Juventus, la conferma di Allegri divide tutti: pro e contro di una storia d’amore mai sbocciata

Juventus Allegri / L’eliminazione della Juventus dalla Champions League è stata abbastanza clamorosa. L’Ajax, pur essendo una squadra che gioca un calcio meraviglioso, ha dovuto ribaltare (per la seconda volta dopo il Real Madrid) il pronostico, buttando giù dal trono una delle favoritissime alla vittoria finale. Dopo la grande impresa contro l’Atletico, invece, questa volta Allegri ha avuto molte colpe. Vanno bene gli infortuni (Chiellini e Mandzukic, ma anche il ko al 45′ di Dybala), ma il tecnico livornese si è fatto trovare senza un piano di riserva una volta che sono saltati gli schemi iniziali con la Joya in campo.

Al termine della partita, Allegri ha dichiarato di aver comunicato ad Andrea Agnelli la sua volontà di rimanere, volontà peraltro resa reciprocamente dal patron bianconero. Ma alla Juventus conviene puntare ancora sull’ex Milan e Cagliari? O sarebbe meglio cambiare?

Allegri sì

Quattro scudetti consecutivi (ma praticamente sono cinque), quattro Coppe Italia, due finali di Champions League. E’ vero che le finali non sono trofei e che quindi quelle edizioni Allegri le ha perse, ma bisogna pur dargli atto di essere arrivato tanto vicino quanto in pochi erano riusciti negli anni. In aggiunta, una capacità di leggere le partite che è unica probabilmente all’interno del panorama europeo, nonostante quanto si sia visto ieri sera.

Purtroppo per molti tifosi bianconeri, l’unica vera alternativa in caso di addio di Allegri aveva il nome di Zinedine Zidane, accasatosi per la seconda volta al Real Madrid. Le altre candidature non convincono del tutto: Antonio Conte non ha mai saputo imporre le sue regole in Europa e su di lui in molti sono ancora scettici dopo l’addio di quell’estate; Didier Deschamps ha portato in trionfo la Francia, ma a livello di club non ha ancora saputo trionfare; gli unici veri e propri allenatori che potrebbero sostituire Allegri sarebbero Guardiola e Klopp. Peccato che sarà difficilissimo strapparli ai proprio club in estate.

Allegri no

La convinzione resta: se Dybala non si fosse infortunato, sarebbe potuta essere un’altra partita. Nel primo tempo, la Juventus era solida, compatta, aggressiva e la posizione del numero 10 metteva continuamente in difficoltà la retroguardia ajacide. Nella ripresa, con l’inserimento di Kean, Allegri ha dovuto cambiare modulo e la squadra ha perso la bussola, non sapendo più dove pressare e come impensierire il perfetto meccanismo di centrocampo dei ragazzi di Ten Hag. Con i se e con i ma, tuttavia, non si vince nulla. Ecco perché l’errore di Allegri rimane ed è molto grave: a questi livelli, non ci si può permettere di rimanere senza un piano di scorta.

Inoltre, per l’ennesima volta, Allegri ha preferito non rischiare: scelte conservative (De Sciglio terzino e Bernardeschi chiamato a ripiegare molto), atteggiamento timido soprattutto nel secondo tempo, quando l’Ajax, si sa, spinge di più. Infine, l’impressione che sull’1-1 nel secondo tempo si cercasse di aspettare i supplementari, lasciando sfogare l’uragano olandese e poi prenderlo per sfinimento.

Insomma, si poteva (e si doveva) fare necessariamente di più. Allegri ha fallito. Su questo non si può certo discutere.