Marocco, cuore e calcio offensivo ma il Mondiale è già finito

Se l’Iran sta vestendo i panni di sorpresa del girone B, capace di insidiare fino all’ultima giornata la qualificazione di due colossi come Spagna e Portogallo, il Marocco è decisamente la sorpresa negativa.

Zero punti, zero gol fatti e due subiti al termine delle prime due giornate sono i numeri che condannano gli africani ad un’eliminazione molto amara per come è arrivata.

E dire che molti addetti ai lavori indicavano il Marocco come una squadra insidiosa da affrontare e la fase di qualificazione ai Mondiali non aveva fatto altro che confermare ciò.

La squadra allenata da Herve Renard si era laureata la miglior difesa della competizione, subendo 1 solo gol, e si candidava ad essere la squadra africana più temibile.

INGENUITÀ E SFORTUNA

Una volta giunti al Mondiale tuttavia gran parte di questi punti di forza della squadra non si sono visti.

La difesa dopo uno sfortunato autogol all’esordio con l’Iran si è macchiata della colpa gravissima di lasciare solo Ronaldo in area al quarto minuto, svista che ha cancellato ogni speranza di qualificazione.

L’attacco, invece, ha messo in mostra un buon calcio, frenetico e offensivo ma poco concreto. Alle buone giocate dei fantasiosi Ziyech e Harit ha fatto da contraltare l’assenza di una prima punta che tramutasse queste invenzioni in gol.

Come capita spesso perciò la tensione ed il peso di una competizione così importante invece che esaltare ha schiacciato una squadra che probabilmente pecca un po’ di personalità.