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La presentazione: Barcellona-Valencia, in palio una stagione intera

Presentazione Barcellona-Valencia / La finale di Coppa del Re è un evento estremamente sentito in Spagna, molto di più rispetto per esempio alla Coppa Italia nel nostro Paese. Un po’ è anche per le numerose vicende politiche che contornano la Spagna, quali quelle indipendentistiche di squadre catalane o basche che non riconoscono quel Rey presente sul trofeo, ma anche perché il prestigio della Coppa è molto maggiore.

La presentazione

E’ abbastanza evidente come il Barcellona sia super-favorito per la vittoria finale del trofeo, soprattutto considerando come i catalani abbiano vinto anche la Liga e cerchino la quinta consacrazione consecutiva nel torneo. Inoltre, la presenza di Leo Messi metterebbe chiunque nella posizione di favorito. Ma occhio al Valencia.

I Murcielagos hanno giocato una grandissima stagione, conclusasi con il quarto posto in campionato (che vale la qualificazione in Champions League), la semifinale di Europa League e, come minimo, la finale di Coppa del Re. Decisamente niente male.

Sono davvero tanti i giocatori interessanti guidati, in questa stagione, da Marcelino. Dai giovani Soler, Torres e Lato, alla stellina Guedes, fino ai più famosi Gameiro, Rodrigo, Kondogbia e Parejo, fino all’italiano Piccini. La qualità di certo non manca al Valencia, come anche dimostrano i risultati e la considerazione che c’è di molti suoi giocatori.

Nei turni precedenti, il Barcellona è riuscito ad eliminare, in ordine, Leonesa, Levante, Siviglia e Real Madrid (con un nettissimo 3-0 al Bernabeu). Il Valencia, invece, ha eliminato Ebro, Sporting Gijon, Getafe e Betis Siviglia. Un cammino più agevole, sicuramente, ma comunque non privo di insidie, soprattutto dai quarti di finale in poi.

Nella partita di domani sera, in programma proprio nello stadio del Betis Siviglia, il Benito Villamarin, qualsiasi tipo di pronostico è pronto ad annullarsi. E’ una finale, una gara secca, e tutto più succedere. In questa stagione, i precedenti tra le due squadre vedono due pareggi.

Equilibrio, talento, gloria. Ci si gioca una stagione, ci sarà da divertirsi.

Juventus: incontro positivo con Sarri, le parti si avvicinano. Ma il Chelsea chiede 5 milioni

DUBLIN, IRELAND - AUGUST 01: Chelsea manager Maurizio Sarri during the Pre-season friendly International Champions Cup game between Arsenal and Chelsea at Aviva stadium on August 1, 2018 in Dublin, Ireland. (Photo by Charles McQuillan/Getty Images)

Juventus Sarri Chelsea / Nella giornata di ieri, dopo le notizie e le smentite sul fronte Guardiola, la Juventus (rappresentata dal proprio direttore sportivo Fabio Paratici) era a Londra. Obiettivo: Maurizio Sarri. Il tecnico del Chelsea, in attesa della finale di Europa League di mercoledì, è l’obiettivo numero uno della dirigenza bianconera. Insieme a lui, Mauricio Pochettino, anche lui nella capitale londinese e con lo stesso problema di una finale da giocare.

Incontro positivo, ma..

Stando a quanto riporta la Gazzetta dello Sport, la Juventus avrebbe incassato il sì di Maurizio Sarri, qualora dovesse davvero lasciare il Chelsea. L’allenatore toscano sarebbe favorevole ad un ritorno in Serie A, nel quale sposerebbe un importante progetto di riqualifica del gioco della Juventus. Con il suo arrivo, i bianconeri vorrebbero provare a rilanciare Gonzalo Higuain, dato da tutti verso il ritorno a Torino dopo il prestito al Chelsea proprio di Sarri.

L’unico problema, come sempre, rimane Roman Abramovich. Il patron del Chelsea, nonostante le voci di un probabile arrivo di Lampard sulla panchina dei Blues si rincorrano da tempo, non vorrebbe liberare Sarri in modo gratuito. Per questo, avrebbe chiesto alla Juventus un indennizzo di circa 5 milioni di euro, soldi che Madama vorrebbe tranquillamente evitare di spendere.

Mondiale under 20: Italia, che inizio! Battuto per 2-1 il Messico grazie alle reti di Frattesi e Ranieri!

Inizia benissimo il Mondiale under 20 per gli azzurri di Nicolato che battono per 2-1 il Messico e incamerano i primi tre punti della competizione. Successo importantissimo che avvicina l’Italia alla fase successiva, ma per blindarla servirà vincere anche domenica contro l’Ecuador

ANALISI DEL MATCH

Parte forte la nazionale azzurra che dopo appena 180 secondi si porta già avanti. Il vantaggio lo firma Frattesi che dalla distanza lascia partire un gran sinistro che si spegne all’angolino e fa esplodere di gioia la panchina italiana. La squadra di Nicolato a più riprese si avvicina al raddoppio, ma è il Messico a pareggiare al secondo tentativo. Angolo per i sudamericani e De La Rosa approfitta di un’incertezza di Plizzari e pareggia i conti. Nella ripresa le squadre si annullano a vicenda ma il gol che decide il match arriva al 66º ed è azzurro. Angolo per l’Italia respinto, dal limite Pellegrini ci prova ma il suo tiro sbagliato diventa un assist per Ranieri che stoppa da centroavanti e di sinistro batte l’estremo messicano. Partita che poi non offre ulteriori sussulti e gli azzurri possono festeggiare il successo all’esordio contro il Messico, una buona squadra che però oggi non ha potuto nulla contro una grandissima Italia.

Mondiali 2022, dietrofront Fifa: si rimane a 32 squadre

La FIFA ha comunicato di aver rinunciato al piano di organizzare i Mondiali del 2022 con 48 squadre al posto delle solite 32. Quello dell’allargamento dei Mondiali era un progetto sostenuto dal presidente della FIFA Gianni Infantino molto appoggiatto dai paesi membri della FIFA. La proposta di aumentare il numero di squadre già a partire dai Mondiali del 2022 aveva portato a uno studio di fattibilità, che ha tenuto conto anche della possibilità di coinvolgere nell’organizzazione delle partite in più anche un altro paese confinante con il Qatar. Anche a causa della complicata situazione di isolamento del Qatar, che al momento è sotto embargo da parte dei principali paesi arabi della regione (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Bahrein), la possibilità è stata giudicata irrealizzabile e il progetto dell’allargamento dei Mondiali è stato rimandato al Mondiale 2026.

Torino, si ritira Moretti: domenica contro la Lazio l’ultima partita di una lunga carriera

È arrivato ieri, non senza commozione, l’annuncio del ritiro Emiliano Moretti. Il difensore classe ’81 lascia il calcio, dopo 600 presenze da professionista e 12 reti. Al Torino dal 2013, Moretti ha vissuto in granata una seconda giovinezza che sembrava non dovesse terminare mai. “Sono contento, sono felice perché chiudo una parentesi importante e bellissima della mia vita. La chiudo cosciente di stare ancora bene, ringrazio Cairo e Mazzarri per aver provato a farmi cambiare idea, ma credo sia il momento giusto” ha dichiarato un emozionatissimo Moretti. Nel futuro prossimo ci sarà ancora il Torino: “Resta in società, studia da dirigente, me lo terrò molto vicino” ha fatto sapere il presidente Cairo. In attesa dell’ultima fatica di Moretti, ripercorriamo l’onorevole carriera di un grande professionista che mancherà alla nostra Serie A.

La carriera di Moretti, dal Lodigiani al Toro, passando per la Nazionale

Emiliano Moretti nasce a Roma, l’11 giugno 1981. Matura come calciatore nelle giovanili della Lodigiani, con la quale esordisce in Serie C1 nel 1998. Viene ingaggiato dalla Fiorentina, dove conclude il percorso di formazione con la Primavera, prima di esordire in Serie A il 31 marzo 2001, con Roberto Mancini in panchina. La stagione successiva scende in campo con continuità, ma non riesce ad evitare la retrocessione in Serie B dei Viola. La Juventus ne acquista il cartellino, ma Moretti è chiuso da Thuram e non riesce a trovare spazio. Termina la stagione al Modena, per poi trasferirsi al Parma a titolo definitivo. Dopo qualche allenamento, passa in prestito al Bologna di Mazzone, dove disputa 32 presenze. Nell’estate 2004 conquista il titolo di campione europeo con la Nazionale Under 21 e attira su di sé le attenzioni del Valencia. In Spagna si afferma definitivamente e vive cinque intense stagioni al Mestalla. A 28 anni Emiliano torna in Serie A, nel Genoa di Gasperini, dove si specializzerà nel ruolo di terzo di difesa. Dopo quattro anni nel Grifone, 121 presenze e 2 reti, si apre il capitolo Torino, l’ultimo e forse il più emozionante della carriera. Durante l’esperienza granata, Moretti conosce la gioia di vestire l’azzurro della Nazionale maggiore, in due occasioni. È un pilastro della squadra con qualsiasi allenatore, a partire da Ventura, passando per Mihajlovic, fino ad arrivare a Mazzarri. Domenica metterà a segno la presenza numero 198 in maglia Toro, la 601 da professionista. Purtroppo sarà l’ultima partita di Moretti, ma non sarà l’ultima volta che lo vedremo protagonista nel mondo del calcio.

Napoli, per il centrocampo piacciono Malinovskyi e Bourigeaud

Napoli: ecco gli obiettivi per rinforzare il centrocampo

Il Napoli sta pianificando le strategie di mercato in vista della prossima stagione. Tanti i nomi circolati finora per il centrocampo, tra cui due nomi a sorpresa poco altisonanti ma grandi prospetti in ottica futura: Il Ruslan Malinovskyi, 26 anni, ucraino del Genk e Benjamin Bourigeaud, 25 anni del Rennes. La loro valutazione si aggira intorno ai 10 milioni. Per Malinovskyi c’è già stato pure un contatto col suo procuratore, Sergei Serebrennikov, che ha confermato l’interesse de Napoli per il suo assistito.


Higuain-Juve: le possibilità di un ritorno in bianconero sono legate a Sarri

Quello tra Higuain e Sarri è un sodalizio destinato a durare per sempre. E pensare che solo tre stagioni fa il Pipita aveva preferito abbandonare il suo mentore calcistico per arricchire la personale bacheca dei trofei. Ma Sarri non ha mai dimenticato le gioie che gli ha saputo regalare Higuain e appena si è presentata l’occasione l’ha rivoluto con sé, senza rancore. Gonzalo, il figliol prodigo, lo potrebbe seguire anche nella prossima avventura. Sì, perché i loro destini potrebbero nuovamente incrociarsi, questa volta alla Juventus, lì dove si era concretizzato il tradimento del Pipita.

Il futuro di Higuain è un rebus che solo Sarri potrebbe risolvere

Ne è passata di acqua sotto i ponti dal trasferimento di Higuain dal Napoli alla Juventus. Quello che allora fu definito il capolavoro di Marotta, tramite il pagamento di 94 milioni di clausola, oggi è diventato un nodo difficile da sciogliere per Paratici. Sembrava tutto fatto con il Milan, ma Leonardo e Maldini hanno scelto di cambiare rotta alla prima opportunità, lasciando per strada metà della rata annuale del prestito. A credere in Higuain è stato Maurizio Sarri. Ma neppure l’allenatore del record di marcature in Serie A è riuscito a ridare lustro al Pipita. Ci si è messa pure la Uefa di mezzo con il blocco del mercato del Chelsea ed ecco che il futuro dell’argentino è diventato un rebus. A dirla tutta, il club di Abramovich potrebbe prolungare il prestito in caso di vittoria in Europa League, ma questo non è nei programmi del magnate russo, pentitosi di aver assecondato Sarri a gennaio. Il ritorno alla Juventus è praticamente scontato. Resta da vedere se Higuain rientrerà nel progetto tecnico bianconero oppure sarà destinato a lasciare quanto prima Torino. Molto dipenderà da chi siederà sulla panchina della Vecchia Signora e, con ogni probabilità, se il prossimo allenatore della Juventus dovesse essere Sarri ci sarebbe spazio per un Higuain 2.0.

El Shaarawy, lontano il rinnovo con la Roma. Possibile partenza in estate?

El Shaarawy

Stephan El Shaarawy non ha ancora ricevuto un’offerta per il rinnovo del contratto in scadenza nel 2020 e, secondo il Corriere dello Sport, il giocatore non sarebbe più convinto di restare a Roma. La richiesta del faraone, autore di un’ottima stagione, è di passare da 2,5 milioni più bonus ad un ingaggio da 4 milioni di euro, ipotesi che la società non prevede soprattutto se non arrivasse la Champions League.

El Shaarawy piace in Premier League ma preferirebbe restare in Italia per giocarsi le chance di conquistare un posto agli Europei 2020. Sempre secondo Il Corriere dello Sport, non sarebbe da escludere un trasferimento alla Juventus.

L’italo-egiziano d’altronde piace. e la Juve potrebbe inserire come contropartita gradita Mattia Perin. I portiere è originario di Latina, ed è anch’esso alla ricerca di spazio e continuità per l’europeo. Idea che potrebbe diventare trattativa vera e propria in caso di approdo a Roma di Giampiero Gasperini, che riabbraccerebbe Perin dopo averlo avuto al Genoa.

Serie C, i risultati del primo turno playoff ed i sorteggi del secondo turno

RISULTATI PRIMO TURNO

Nella giornata di ieri è terminato il primo turno playoff di Serie C e sono arrivati i verdetti. Sfortunate Monza e Potenza, che tentano l’impresa ed escono solo perché non erano teste di serie. Avanti Feralpi Salò, Catania, Imolese, Pisa e Arezzo.

Catanzaro-Feralpisalò 2-2 (Tot 2-3, passa la Feralpisalò)
34′ Pesce (F), 52′ De Risio (C), 70′ Fischnaller (C), 89′ Legati (F)

Catania-Potenza 1-1 (Tot 2-2, passa il Catania)
13′ Facundo Lescano (P), 78′ Di Piazza (C)

Imolese-Monza 1-3 (Tot 4-4, passa l’Imolese)
30′ D’Errico (M), 41′ Lepore (M), 72′ De Marchi (I)

Pisa-Carrarese 2-1 (Tot 4-3, passa il Pisa)
20′ Moscardelli (P), 27′ Cardoselli (C), 76′ Gucher (P)

Viterbese-Arezzo 0-2 (Tot 0-5, passa l’Arezzo)
55′ Belloni, 66′ Relegatti

SORTEGGI SECONDO TURNO

Questo invece l’esito dei sorteggi del secondo turno:

Feralpisalò-Triestina;
Imolese-Piacenza;
Catania-Trapani;
Pisa-Arezzo.

Determinati anche gli incroci della Final Four:

Arezzo-Pisa / Feralpisalò-Triestina
Piacenza-Imolese / Trapani-Catania

Triestina o Feralpi Salò e Catania o Trapani giocherebbero l’eventuale finale di ritorno (15 e 16 giugno) della Final Four in casa, con andata (8 e 9 giugno) in trasferta.

Almendra-Napoli, pronti 20 milioni

Dovrà stringere i tempi il Napoli, per chiudere la trattativa con il Boca Juniors. Augustin Almendra piace sempre di più e sarà uno tra gli osservati speciali del Mondiale Under 20 che si svolgerà in Polonia. Attraverso un suo emissario, Cristiano Giuntoli ha già trovato l’intesa col giocatore che sarebbe felice di trasferirsi nella città che è stata di Diego Maradona per sette anni. L’ex pibe de oro è l’idolo del giovane Almendra, il fuoriclasse a cui ispirarsi e al ragazzo piacerebbe misurare le proprie qualità lì dove ha regnato a lungo il più grande calciatore di tutti i tempi.

Ma il Napoli non è solo. Monaco e Porto, sono pronti a soddisfare le pretese di Daniel Angelici, il presidente del Boca, che per la mezz’ala chiede 30 milioni. Da evitare quindi per Giuntoli un’asta al rialzo, per questo la società partenopea sta provando ad anticipare la concorrenza con un’offerta di 20 milioni più un eventuale bonus.

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