Mondiali 2018, chi sono le favorite per la vittoria finale?

Mondiali 2018 favorite / Mancano soltanto due giorni e poi, finalmente, i Mondiali avranno inizio.

Trentadue selezioni, da tutto il mondo, si sfideranno per decretare qual è la Nazionale più forte. Sarà una squadra europea? Spagna, Francia, Germania e Inghilterra sono sicuramente tra le squadre più agguerrite. Oppure sarà la volta di una squadra sudamericana? Argentina e Brasile cercano il riscatto, sedici anni dopo l’ultima vittoria della Seleçao in Corea e Giappone. C’è chi si aspetta anche una sorpresa: nessuna squadra fuori da questi due continenti ha mai vinto una Coppa del Mondo. Sarà la volta buona?

Le Europee

Germania: I tedeschi sono i Campioni del Mondo in carica, quindi è impossibile che possano essere esclusi dal novero delle favoritissime. La selezione di Joachim Low ha una qualità complessiva altissima e il ct si è addirittura permesso il lusso di lasciare a casa un giocatore come Leroy Sanè, protagonista della vittoria della Premier League con il Manchester City. La Germania, con la sua ossatura vincente ormai collaudata, cerca un bis riuscito solo al Brasile a cavallo tra il 58 ed il 62.

Spagna: dai campioni in carica a quelli che hanno vinto due edizioni fa, in Sudafrica. Dopo una rassegna decisamente deludente in Brasile, sembrava che il ciclo delle Furie Rosse fosse terminato. Niente di più sbagliato. Sotto la sapiente guida di Lopetegui (futuro tecnico del Real Madrid), la Spagna ha trovato una seconda vita che la porta ad essere tra le più plausibili candidate al titolo. Sarà l’ultimo tratto di percorso di Iniesta, occhio a sottovalutare le motivazioni e la gratitudine che in Spagna hanno per questo simbolo.

Francia: il talento è tornato in Francia. In verità, non se n’è mai andato, ma con programmazione i Galletti sono riusciti a rinascere dalle proprie ceneri dopo l’eliminazione ai gironi del 2010 (e dell’Europeo 2008) e quella ai quarti di finale del 2014. La squadra, in questo momento, è fortissima: Pogba, Griezmann, Mbappè, Dembelè, Kantè e tanti altri. La rosa è lunghissima, è tra le migliori in assoluto.

Inghilterra: eterna incompiuta o finalmente vincente? L’Inghilterra non vince un Mondiale dal 1966 (sono passati 52 anni) e continua a spiccare per talento, ma non per continuità. Nelle manifestazioni importanti si scioglie come neve al sole, dovrà imparare a gestire questo problema. Il talento non manca di certo: Kane, Alli, Sterling e Vardy sono le stelle, ma l’organico è di tutto rispetto.

Le outsider Belgio e Portogallo: dispiace un po’ classificare come outsider la squadra campione d’Europa in carica, ma il Portogallo mi sembra, ancora una volta, un gradino sotto le quattro squadre citate sopra. Non me ne vogliano i lusitani, che hanno l’arma CR7 da sfoggiare e che può essere una grande mina vagante. Stesso discorso vale per il Belgio, che ha l’ennesima opportunità di sfruttare una Gold Generation difficilmente ripetibile tra qualche anno. Non vedo nessuna delle due squadre come vincitrice, ma sarei ben lieto di essere smentito. Per entrambe sarebbe il primo titolo.

Le sudamericane

Brasile: Sedici anni dopo la vittoria in Corea e Giappone e quattro anni dopo la cocentissima eliminazione casalinga contro la Germania (al Mineirao finì 7-1, uno smacco terribile per la Seleçao), la squadra di Tite torna a cercare la propria rivincita. Forte di una formazione più completa e con meno punti deboli di quattro anni fa, il Brasile è la squadra (o la seconda squadra) più forte al momento. La rosa brasiliana fa davvero paura, fermarli sarà un’impresa difficilissima.

Argentina: anche qui siamo davanti ad un caso da psicanalisi. Com’è possibile che una Nazionale che vanta gente come Messi, Dybala, Aguero, Di Maria e Higuain non riesce a superare la paura di vincere? L’ultimo Mondiale dell’Albiceleste è datato 1986, un’eternità fa. Potrebbe essere la volta buona? Certo, come anche lo sarebbero state tutte le edizioni precedenti. Grande incognita.

Le outsider Uruguay e Colombia: Anche qui troviamo due squadre decisamente inferiori alle prime due. L’Uruguay non è più la magnifica squadra che vinse la Copa America nel 2011, guidata dal trio Forlan, Cavani e Suarez, nonostante gli ultimi due siano ancora presenti. Anche la Colombia potrebbe dire la sua, ma difficilmente arriverà in fondo. Talenti da vendere, ma come organico manca qualcosa per poter insidiare le grandissime della competizione.