Mondiali 2018, l’Uruguay già agli ottavi: può andare fino in fondo?

La Celeste ha staccato il pass per gli ottavi con una giornata di anticipo

Uruguay's forward Luis Suarez (CR) and teammates celebrate at the end of the Russia 2018 World Cup Group A football match between Uruguay and Saudi Arabia at the Rostov Arena in Rostov-On-Don on June 20, 2018. / AFP PHOTO / Pascal GUYOT / RESTRICTED TO EDITORIAL USE - NO MOBILE PUSH ALERTS/DOWNLOADS

Con la striminzita vittoria di ieri contro l’Arabia Saudita, l’Uruguay è riuscito a staccare il pass per gli ottavi di finale con una giornata d’anticipo. Ma dove può arrivare davvero questa squadra?

Massimo risultato, minimo sforzo

La Celeste nelle prime due uscite di questo Mondiale ha messo a segno due vittorie, producendo il massimo risultato con il minimo sforzo. Sì, perché gli uomini di Tabarez hanno vinto entrambe le partite con un perentorio 1-0.

Nella prima partita, contro l’Egitto di Salah, l’Uruguay ha dovuto faticare molto, fino ad agguantare la vittoria solo agli sgoccioli della partita: un colpo di testa potente e preciso di Gimenez è stato decisivo per i 3 punti.

Nella seconda partita, giocatasi ieri, i sudamericani hanno vinto anche contro la modesta Arabia Saudita, grazie ad un gol del Pistolero Luis Suarez; con questo gol, la punta del Barcellona si conferma il più grande marcatore della storia della sua Nazione, e sancisce un altro record: quello di essere andato a segno con la maglia della Celeste in 3 differenti edizioni del Mondiale.

Pertanto, con soli 2 gol fatti, l’Uruguay è riuscito ad ottenere i 6 punti necessari per la qualificazione agli ottavi, senza peraltro subire nessuna rete, segno di una grande solidità difensiva.

I punti di forza e i precedenti

Negli ultimi anni l’Uruguay si è dimostrata una Nazionale sempre più in crescita; nel 2010, la Celeste è arrivata alle semifinali del Mondiale, nel 2014 invece si è dovuta arrendere solo agli ottavi contro la sorpresa del torneo, la Colombia; nel mezzo, la vittoria della Copa America nel 2011.

I punti di forza di questa squadra sono molteplici, a partire dall’allenatore, quell’Oscar Tabarez che a 71 anni suonati, e con una malattia degenerativa da affrontare, continua a guidare i suoi ragazzi; il veterano, guida l’Uruguay dal 2006, ed è riuscito a costruire negli anni una squadra che può dar fastidio a chiunque.

La difesa è guidata dal portiere Muslera, ormai anche lui un esperto estremo difensore, e dalla coppia di centrali dell’Atletico Madrid, Godin e Gimenez. A centrocampo, un poker di italiani, quello formato da Bentancur, Laxalt, Torreira e Vecino. In attacco, i punti di forza: Suarez e Cavani, punte di diamante del calcio europeo degli ultimi anni.

Le premesse per far bene anche in questa competizione ci sono tutte, vedremo se l’Uruguay, con questo gioco, magari noioso, ma cinico e concreto, riuscirà ad andare fino in fondo.