Inter, colpo Godin! Ecco cosa porta l’uruguagio a Milano

Inter, colpo Godin

È notizia di ieri sera, Diego Godin sarà un nuovo giocatore dell’Inter dalla prossima estate. Eccellente colpo a parametro zero portato avanti da Piero Ausilio. Per l’uruguagio biennale con opzione per il terzo anno. L’Inter si è fatta trovare pronta ed ha anticipato la concorrenza delle altre big europee, portando a casa uno dei migliori difensori mondiali. Sarà ben contento anche Marotta, suo grande estimatore che voleva già portarlo a Torino la scorsa estate. Godin sostituirà il partente Miranda, suo compagno di reparto all’Atletico Madrid. Ultimi dettagli e poi sarà tempo delle visite di rito e firma sul contratto, a quel punto Godin sarà definitivamente nerazzurro.

La storia del Caudillo

Nell’estate 2010 Godin arriva all’Atletico Madrid. Pochi mesi dopo e sulla panchina dei Colchoneros siederà Diego Pablo Simeone, l’uomo che lo ha trasformato in uno dei migliori difensori al mondo. L’uruguaiano diventa subito simbolo del Cholismo, non a caso anche capitano dell’Atletico Madrid, squadra che inizierà un cammino verso i vertici del calcio mondiale. Quelli erano gli anni dell’egemonia incontrastata dei blaugrana e delle merengues. È lui l’uomo della Liga, è lui l’uomo che ha segnato la rete più importante di tutte, quella del pareggio di testa al Camp Nou che ha portato alla vittoria i Colchoneros. Da ricordare come sia sempre lui a segnare nella finale di Milano, poi persa contro i cugini del Madrid. In totale, con la maglia dell’Atletico Madrid ha vinto una Liga, una Coppa di Spagna, una Supercoppa spagnola, due Europa League e tre Supercoppe Europee. Sempre da capitano, questa volta con la maglia della sua nazionale, quella dell’Uruguay ha vinto la Copa America nel 2011.

Cosa porta Godin nella retroguardia difensiva dell’Inter?

Sicuramente porta leadership e carattere, ma non solo alla retroguardia difensiva, ma a tutta l’intera squadra. Può essere proprio l’uomo che porterà la mentalità vincente nello spogliatoio della Beneamata, da anni elemento fondamentale mancante. Senza dimenticare la sicurezza in difesa, che rinforzerà già una retroguardia difensiva fortissima composta da Skriniar e De Vrij, traformandola in un vero e proprio bunker.