L’Italia dei giovani vince e convince, vittoria d’autorità degli azzurri sulla Finlandia: finisce 2-0

Quagliarella in un'azione di gioco durante il match di ieri contro la Finlandia.

Per la giovane Italia di Roberto Mancini è buono l’esordio, nella prima gara, valida per le qualificazioni europee ad Euro 2020. Gli azzurri, infoltiti dalla linea verde, battono con autorità, e una buona gara una Finlandia che ha pensato solo ed esclusivamente a difendersi, data la pochezza del reparto avanzato. Molte le note liete per l’Italia nella serata di Udine, poche le ombre. Mancini dovrà essere contento di aver forse trovato la Nazionale del futuro.

Quagliarella è eterno, Jorginho una delle poche note stonate

Complessivamente positiva la prova dell’Italia. Il reparto arretrato ha mostrato enorme sicurezza, sebbene non sia stato mai realmente impegnato. Donnarumma non viene quasi mai chiamato in causa, nulla è infatti la fase offensiva dei finnici. Trasmette però sicurezza a tutto il reparto arretrato. Sulle fasce Piccini nel primo tempo funge quasi da ala lasciando spazio agli inserimenti di Bonucci, fa dei buoni assist per Kean. Ha buona gamba, ma forse si deve proporre di più. Bonucci non soffre mai gli attaccanti finlandesi e offre qualche saggio della propria capacità balistica innescando l’attacco con grande precisione. Chiellini difende con grande accortezza e precisione, ma la prova non era certo di quelle impossibili. Biraghi spinge meno di Piccini, ha anche sul suo sinistro l’occasione per fare il 2-0, ma calcia male.

Il centrocampo

Barella bagna con la prima rete in maglia Azzurra una prestazione da assoluto migliore in campo. Abile recuperatore di palloni, costruisce gioco e calcia bene da fuori, cosa chiedere di più? Quella di Jorginho dovrebbe essere una prova di ordinaria amministrazione ma non si vede quasi mai, non eccelle e non si propone come ci si aspetterebbe. Il peggiore tra le fila italiane. Verratti si vede di più del compagno di reparto, trova una giocata di pura classe nell’area avversaria che lo porta vicino a siglare il 2-0. Da uno con il suo talento ci si aspetta qualcosa di meglio, rimedia il solito cartellino giallo per gioco falloso.

L’attacco

Kean è il primo millennial a partire dal 1′ con la maglia della Nazionale non pecca di timidezza, si propone con assiduità sia sull’esterno che sulla trequarti dietro la punta. Ottimo dribbling e capacità di corsa, va in rete al debutto grazie al super assist di Immobile e diventa il secondo più giovane di sempre a segnare con la maglia dell’Italia. Promosso alla grande alla prima. Immobile non segna da più di un anno e mezzo con l’Italia e ieri si sono capiti i motivi. Timido, confusionario e quasi impacciato, non riesce mai a trovare il guizzo giusto, fino al grande assist per il 2-0 di Kean che gli fa guadagnare quantomeno una possibile sufficienza in pagella. Quagliarella va vicino al grande rientro, sfiorando il gol al primo pallone toccato. Peccato che il portiere avversario compia un vero e proprio miracolo. Poi servito da Bernardeschi colpisce di prima e sfiora il super gol, centrando la traversa. Giocatore di un altro spessore. Bernardeschi parte con la grande voglia di proporsi e di fare la differenza, ma con il passare dei minuti si affievolisce. Non il super Bernardeschi che si è visto con la maglia bianconera contro l’Atletico Madrid, e in Nazionale non è stata la prima volta.