Panagiotis Armenakas, il diamante grezzo dell’Udinese in cerca della propria consacrazione

Oggi parliamo di un talento purissimo che sta facendo fatica a sbocciare. Appartenente alla celebre nidiata dei classe 1998, Panagiotis Armenakas fin da giovanissimo ha le stigmate del predestinato tant’è che nel 2015 il celebre giornale inglese “The Guardian” lo inserisce tra i 50 giovani più promettenti al mondo.
Dotato di un mancino delicatissimo, ammalia per qualità delle giocate. Ha una visione di gioco da numero 10 puro, ma non è affatto lento e macchinoso come qualche collega di reparto. Anzi, l’ottima progressione di cui è fornito l’ha portato ad essere utilizzato negli anni soprattutto da attaccante esterno, ruolo in cui ha messo in mostra tutto il suo estro e la sua fantasia. Il baricentro basso gli permette di dribblare avversari in spazi strettissimi, rendendolo un giocatore allo stesso tempo elegante e spettacolare. Come tutti i suoi coetanei a volte tende a forzare un po’ troppo la giocata, a tentare il colpo ad effetto, ma i margini di miglioramento sono incredibili e lo fanno risultare un vero e proprio diamante grezzo.

CARRIERA

Panagiotis Armenakas nasce a Newport Beach, in California, nonostante le chiarissime origini greche. Fin da piccolo, però, si trasferisce in Australia e più precisamente a Sydney. Capisce subito tuttavia che il calcio nella terra dei canguri è poca roba per uno come lui e a 6 anni prende un volo transoceanico per fare tre settimane di provini con il Barcellona. Non vanno a buon fine ma gli forniscono la consapevolezza di poter realizzare il suo sogno di diventare un calciatore di fama internazionale. Nel 2010 trova finalmente un accordo con il Watford che lo inserisce nella propria Academy con grandi speranze circa il suo futuro.

Con la maglia degli Hornets fa benissimo, attirando l’interesse dei più grandi club inglesi come Manchester United, Chelsea e Liverpool. Tuttavia, considerati i buoni rapporti del club con la famiglia Pozzo, viene mandato in Italia all’Udinese. In bianconero mette in mostra tutto il suo talento e colleziona 27 presenze con 9 gol e 4 assist nel campionato Primavera.

Il salto in prima squadra, però, è considerato ancora troppo grande per lui e viene mandato per un anno in prestito al Tubize nella Serie B belga. “Ho scelto il prestito al Tubize perché è un club che ha le aspirazioni di essere promosso nella prima divisione e perché credo di poter crescere e come giocatore. È veramente difficile arrivare in Serie A nel calcio italiano. A meno che non si giochi in un club che abbia una filosofia molto impegnata ad integrare i propri  giovani in  prima squadra, l’alternativa è quella dei prestiti per i migliori giocatori della Primavera. Il  divario tra gli U20 Primavera, dove  ha giocato le ultime tre stagioni è enorme rispetto alla Serie A e persino alla Serie B” dichiarerà lui stesso. In Belgio, però, Panos (come lo chiamano gli amici) disputa una stagione con più bassi che alti e quest’estate perciò è tornato all’Udinese in cerca di una nuova sistemazione, alla luce anche del contratto in scadenza a breve.