Mertesacker si ritira a maggio: “Giocare a calcio mi fa vomitare”

Mertesacker si ritira: calcio mi fa vomitare
Mertesacker si ritira: calcio mi fa vomitare

Mertesacker (104 presenze in nazionale, all’Arsenal dal 2011) si racconta all’emittente tedesco Der Spiegel . Il difensore ha ammesso di non poter più riuscire a sostenere la pressione delle gare ufficiali, per cui ha meditato di ritirarsi a maggio.

La carriera del giocatore

Il classe ’84 nella sua carriera ha vestito solo tre maglie: quella dell’Hannover, nel quale è anche crescuito, dal 2003 al 2006, quella del Werder Brema dal 2006 al 2011 e infine quella dei Gunners con cui è arrivato alla sua settima stagione. Mertesacker ha svelato la “dura” realtà dell’essere calciatore: “So che siamo privilegiati, ma si arriva al punto in cui si realizza che il tutto è solo un peso. Fisico e mentale”.

“Giocare a calcio mi fa vomitare”

Il difensore ha dichiarato che prima di ogni fischio d’inizio ha attacchi di diarrea e conati di vomito: “Come se, parlando simbolicamente, tutto quel che viene dopo il fischio d’inizio facesse vomitare. Nel mondo del calcio c’è quindi anche chi la pressione non la sopporta bene. “I giocatori vengono valutati solo per le loro prestazioni. Non giochi più per divertiti: devi rendere, sempre, senza se e senza ma.  Semifinale contro l’Italia? Ovviamente ero dispiaciuto per l’eliminazione, ma più che altro ero sollevato. Me lo ricordo ancora come fosse oggi. Pensavo solo: è tutto finito, è tutto finito. Finalmente è tutto finito”. Addirittura secondo Mertesacker ci sarebbe una correlazione fra stress e infortuni: “Spesso secondo me gli infortuni sono mentali. Ogni volta che arrivavo al limite mi facevo male. Diciamo che è un po’ come se il corpo aiutasse l’anima”. In questa stagione Mertesacker non sta trovando molto spazio, forse anche perché mentalmente ha già staccato la spina: “Sono arrivato al limite. Mi dicono tutti che essendo il mio ultimo anno devo dare il massimo, ma io non ce la faccio più. Preferisco stare in panchina, o, meglio ancora, in tribuna. Con la partita d’addio sarò finalmente libero“.