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Piccolo infortunio per il gioiello Joao Felix. Gli aggiornamenti

Nell'esordio di ieri dell'Atletico, Joao Felix ha subito un infortunio dopo un brutto colpo. Solo un semplice problema alla caviglia per lui.

Infortunio Joao Felix

Infortunio Joao Felix / Il nuovo acquisto folle da 130 milioni dell’Atletico Madrid, Joao Felix, non si sta rivelando proprio una pazzia. Il gioiello portoghese con prodezze inestimabili sta deliziando tutti e incantando le difese avversarie. Nell’esordio di ieri contro il Getafe, verso il 55′ la stella del talento si è accesa e ha regalato una giocata da paura che ha fatto letteralmente impazzire tutti gli appassionati di calcio. Un incontro che non è stato da meno, ricco di spettacolo: gol al 23′ di Morata, due rossi nel giro di quattro minuti, traversa, rigore concesso e sbagliato.

Ma soffermiamoci su un altro momento dell’incontro, quando Joao Felix ha subito un infortunio. Al 66′, dopo un brutto intervento da parte di un avversario, il portoghese si è accasciato a terra, dando segno di non farcela a rimenere in campo e di essere quindi sostituito. Al suo posto è entrato Llorente, però l’attenzione è andata tutta verso il pupillo ex Benfica, uscito dal campo tra gli applausi e l’ansia dei tifosi e del “Cholo” Simeone.

Gli aggiornamenti

Si ritiene Joao Felix abbia un semplice problema alla caviglia. Un leggero infortunio, che dovrà essere comunque tenuto sotto controllo. Niente di grave per il pupillo cristallino, a disposizione di Simeone, che potrebbe diventare in poco tempo uno dei più grandi talenti del calcio mondiale. Ora si attendono nuovi aggiornamenti sul colpo alla caviglia subito, ma per adesso filtra ottimismo sul fatto che Joao Felix possa tornare alla corte del Cholo in tempi brevi. Si attende quindi ancora l’esito degli esami, ma come già detto trapela una moderata fiducia in quel di Madrid. Nel post-gara anche Morata ha parlato dell’infortunio del compagno, ecco le parole del centravanti spagnolo: “Spero abbia subito solo un duro colpo così da essere presente nella partita della prossima settimana“.

Foto: Goal.com

Juve, il Bayern si tira indietro per Mandzukic

Mandzukic
Foto: Twitter "Transfer News Central"

Fin dal giorno dell’insediamento di Maurizio Sarri sulla panchina della Juve, il nome di Mario Mandzukic è stato accostato al mercato in uscita bianconero. Non è un segreto che le caratteristiche del croato vice-campione del mondo non si sposino alla perfezione con l’idea di gioco del tecnico toscano. Sarri lo ha fatto capire nel corso delle amichevoli estive, preferendogli spesso Higuain nel ruolo di punta centrale. Su Mandzukic si sono mossi diversi club nel corso della sessione estiva. Il Manchester United avrebbe voluto completare il reparto offensivo con l’acquisto del croato, ma Mandzukic ha preferito restare alla Juve piuttosto che accettare una proposta sul gong del calciomercato inglese. Chiuso il capitolo d’oltremanica, per l’ex Atletico è stata la volta delle sirene tedesche. Bayern Monaco e Borussia Dortmund parevano interessate a Marione, ma nelle ultime ore è arrivata la netta chiusura da parte dei bavaresi. Infatti, Salihamidzic e Rumenigge hanno comunicato al club bianconero di non voler avanzare offerte per l’ex nazionale croato. Mandzukic avrebbe gradito un ritorno in Baviera, dove allena il connazionale Kovac, ma, salvo clamorosi ripensamenti, l’ipotesi Bayern è definitivamente decaduta.

Mandzukic-Juve: dal rinnovo all’esubero, da Allegri a Sarri

Il destino di Mario Mandzukic alla Juventus appare piuttosto segnato. Le tempistiche del rinnovo siglato a cavallo tra marzo e aprile suggeriscono ancora una volta come la sua permanenza in bianconero fosse legata alla presenza del suo mentore calcistico, Massimiliano Allegri. Mandzukic, tra i più commossi nel giorno dei saluti con il tecnico livornese, è stato il simbolo della Juve di Allegri. Dopo 10 anni di carriera da attaccante centrale, ha vissuto una seconda giovinezza sulla fascia. L’idea tattica di Allegri era quella di sfruttare i centimetri del croato nei duelli aerei con i terzini avversari, solitamente meno prestanti dei difensori centrali. Oltre alla superiorità fisica, Mandzukic ha entusiasmato per abnegazione tattica e spirito di squadra. La Juve di Sarri vuole essere una squadra votata al palleggio e, inevitabilmente, lo spazio per Mandzukic è diminuito. RaiSport ha addirittura avanzato l’ipotesi Milan, alla caccia di un vice Piatek di primo livello. Al momento la pista è piuttosto fredda ma, con il passare dei giorni, la Juventus e il calciatore sono chiamati a trovare una soluzione. Mario Mandzukic si candida ad essere uno dei nomi caldi di questa finale di calciomercato.

Sanchez-Inter sempre più vicini: entro 48h in Italia

Alexis Sanchez è prossimo a vestire la numero 7 nerazzurra (Foto: GettyImages)

Alexis Sanchez e l’Inter non sono mai stati così vicini. La trattativa per portare il cileno dal Manchester United all’Inter è prossima alla conclusione. La gara dei Red Devils contro il Wolverhampton, in programma stasera alle ore 21, ha ritardato di 24 ore l’accelerata decisiva per portare Sanchez a Milano. Si tratta sulla base di un prestito, gratuito o leggermente oneroso (1/1,5 milioni), con diritto di riscatto fissato a 15 milioni. La questione più spinosa è sicuramente quella relativa all’ingaggio de El Nino Maravilla. L’ex Udinese percepisce uno stipendio netto di 12 milioni annui. Lo United è disposto ad accollarsi il 50% dell’ingaggio, dai quali risparmierebbe 3 milioni in virtù della clausola per la mancata qualificazione Champions. Dall’altra parte, l’Inter vorrebbe investire la stessa cifra stanziata per Dzeko: 4,5 milioni annui. Fernando Felicevich è al lavoro con i Red Devils per limare gli ultimi dettagli, ma il ragazzo ha già detto di essere disposto ad andare incontro alle volontà del club nerazzurro, rinunciando a 1,5 milioni del suo ingaggio. Tutti i tasselli del mosaico stanno prendendo posto. Alexis Sanchez è pronto a vestire la numero 7 nerazzurra.

Sanchez-Inter: adesso tocca a Conte

Le prossime 48 ore saranno decisive per il concretizzarsi dell’operazione Sanchez-Inter. Difficile pensare ad un approdo nella tarda serata di oggi, più probabile che il cileno atterri a Malpensa nella giornata di domani, al più tardi mercoledì. Il rinnovo di Edin Dzeko con la Roma ha bruscamente cambiato i piani di mercato di Marotta e Ausilio. Da una prima punta, si è passati ad una seconda punta mobile, abile a svariare su tutto il fronte d’attacco. L’intenzione è di chiudere la trattativa nel minor tempo possibile per consegnare il giocatore a Conte in tempo utile per il Monday Night contro il Lecce. Una volta chiusa la trattativa, spetterà proprio al tecnico salentino il compito di riportare Sanchez ai fasti del passato. Infatti, l’esperienza del cileno a Manchester è stata alquanto deludente. A testimoniarlo, c’è il dato relativo alle reti: solo 5 in 45 presenze, da gennaio 2018 al giugno scorso. In molti, hanno approfittato degli ultimi 18 mesi del Nino Maravilla per bollarlo come calciatore finito, prossimo alla pensione. In realtà, la carta d’identità del cileno recita 19 dicembre 1988 alla voce data di nascita. A 31 anni ancora da compiere, Sanchez vuole dimostrare di essere ancora un Top Player da calcio europeo. E quale allenatore migliore per tentare il rilancio se non Antonio Conte?

Mason Mount, l’arma in più del Chelsea: per lui gol all’esordio a Stamford Bridge

Mason Mount, il nuovo gioiello del Chelsea di Lampard.
Mason Mount, il nuovo gioiello del Chelsea di Lampard.

Mason Mount, giovane stella del Chelsea

Quest’anno la filosofia del Chelsea è ben chiara. Puntare su un allenatore giovane e riempire la rosa di ragazzi talentuosi uniti all’esperienza di elementi come Pedro e Azpilicueta. Tra questi giovani, uno in particolare sta catturando l’attenzione della stampa inglese. Si tratta di Mason Mount, attaccante classe ’99 prodotto del vivaio Blues. Frank Lampard lo ha avuto con lui l’anno scorso al Derby County e da quella stagione se ne è letteralmente innamorato, tanto che una delle prime richieste fatte alla dirigenza nella sua nuova avventura al Chelsea è stata quella di tenere il ragazzino. Di lui si fida ciecamente, tanto da concedergli il campo in tutti e tre gli impegni ufficiali disputati fin qui dai Blues, venendo ripagato nell’ultima giornata con un gol (il primo in maglia Chelsea) contro il Leicester. “Un sogno segnare all’esordio allo Stamford Bridge”. E come dargli torto, lui che quando gli dissero che l’ultimo giocatore delle giovanili ad arrivare in prima squadra era stato John Terry rispose: “Io sarò il prossimo”.

Dal rifiuto al Portsmouth all’Olanda

Il Chelsea nel destino e nel cuore, perchè la scelta di vestire questi colori l’ha presa quando aveva solo 6 anni, quando rifiutò il Portsmouth. Da lì tutta la trafila nelle giovanili fino a due stagioni fa, quando partì per il suo primo prestito. In Olanda, al Vitesse, dove in 40 partite mette a segno 13 gol e 10 assist. Poi la stagione scorsa al Derby County dove, come detto, ha trovato per la prima volta Lampard. 44 partite, 11 gol e 6 assist prima del grande salto in Premier League, al Chelsea. Ora il ragazzo non vuole più fermarsi, il Chelsea ha il suo nuovo gioiello.

Balotelli al Brescia: l’inizio della love story più pazza del mercato

Mario Balotelli è un nuovo giocatore del Brescia. L’attaccante torna in Italia dopo le esperienze con Inter e Milan ed è pronto a far innamorare l’intera città.

Mario Balotelli torna a casa. Lo fa per la prima volta, ma per lui e per la città è comunque il ritorno del figliol prodigo, mai amato e tanto amato, che ha mandato letteralmente in delirio i tifosi del Brescia. Una trattativa di mercato folle, in cui Cellino si è inserito pochi giorni prima che l’ormai ex attaccante del Nizza decidesse di trasferirsi in Sudamerica. Il si, la gioia, sia sua sia dei tifosi, che non vedono l’ora di ammirarlo in campo.

Balotelli al Brescia

Il pensiero dei bresciani è uno ed uno solo: “Non importa la testa, importano i piedi“. Si, perchè Super Mario è già una Super Star nella sua città. A 29 anni può davvero dire di averne combinate di cotte e di crude in giro per l’Europa. Dai tempi dell’Inter, in cui rubò di fatto il termine “cassanate” al collega barese, per passare poi al “Why Always Me” del Manchester City, dove per altro in panchina c’era un certo Mancini che ora lo aspetta a braccia aperte in nazionale. Poi ancora Milan, Liverpool, Nizza e Marsiglia, maturando ogni anno di più e crescendo fino a capire che la testa deve rigare diritta, anche se per Balo rimane sempre un optional.

La rivincita

Ora per l’attaccante è arrivato il momento di rimettersi in gioco, e di dimostrare di essere capace a fare ancora quella differenza che ci aveva fatto perdutamente innamorare della sua classe. Se così fosse, Brescia potrebbe davvero rappresentare la grande rivincita su se stesso. La presa di posizione che serviva al ragazzo per diventare uomo, anche se negli anni francesi ha già dimostrato una grande crescita mentale. E poi? E poi ovviamente c’è Mancini, che lo ha già chiamato. Si, perchè un posto in nazionale ci sarebbe, ma prima deve ovviamente dimostrare di poterselo meritare. Difficile pensare il contrario, sopratutto con il Mancho che stravede per lui. Ora tutto è nelle sue mani, e tutto è davvero possibile. La distanza è poca, proprio come quella tra casa sua e lo stadio Rigamonti. Non rimane che prendersi tutto.

Khedira: “Voglio essere titolare! Ronaldo? Come Lebron”

Foto: il BiancoNero

Lunga intervista per Khedira ai microfoni del Kiker: “Mi sento in forma, ho fiducia. Voglio coronare il sogno di prendere la Champions con la Juve“.

Ha parlato Sami Khedira in una lunga intervista al bisettimanale tedesco Kiker, raccontando se stesso nel contesto bianconero. Grande fiducia e determinazione per il centrocampista tedesco classe 87′ che vuole puntare a vincere tutto, facendolo da titolare di questa Juventus.

Su Ronaldo –Ronaldo è come LeBron James nel basket o Tom Brady nel football americano. O come Buffon. Un esempio per tutti“.

Su di se –Io ho l’entusiasmo di un ventenne. Mi sento a posto fisicamente: l’obiettivo è giocare l’80 per cento delle partite e vincere i tre titoli principali con la Juve. Mi sono anche messo in dubbio, ma ho avuto risposte positive“.

Su Sarri –Vuole un calcio totalmente diverso da quello di Allegri, per questo abbiamo avuto difficoltà e ci serve del tempo per adattarsi al nuovo sistema e trovare gli automatismi, ma è normale“.

Le sue condizioni –Il ginocchio va bene, mi sento completamente in forma, ho fiducia nel mio fisico. L’utima è stata la peggior stagione della mia carriera? È stato un anno sfortunato, poco felice, con molti infortuni, il ginocchio, l’operazione al cuore. Ero entrato in una spirale negativa. È stato necessario mettere tutto in dubbio: ho ancora gli stimoli dentro? Ho ancora le condizioni fisiche adatte? Ho risposto con un sì. Se giochi nella Juve che vuol sempre vincere la Champions devi migliorare anno dopo anno. E io voglio sempre stare tra gli 11 titolari”.

Sul problema al cuore –Dopo un allenamento avevo problemi di vertigini e non ci vedevo bene, ho avvertito il medico, ma non mi sono sentito in pericolo di vita e l’operazione per l’aritmia era quasi routine, ci si riprende quasi sempre e noi siamo totalmente controllati. Sono convinto di poter stare atleticamente al massimo livello, altrimenti parlereste con un pensionato e non con il calciatore Khedira. Posso giocare uno, due tre anni al massimo“.

Sul mercato –Mai avuto trattative con altre squadre, zero virgola zero. So che siamo in tanti e che la Juve deve vendere. Khedira a 32 anni e con sole 17 partite nella scorsa stagione è sempre in discussione. Anche negli ultimi 10 anni è sempre stato così ma alla fine ho sempre giocato. E con la Juve è stato chiaro dall’inizio della preparazione che non sarei partito e non volevo partire. Mi ha colpito molto l’aver sentito che sarei rimasto solo per i soldi Perché poi i tifosi ci credono. Io non ho mai giocato per i soldi ma per vincere titoli. Voglio coronare il sogno di prendere la Champions con la Juve perché amo il club, la squadra è la città”.

Sul rapporto con Sarri –Ho un buon rapporto con Sarri ed ero sicuro di convincerlo con le mie qualità. Seguivo come giocava a Napoli e Chelsea: gioca un calcio diverso, pressing, intensità, passione e intelligenza. Tutte qualità che mi vanno a genio. Io il suo preferito? Avrei dovuto esserlo di tutti quelli che mi hanno fatto giocare: Mourinho, Ancelotti, Allegri, Löw e adesso Sarri. Tutti allenatori diversi fra di loro ma che hanno apprezzato le mie prestazioni“.

Sulla squadra –Abbiamo qualità e quantità estreme, pazzesche. Mai viste. In allenamento le partite 11 contro 11 potrebbero essere sfide di Champions. In Europa ci sono i 5-6 squadre allo stesso livello. Non decide solo la qualità ma mentalità, armonia nello spogliatoio e funzionamento del gruppo”.

Sugli obbiettivi –Sarà una lotta più avvincente rispetto allo scorso campionato. L’Inter si è rinforzata e ha preso un allenatore molto bravo come Antonio Conte, il Napoli va sempre considerato. Dobbiamo iniziare il campionato concentrati e da quello prendere la fiducia per l’Europa. Non dobbiamo nasconderci, non saremmo credibili: non si compra Ronaldo o de Ligt per uscire nei quarti o o semifinale. La società ha l’obiettivo di vincere la coppa, anche se sarebbe fatale pensare solo a quel trofeo”.

Sulla nazionale –Ho parlato con Löw l’estate scorsa, la decisione di escludermi era giustificata, anch’io da allenatore avrei fatto la stessa scelta. In questo ultimo anno non ho proposto argomenti per convincerlo del contrario. Ma il calcio è anche matto, il tema non è sepolto del tutto. Non inizio alla stagione però per convincere Löw. Voglio presentarmi al massimo livello e poi sarà lui a vedere se avrà bisogno di me. Non mi sento tagliato fuori del tutto, da rottamare. Sarebbe una bella stagione per me se riuscissi a giocare l’80 per cento della partite e a vincere i tre titoli principali con la Juve”.

Coppa Italia, terzo turno: out Brescia e Verona, sofferenza Fiorentina

L'esultanza della Fiorentina dopo la vittoria sul Monza. Foto:
L'esultanza della Fiorentina dopo la vittoria sul Monza. Foto: "ACF Fiorentina" (Twitter)

Coppa Italia, terzo turno: tutti i risultati

Si è completato il terzo turno di Coppa Italia con tante squadre di Serie A impegnate. Non sono mancate le sorprese. Della massima serie salutano la competizione due neopromosse. Il Brescia, sconfitto al Curi 2-1 dal Perugia, e l’Hellas Verona, che cade ai tempi supplementare contro la Cremonese (1-2). Soffre tantissimo la Fiorentina, che al Franchi va sotto con il Monza salvo poi rimontare nei 10 minuti finali grazie ad una doppietta del giovane Vlahovic e Chiesa (3-1). Goleade per Lecce (4-0 alla Salernitana) e Bologna (0-3 al Pisa) mentre al Sassuolo basta Traorè per piegare lo Spezia (1-0). Il Cagliari piega di misura il Chievo alla Sardegna Arena grazie anche al gol all’esordio di Marko Rog (2-1). Bene anche la Sampdoria, che espugna lo Scida di Crotone con un secco 1-3, mentre Spal e Udinese passano in casa entrambe con un 3-1 ai danni di Feralpisalò e Sudtirol. Di seguito tutti i risultati:

Perugia-Brescia 2-1 d.t.s.

Fiorentina-Monza 3-1

Ascoli-Trapani 2-0

Cagliari-Chievo 2-1

Cittadella-Carpi 3-3 d.t.s;  8-7 d.c.r.

Empoli-Pescara 2-1 d.t.s.

Frosinone-Monopoli 5-1

Udinese-Sudtirol 3-1

Verona-Cremonese 1-2 d.t.s.

Lecce-Salernitana 4-0

Pisa-Bologna 0-3

Sassuolo-Spezia 1-0

Spal-Feralpisalò 3-1

Crotone-Sampdoria 1-3 

Napoli: Lozano in arrivo, mercoledì le visite mediche

Hirving Lozano, nuovo attaccante del Napoli.
Hirving Lozano, nuovo attaccante del Napoli.

Napoli: Lozano in arrivo in Italia

In mezzo tra le telenovelas James Rodriguez e Mauro Icardi, il Napoli ha chiuso per Hirving Lozano. Il messicano arriverà in Italia martedì per poi effettuare il giorno dopo le visite mediche a Villa Stuart. Dopodichè sarà a tutti gli effetti un giocatore azzurro, anche se difficilmente Ancelotti lo avrà a disposizione per l’esordio in campionato contro la Fiorentina. Le cifre dell’affare: al PSV andranno 42 milioni di euro, al giocatore un contratto quinquiennale a 4,5 milioni di euro a stagione.

Le prossime mosse: Icardi o James?

Ora De Laurentiis punta all’ultimo botto di mercato, quello più importante e quello più atteso. Il patron azzurro vuol regalare ad Ancelotti un top player per far fare il salto di qualità alla rosa ed i nomi, ormai risaputi, sono due: James Rodriguez e Mauro Icardi. Per il colombiano tutte le carte sono state scoperte, il Napoli non si smuove dal prestito con diritto di riscatto mentre Florentino Perez vuole soldi cash. La situazione è bloccata, tanto che Zidane ha convocato il colombiano per l’esordio in Liga contro il Celta Vigo. La palla è nelle mani del giocatore e del suo entourage, che dovranno forzare la mano per la sua cessione. Per quanto riguarda l’attaccante dell’Inter, il Napoli in questo momento è l’unica squadra che ha presentato un’offerta concreta. Ai nerazzurri 70 milioni di euro, mentre per l’argentino un contratto da 9 milioni di euro. Cifre monstre per gli standard partenopei, ma l’ago della bilancia è un altro. Maurito aspetta sempre una chiamata dalla Juventus, ma il Napoli non ha intenzione di aspettare a lungo. Saranno giorni chiave dunque per l’ultimo, grande, colpo azzurro.

Brescia: Balotelli è ufficialmente biancoazzurro, domani la presentazione

Mario Balotelli, nuovo attaccante del Brescia.
Mario Balotelli, nuovo attaccante del Brescia.

Balotelli è un nuovo giocatore del Brescia

Mario Balotelli torna in Serie A. Ufficiale infatti il suo arrivo al Brescia, la squadra della sua città. Si può definire una sorte di ritorno a casa, anche se con la maglia della Leonessa SuperMario non aveva mai giocato. Dopo 3 anni di Ligue 1 tra Nizza e Marsiglia dunque, ecco il ritorno in Italia per lui che sembrava ad un certo punto vicino addirittura al Flamengo. Il contratto è di quelli record per una società come quella di Cellino, che andrà a sborsare per lui 3 milioni fissi + 3 di bonus in caso di salvezza, mentre nelle successive due stagioni saranno 4,5 fissi + 1,5 di bonus.

Il comunicato del Brescia

“Mario Balotelli Barwuah è ufficialmente un nuovo giocatore del Brescia Calcio S.p.A. Il calciatore ha firmato con il Club biancoazzurro un contratto pluriennale.  Il ritorno in Italia, a distanza di tre anni, è stato reso possibile dalla determinazione e dall’entusiasmo di Mario di voler tornare a Brescia, città dove è cresciuto e dove fin da bambino si è distinto per le sue doti fisiche e tecniche. Domani, 19 Agosto, l’attaccante verrà presentato ufficialmente presso la sede del Brescia Calcio, in Via Solferino 32, alle ore 16:45.”

Chelsea-Leicester 1-1: Ndidi risponde a Mount, Lampard ancora a secco

Una delle immagini dal match di Stamford Bridge tra Chelsea e Leicester. Foto:
Una delle immagini dal match di Stamford Bridge tra Chelsea e Leicester. Foto: "Premier League" (Twitter)

Chelsea-Leicester 1-1: Primo tempo

Partono fortissimo i Blues, desiderosi di conquistare la prima vittoria stagionale e motivati dal ritorno di Franck Lampard a Stamford Bridge. Il vantaggio arriva dopo appena 7 minuti, quando Mount recupera un ottimo pallone al limite dell’area e lo infila all’angolino basso. La squadra di casa legittima il vantaggio nei minuti successivi, quando ancora Mount e poi Kantè vanno vicini al raddoppio. Le Foxes si fanno vedere alla mezz’ora, quando Kepa rischia di farsi soffiare il pallone da Vardy in piena area di rigore. Ma il primo tempo è di marca Chelsea, che va al riposo meritatamente in vantaggio.

Chelsea-Leicester 1-1: Secondo tempo

Nel secondo tempo però, scende un campo un altro Leicester. Maddison va vicinissimo due volte al pareggio, ma la squadra di Rodgers tiene il pallino del gioco in mano e alza il proprio baricentro. Il pareggio è solo questione di tempo. Al 68′ infatti, sugli sviluppi di calcio d’angolo battuto da Maddison, Ndidi stacca indisturbato in area di rigore infilando alle spalle di Kepa il gol dell’1-1. Episodio che spacca la partita in due. Lampard non ci sta a steccare l’esordio davanti al proprio pubblico, il suo Chelsea si sbilancia e concede delle praterie a Vardy e compagni. Di fatti le migliori occasioni nel finale sono per gli ospiti. Prima con Maddison, che in area di rigore riesce a saltare un difensore salvo poi tirare alto sopra la traversa, poi con lo stesso Vardy, che sfiora il palo alla sinistra di Kepa, ed infine con Tielemans, che dal dischetti del rigore trova la risposta con i pugni del portiere spagnolo. Finisce così una partita bellissima. Da una parte il Chelsea conferma la bontà del proprio progetto, ma Lampard ha ancora molto lavoro da fare e la sensazione è che i problemi di solidità di questa squadra non si risolveranno in tempi brevi. Dall’altra il Leicester si dimostra una delle più plausibili outsider di questa Premier League. Chiunque si ritroverà di fronte l’11 di Brendan Rodgers, non avrà di certo vita facile.

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