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Dilly ding Dilly dong, Sir Claudio Ranieri è tornato

Ranieri
Ranieri

Ranieri torna in Serie A, subentrando a Di Francesco sulla panchina della Samp, con l’obiettivo di risollevare una squadra reduce da 3 punti in 7 partite

Come cambia la Samp con l’arrivo di Ranieri

Claudio Ranieri è l’allenatore perfetto per dare la scossa ad un’ambiente triste e demotivato come quello Blucerchiato. Negli occhi di tutti c’è ancora il miracolo compiuto da Sir Claudio con il Leicester, un qualcosa di irripetibile, ma che sottolinea quanto Ranieri sia il mister dalle imprese impossibili. Il tecnico romano eredita una squadra ultima in classifica, reduce da 3 punti in 7 giornate, troppo poche per una squadra come la Sampdoria, che aveva bisogno di questo cambiamento.

Le opzioni tattiche che ha in mente Ranieri per la Sampdoria potrebbero essere fondamentalmente 3. Il 4-4-2 del miracoloso Leicester, il 4-2-3-1 della Roma l’anno scorso, oppure un 4-3-1-2, che parte però più indietro rispetto alle prime due opzioni.
Ranieri non è un allenatore che ama sperimentare, soprattutto all’inizio di un avventura e a maggior ragione adesso che la Sampdoria si trova all’ultimo posto in classifica. Perciò ripartirà dalle certezze blucerchiate, senza fare troppi cambiamenti, cercando di schierare ogni giocatore nel ruolo dove potrebbe rendere di più.

La probabile formazione della nuova Samp

Detto ciò gli interpreti di questi moduli dovrebbero essere i seguenti:

Audero titolare tra i pali. Difesa a 4, con uno tra Bereszynski e Depaoli sulla fascia destra e Murru sulla sinistra. Tra i centrali saranno in tre a giocarsi due maglie disponibili, Murillo, Colley e Ferrari.

A centrocampo l’unica certezza è Ekdal, con il 4-2-3-1 al suo fianco ci sarà uno tra Linetty e Vieira. Mentre nei tre davanti, alle spalle di Quagliarella doverebbero trovare spazio Rigoni, Caprari e Gabbiadini. In caso di 4-4-2 il centrocampo sarebbe composto da Depaoli e Jankto sulle fasce con Ekdal e uno tra Linetty e Vieira in mezzo.

La coppia d’attacco con il 4-4-2 sarebbe composta dal solito Quagliarella con uno tra Rigoni e Gabbiadini al suo fianco.

Eddie Salcedo, la nuova freccia dell’arco di Juric. Aspettando l’Inter…

Eddie Salcedo / Gli addetti ai lavori conoscono già da molto tempo questo nome, ormai sui radar dei principali talent scout da qualche anno. Eppure, la carta d’identità di Eddie Salcedo continua ad essere verdissima. Primo ottobre 2001, eppure se ne parla da così tanto tempo già. Di proprietà dell’Inter, l’attaccante italo-colombiano gioca ora nel Verona di Ivan Juric, lo stesso tecnico che lo fece esordire in Serie A ormai due anni fa, a soli 15 anni.

La carriera di Eddie Salcedo

Nato a Genova nel 2001, la sua carriera giovanile si compie interamente nel vivaio del Genoa, che lo coccola e lo plasma già da ragazzino. Qui, Salcedo lascia intravedere doti fuori dal comune già nella prima adolescenza, rendendolo presto pronto ai salti in Primavera e in prima squadra.

E’ 20 agosto 2017 quando Eddie Salcedo veste per la prima volta la maglia della prima squadra rossoblù, nella partita di Serie A contro il Sassuolo. In quell’occasione, Salcedo non ha ancora compiuto 16 anni. In quell’occasione gioca soli 9 minuti, ai quali se ne aggiungeranno 22 a fine stagione contro il Benevento e 4 in Coppa Italia contro il Crotone. Pochi minuti, ma atti a fargli assaggiare l’atmosfera delle prime volte.

Nella stagione 16-17, Salcedo siede per 7 volte in panchina con la prima squadra e segna 9 gol con la Primavera rossoblù tra campionato e Torneo di Viareggio. In estate, passa poi all’Inter per 8 milioni di euro, entrando così nel settore giovanile nerazzurro.

All’Inter, Salcedo gioca esclusivamente nella Primavera, ma segnando ben 12 gol in campionato e uno in Supercoppa. Spalletti lo chiama due volte in panchina ad inizio 2019, ma senza farlo mai scendere in campo.

Arriviamo quindi ai giorni nostri, con il prestito al Verona e con l’esordio in gialloblù contro il Cagliari. Come se non bastasse, la settimana successiva arriva l’esordio dal primo minuto, nella partita vinta contro la Sampdoria, dove gioca per 70 minuti.

Le caratteristiche

Eddie Salcedo è considerato uno dei prospetti italiani migliori della sua generazione. Non è un caso che a soli 18 anni abbia già giocato 4 partite in Serie A e che l’Inter abbia speso così tanti soldi per strapparlo al Genoa. Il potenziale c’è ed è anche grandissimo.

Dal punto di vista tattico, Salcedo è una punta rapida, agile e scattante, che può agire sia come centravanti che come seconda punta. In un sistema con tre punte, è abile nell’agire come ala sinistra, approfittando del suo piede destro educato e della sua rapidità.

Per essere un centravanti, tuttavia, la sua incisività sotto porta è ancora molto da migliorare; c’è tutto il tempo, ma per diventare un grande attaccante la precisione deve essere sistemata.

Spal, avvio deludente per gli uomini di Semplici: Petagna unico faro

Spal avvio / La Spal è una delle squadre che più si sono trovate in difficoltà in questo avvio di stagione. La banda allenata da Semplici ha finora conquistato soli 6 punti, piazzandosi al quartultimo posto solo per la miglior differenza reti rispetto al Lecce. Le cause di una posizione di classifica così precaria sono ben riconoscibili. Con sei gol fatti, i ferraresi hanno il terzo peggior attacco (peggio solo Udinese e Samp), a pari merito con Milan e Verona. Con 13 gol subiti, hanno la quarta peggior difesa (peggio solo Samp, Genoa e Lecce).

Avvio difficile per l’attacco della Spal

L’unico faro di luce di questo inizio di campionato spallino si chiama Andrea Petagna. L’ex attaccante di Milan e Atalanta ha già segnato tre gol (il 50% del totale della squadra) e ha regalato due vittorie con le sue reti, contro Lazio e Parma. Senza il suo contributo, la squadra ne risente tantissimo, tanto da non aver mai fatto un punto senza una sua marcatura.

Solo Di Francesco sta tenendo testa al centravanti triestino, con due reti, mentre la restante è di Jasmin Kurtic. Troppo poco, tuttavia, per restare in Serie A. Già dalle prossime partite, contro Cagliari, Napoli e Milan, ci vorrà una reazione, magari conquistando quei 4-5 punti utili per arrivare a partite più semplici senza fiatone. Terminato questo trittico di gare dure, arriveranno in fila Samp, Udinese e Genoa, tre concorrenti per la salvezza. Sarà importantissimo fare molti punti in questo caso, magari proprio con le reti di Petagna e Di Francesco.

Difesa troppo leggera

Abbiamo parlato dell’attacco poco efficace, ma nemmeno la difesa se la passa benissimo. 13 gol subiti sono tanti in sette partite, quasi due di media a gara. Solo in un’occasione, contro il Parma, Berisha ha tenuto inviolata la porta, ma con la Juventus le reti subite potevano diventare molte di più senza gli interventi dell’albanese.

La retroguardia a tre utilizzata da Semplici in questa stagione vede Vicari sempre titolare (nessun minuto saltato), mentre ai lati Tomovic ha giocato molto, a dispetto di Felipe, Cionek e Igor, alternatisi nelle altre gare.

L’impressione è che i tre dietro siano un po’ troppo leggeri in questa fase, lasciando troppo spazio agli attaccanti avversari che hanno vita facile a inserirsi e segnare. Anche in questo frangente, migliorare è necessario per non ritrovarsi poi a navigare in acque pericolosissime di classifica.

Non è richiesto un miracolo, probabilmente solo qualche accorgimento tattico. Questa squadra ha tutte le carte per restare in Serie A, a patto che Semplici le giochi bene come fatto negli ultimi anni.

Italia – Grecia: ultime news e probabili formazioni

Italia - Grecia
Italia

Settima giornata dei gironi di qualificazione a Euro 2020. Italia in campo alle 20.45 contro la Grecia per la qualificazione matematica.

Settima giornata di qualificazione a Euro 2020 che rappresenta un punto cruciale per l’Italia di Roberto Mancini. Vincendo questa sera, infatti, non solo continuerebbe la striscia di sole vittorie, ma arriverebbe anche la matematica qualificazione alla competizione del prossimo anno. Un traguardo importantissimo che mister e giocatori vogliono raggiungere già questa sera, per poter poi dare spazio alle idee e alle sperimentazioni di formazione nelle ultime 2 partite.

Italia – Grecia

Davanti a noi, questa sera, ci sarà però la giovane Grecia. Mancini sa perfettamente che non sarà una sfida semplice, così come ha ribadito in conferenza stampa: “Prima c’è un avversario da affrontare, e non sarà semplice. Oltretutto la Grecia è molto diversa da quella che abbiamo sconfitto a giugno: ha cambiato modulo, allenatore, e ha giocatori più giovani”.
Insomma, una partita tutt’altro che facile

Probabili formazioni

ITALIA (4-3-3): Donnarumma; D’Ambrosio, Bonucci, Acerbi, Spinazzola; Barella, Jorginho, Verratti; Chiesa, Immobile, Insigne. ALL.: Mancini.

A disp.: Sirigu, Meret, Biraghi, Izzo, Mancini, Romagnoli, Bernardeschi, Cristante, Zaniolo, Belotti, El Shaarawy, Grifo.

GRECIA (4-4-1-1): Vlahomidis; Bakakis, Siovas, Lambropoulos, Stafylidis; Mantalos, Zeca, Kourbelis, Donis; Vrousai; Koulouris. ALL.: Van’t Schip

A disp.: Paschalakis, Dioudis, Koutris, Giannoulis, Hatzidiakos, Galanopoulos, Siopis, Bouchalakis, Fetfatzidis, Bakassetas, Limnios, Pavlidis.

ARBITRO: Karasev (Russia).

Di Francesco, una storia senza lieto fine

Esusebio Di Francesco, 50 anni. LaPresse.

Ci ha provato Di Francesco, probabilmente con tutto se stesso. Ma non c’è stato niente da fare. Certe storie proprio non riescono a decollare, nonostante la buona volontà di entrambe le parti. Certe storie cominciano male e finiscono peggio, e sono quelle storie che probabilmente sarebbe stato meglio se non fossero mai cominciate.

Quella tra la Sampdoria ed Eusebio Di Francesco è una di queste. Solo una vittoria in otto partite, peggior difesa del torneo ed ultimo posto in campionato. La Samp e DiFra, che sembravano due promessi sposi in cerca di riscatto, si separano così, consensualmete. Segno che per tutte e due le parti era giusto cambiare, per un addio che ora sa più di sollievo che di fallimento.

Di Francesco contro tutto

Per Di Francesco tanto altro rammarico, nel momento più delicato della carriera da allenatore. Non vedeva l’ora di riscattarsi dopo l’esonero dalla sua amata Roma, invece è arrivata un’altra batosta.

Un modulo che non funziona con questi interpreti, troppa poca qualità per giocare il calcio tecnico e rapido che Eusebio vuole. Un mercato che paradossalmente ha quasi peggiorato la squadra dell’anno scorso, cedendo poco ma comprando quasi nulla. Una società sempre sul filo del rasoio, ambiente instabile e pesante, per niente consono al lavoro puntiglioso di DiFra.

Botte che la vita ti dà inaspettatamente, a volte tutte insieme. Starà a lui dimostrare di essere più forte e rispondere colpo su colpo, anche quando sembrerà essere al tappeto. Prima o poi il suo riscatto arriverà.

Sandro Tonali: la rivelazione di questo inizio di campionato

Sandro Tonali
Sandro Tonali

Sandro Tonali, classe 2000, appena 19 anni, al suo primo anno in Serie A è già perno del centrocampo del Brescia di Corini

I primi passi di un giovane talento

Sandro Tonali, vive i suoi primi anni da calciatore nelle giovanili di Lombardia Uno,prima e del Piacenza poi, dove rimane fino al 2012. All’età di 12 anni viene acquistato dal Brescia che lo fa crescere nelle proprie giovanili, fino a farlo esordire in prima squadra all’età di soli 17 anni, in un incontro di Serie B contro l’Avellino. Nel Gennaio 2018 entra stabilmente in prima squadra e trova anche il suo primo gol da professionista il 28 Aprile 2018 contro la Salernitana. Conclude la sua prima stagione da professionista con 19 presenze e 2 gol.

Brescia,Nazionale e Serie A

La stagione 2018-2019 fa intuire che Tonali possa veramente diventare un giocatore importante per il Brescia e, in futuro, anche per la nazionale italiana. Sandro contribuisce alla vittoria del campionato di Serie B del suo Brescia con conseguente ritorno in Serie A dopo 8 anni d’assenza, totalizzando 34 presenze e 3 gol in stagione.

In quella stessa stagione viene chiamato per la prima volta in Nazionale maggiore da Roberto Mancini, senza però esordire. L’esordio arriva invece, nella Nazionale Under 21, con cui partecipa all’Europeo 2019.

Il debutto in Serie A arriva il 25 Agosto 2019, in un Cagliari-Brescia vinto proprio dalle Rondinelle per 1-0. Già da questa partita Tonali fa notare a tutta Italia il proprio talento con una prestazione imperativa, tessendo un ruolo fondamentale per la vittoria dei suoi. Da qui in poi totalizza altre 5 presenze per un totale di 529 minuti giocati in 7 giornate di campionato, diventando un elemento imprescindibile per la squadra di Corini.

Viste le ottime prestazioni mostrate in questi primi mesi di campionato
Roberto Mancini lo ha convocato in Nazionale per sostituire l’infortunato Stefano Sensi, dunque il suo esordio con la maglia azzurra potrebbe avvenire in una delle prossime due gare dell’Italia. Insomma nonostante i soli 19 anni Sandro Tonali sta già incantando tutti e numerose squadre sembrano voler fare sul serio per acquistarlo, ma lui ora pensa solo ad incantare il Brescia e a prendersi la Nazionale.

Lewandowski boom, inizio di stagione da marziano

Lewandowski
Lewandowski

Il bomber polacco,Robert Lewandowski, ha iniziato la stagione alla grande con 18 gol in tutte le competizioni, tra Bayern e Polonia

Capocannoniere in Bundesliga

Lewandowski guida la classifica marcatori del campionato Tedesco in solitaria con 11 reti messe a segno in 8 partite. La prima rete stagionale l’ha realizzata in DFB Pokal ad agosto contro l’Energie Cottbus. Il campionato del bomber polacco è iniziato con la doppietta nella prima partita stagionale all’ Allianz Arena, contro l’Herta Berlino. Nella seconda giornata ha migliorato il suo score con una tripletta allo Schalke, 5 gol in 2 partite, veramente niente male. Robert ha poi messo a segno un’altra doppietta in casa contro il Colonia e altri 4 gol consecutivi arrivando a quota 11.

Le reti europee

In Champions League la musica è sempre la stessa, Lewandowski non si è fermato e ha messo a segno 3 reti nelle prime due giornate, la prima nella vittoria per 3-0 sulla Stella Rossa, le altre due nel roboante 7-2 in casa del Tottenham.

Ma Nemmeno la sosta nazionali ha fermato Robert che ieri ha ritrovato il gol anche con al Polonia realizzando una tripletta, nel match valido per la qualificazione all’Europeo 2020, contro la Lettonia.

Dunque ricapitolando in totale i gol di Robert Lewandowski in questa stagione, in tutte le competizioni sono 18, di cui 15 con il Bayern Monaco e 3 con la Polonia. Questo è solo l’inizio di una stagione che si prospetta ricca di gol per il Bomber del Bayern, che proverà sicuramente a prendersi la scarpa d’oro, mancata fin qui in carriera solamente per “colpa” dei due marziani, Leo Messi e Cristiano Ronaldo. Nelle ultime stagioni ha vinto 4 titoli di capocannoniere della Bundesliga, raggiungendo 139 gol in 166 presenze con il Bayern Monaco dal 2014 ad oggi. Con la sua nazionale ha invece raggiunto quota 60 gol in 110 presenze.

Olanda, De Ligt sbaglia anche in Nazionale: doppio errore contro l’Irlanda

Olanda De Ligt / Dopo un avvio di campionato non esaltante, a subire le conseguenze del precario stato di forma di Matthijs De Ligt stavolta è l’Olanda. Gli Orange, nel giorno del 3-1 rifilato all’Irlanda, hanno visto un De Ligt ancora un po’ spaesato, protagonista in negativo del provvisorio vantaggio ospite.

Le difficoltà del giovane De Ligt

Un trasferimento record a soli 19 anni, probabilmente, metterebbe in crisi un po’ chiunque. La Juventus, da questo punto di vista, non è preoccupata. A Torino sanno benissimo che l’investimento, nonostante sia stato estremamente oneroso, è più per il futuro che per il presente. Basti pensare che, con ogni probabilità, se non fosse stato per l’infortunio di Chiellini, ora De Ligt non sarebbe ancora il titolare fisso bianconero.

Il rapido inserimento in schemi di gioco nuovi, molto diversi da quelli a cui era abituato precedentemente, ha però messo in difficoltà anche l’Olanda. In una squadra composta da giocatori internazionali, abituati ad un determinato stile di gioco differente da quello impostato da Maurizio Sarri, De Ligt si è trovato ulteriormente in difficoltà. Sul gol del provvisorio vantaggio irlandese, il difensore bianconero si è reso partecipe di un liscio abbastanza clamoroso in mezzo all’area e poi è stato sovrastato dal colpo di testa di Magennis sul contro cross.

Sicuramente, la pressione che prima non si sentiva perché era ancora un ragazzino ora inizia a farsi insistente, come ovvia conseguenza di un trasferimento record. La pressione, però, sarà sicuramente da gestire per non passare dall’essere uno dei migliori prospetti del mondo a un difensore qualunque.

Non solo errori

Nella serata dell’errore, per Matthijs De Ligt è tuttavia arrivata anche una bella soddisfazione. A 20 e 59 giorni, il difensore bianconero ha raggiunto la presenza numero 20 con la sua nazionale. Un risultato incredibile, frutto anche dell’esordio con i grandi a soli 17 anni, 7 mesi e 10 giorni.
Grazie a questa presenza, De Ligt è diventato il più giovane giocatore olandese a raggiungere quota 20 presenze, scalzando Claarence Seedorf in questa speciale classifica.

Irlanda-Italia U21 0-0: Azzurrini sterili e nervosi, l’Irlanda strappa un pari

Getty Images

Irlanda-Italia U21 0-0 / Niente da fare per gli Azzurrini di Nicolato. Nonostante tante occasioni da gol, la nostra Nazionale Under 21 non è riuscita a sconfiggere a Dublino l’ostica Irlanda, squadra che guida a 10 punti il Gruppo A di qualificazione all’Europeo. Lunedì sarà in Armenia la prossima gara del girone, nella quale è vietato sbagliare.

Irlanda-Italia U21 0-0, l’analisi

Non è stata una bella partita quella di Dublino. Irlanda e Italia hanno giocato male, senza particolari squilli né da una parte, né dall’altra, e alla fine dei conti il pari è il risultato giusto. La partita è stata senza dubbio nervosa, complice anche la proverbiale durezza dei Boys in Green. Nessun gol, due espulsioni e tanto gioco sporco hanno portato al classico pari a reti bianche.

Nel primo tempo, l’occasione migliore è sulla testa di Pinamonti. L’attaccante del Genoa, sul cross da sinistra di Pellegrini, stacca benissimo ma mette il pallone fuori di pochissimo. Anche Frattesi va vicino alla rete prima del 45′, ma il suo tiro termina alto. Da segnalare, al 22′, l’infortunio occorso a Marchizza, sostituito da Adjapong con spostamento conseguente di un ottimo Del Prato in mezzo insieme a Bastoni.

Nella ripresa, doppio cambio in avanti: dentro Kean e Cutrone (a sorpresa in panchina) per Pinamonti e Scamacca. L’ex attaccante della Juventus, però, resta in campo solo 18 minuti, giusto il tempo di attaccarsi con Parrott ed essere espulso insieme all’irlandese. Nel finale, l’Irlanda prova a vincere la partita, ma è stoppata da un grande Carnesecchi. Finisce 0-0, l’Irlanda è sempre prima nel girone.

Sterilità e nervosismo

Nonostante un reparto avanzato molto ben fornito, l’attacco azzurro è sembrato essere quello meno in forma nella serata di ieri. Pinamonti, Scamacca, Kean e Cutrone hanno trovato grandi difficoltà contro la rognosa difesa irlandese e sono l’attaccante del Genoa è arrivato alla conclusione verso la posta. Nicolato avrà ancora molto lavoro da fare su questi giocatori e su quelli in grado di metterli in porta. Sfruttare un potenziale offensivo simile è d’obbligo, considerando soprattutto l’esperienza che Kean e Cutrone stanno facendo in Premier League.

Altro fattore da sistemare è sicuramente quello nervoso. L’espulsione di Kean è arrivata sicuramente troppo presto (e forse anche un po’ esageratamente): l’attaccante dell’Everton, nonostante le provocazioni, deve crescere e rendersi conto che episodi simili possono solo che rovinargli una carriera potenzialmente stellare. Gli irlandesi hanno sicuramente condotto una gara dura e atta a far innervosire gli avversari, ma ci sarà sicuramente bisogno di un miglioramento da questo punto di vista per poter gestire meglio queste situazioni in futuro.


Nazionale, il Ct Mancini in vista della Grecia: Faremo bene, il gruppo per l’Europeo è formato”

L'Italia si prepara al match decisvo per la qualificazione europea contro la Grecia. Repubblica.

Sabato contro la Grecia all’Olimpico, così parla il Ct Mancini: “Mi piacerebbe uno stadio pieno, ci torniamo dopo tanto tempo”. Gli azzurri possono qualificarsi all’Europeo del prossimo anno con tre giornate di anticipo: “Il nucleo per l’Europeo c’è già, possono ballare due- tre nomi”

In trentottomila per gli azzurri all’Olimpico

Trentottomila biglietti già venduti, l’occasione di conquistare aritmeticamente la qualificazione all’Europeo con tre giornate di anticipo (un record), la terza maglia (verde) promossa eccezionalmente (capitò soltanto nel 1954) al posto di quella azzurra. Il ritorno allo stadio olimpico, dove l’Italia giocherà almeno due partite della fase a gironi di Euro 2020. Non mancano certo i motivi d’interesse per la partita che Sabato a Roma la Nazionale azzurra affronterà con la Grecia. Mancini la sdrammatizza: “Io preferisco l’azzurro, poi vediamo come sta in campo”, dice a proposito dell’inconsueta divisa della squadra. Gli fa eco il pallavolista campione del Mondo, Andrea Lucchetta: “Meglio l’azzurro, sono d’accordo”. Ma Mancini è anche orgoglioso dei risultati ottenuti fin qui: “Siamo contenti di questo percorso, non era affatto scontato. Un anno fa ho ereditato una squadra con grandissime difficoltà. Ognuno può esprimere la propria opinione, siamo in un mondo libero. I pareri altrui vanno rispettati. Noi crediamo di aver messo insieme una buona squadra. Avevamo chiesto un girone con Germania, Spagna, Francia e Olanda, ma non ce l’hanno dato”. Oltre alla qualificazione anticipata, Mancini si aspetta le conferme sul bel gioco: ” Mi aspetto una grande partita, anche perchè sarà a Roma il nostro debutto all’Europeo e ci giocheremo due partite. Non dico che si tratti di un pre-esame, ma può diventare una partita importante. “Torniamo dopo tanto tempo, mi piacerebbe vedere un olimpico pieno”. Conclude Mancini.