Manchester United-Liverpool 2-1, l’analisi del match: Old Trafford in piedi per Marchs Rashford

Nell’anticipo della 30^ giornata di Premier League, il Manchester United riesce a consolidare la seconda posizione battendo con il risultato di 2-1 gli acerrimi rivali del Liverpool. Il match è deciso dal ragazzino che veste la maglia numero 19 dei Red Devils: Marcus Rashford.

Analisi del match

Primo tempo

Sono le ore 13:30, quando l’arbitro Pawson fischia l’inizio dello scontro davanti a 74855 persone. Classica partita d’attesa per la squadra di Mourinho, che lascia fin dall’inizio il pallino del gioco in mano ai Reds. Al quarto d’ora di gioco, la tattica dell’allenatore portoghese inizia a dare i suoi frutti. La rete del vantaggio è di Marcus Rashford, ragazzo classe ’97 che dopo settimane torna a riassaporare il campo dal 1′. L’azione parte direttamente da De Gea, che con un rinvio lungo trova la testa di Lukaku, il belga spizza di testa per il ragazzino inglese che sfrutta l’inesperienza di Arnold per saltarlo con una finta e concludere a rete sul secondo palo. I Reds abbozzano una rimonta, ma è ancora Rashford a punire la difesa di Klopp. Azione simile a quella del primo gol: De Gea lancia lungo, Lukaku è bravo a reggere con il fisico e dopo un rimpallo, il nazionale inglese inganna Karius con un tiro viziato da una deviazione. Nel finale di tempo è ancora United, con Mata, lasciato completamente libero dalla difesa, che va vicino all’eurogol in rovesciata. Dopo 2 minuti di recupero il direttore di gara manda le due squadre negli spogliatoi

Secondo tempo

Dopo l’intervallo, l’arbitro, che si rivelerà protagonista in negativo nel corso della ripresa, fa riprendere la gara. Nella seconda frazione di gara, il Liverpool tenta la rimonta assediando lo United. Nei primi minuti entra in scena Pawson, che, tra le proteste dei Reds, non concede due penalty alla squadra di Anfield Road. Il vantaggio viene dimezzato al 66′, quando una sfortunata deviazione di Bailly fa scivolare il pallone nella propria porta beffando De Gea. Inserendo Wijnaldum e Solanke, Klopp tenta il tutto per tutto. Gli Scousers attaccano, ma il muro creato da Mourinho permette a De Gea di non correre particolari rischi. Al triplice fischio, Old Trafford è in festa per aver saldato il secondo posto alle spalle del City di Guardiola.