Inter, ennesimo disastro: fuori anche dall’Europa League

Jovic batte Handanovic portando avanti l’Eintracht al Giuseppe Meazza contro l’Inter.

Disastro Inter: periodo sempre più buio

Dopo l’uscita dalla Champions League per mano del PSV Eindhoven e dalla Coppa Italia contro i rivali della Lazio, l’Inter esce anche dall’Europa League. Fatale la sconfitta interna per 0-1 contro i tedeschi dell’Eintracht. Il match del Giuseppe Meazza di ieri sera ha delineato perfettamente il momento attuale nerazzurro, colmo di malumori interni, scarsa propensione al sacrificio e vari indisponibili.

Fattore mentale

Il problema più grave al momento sembra essere l’atteggiamento, un blocco mentale probabilmente dato dalla molta pressione percepita dai calciatori. Perchè nella partita di ieri, la Beneamata è andata subito sotto dopo pochi minuti con il gol di Jovic. Lo svantaggio è frutto di un errato retropassaggio di testa di De Vrij, non l’ultimo dei difensori. Un episodio analogo è accaduto l’11 dicembre nella gara con il PSV. Asamoah, uno dei più esperti in casa nerazzurra dopo una “vita” alla Juventus, regala un pallone agli olandesi che ne approfittano subito per portarsi in vantaggio.

Se allora, anche i giocatori più esperti della rosa dell’Inter commettono errori gravissimi e inammissibili per tale esperienza, il problema testa è causa scatenante della disfatta nerazzurra. Nella partita di ieri bisogna considerare che i padroni di casa potevano essere sotto già prima del gol di Jovic. Dopo solo tre minuti, infatti, Haller colpisce la traversa a colpo sicuro da distanza ravvicinata.

Le scarse alternative

È impossibile però non considerare la pochezza delle alternative a disposizione di Luciano Spalletti. Solo undici giocatori di movimento disponibili per la partita di ieri sera, a cui vanno aggiunti i giovani portati dalla Primavera. Se, dopo tutte le difficoltà sopracitate, si aggiunge la pochezza di una rosa in cui il tridente offensivo entrato dalla panchina per “togliere le castagne dal fuoco” è composto da Esposito (2002), Ranocchia (difensore centrale) e Merola (2000), il disastro tanto annunciato è pressochè inevitabile.