, nonostante la mia condizione fisica non fosse al top. È davvero un gran bell’ambiente!

Il calcio ha aperto strade che non avrei mai pensato fossero possibili. Il calcio, semplicemente, ha reso i miei sogni realtà”.