Il calcio piange Reyes, la Perla di Utrera che fece sognare una generazione

Reyes / La città di Utrera, nel profondo entroterra andaluso, difficilmente è conosciuta al di fuori da contesti geografici locali. A portare il suo nome alla ribalta ci ha pensato un ragazzo di nome José, classe 1983, di professione calciatore. José Antonio Reyes non è stato soltanto un calciatore, ma qualcosa di più. La sua classe all’interno del rettangolo verde e la pulizia di esecuzione con il suo piede mancino lo hanno reso un simbolo dalle sue parti. La Perla di Utrera. Questo il suo soprannome e così verrà ricordato ora che non c’è più. Un incidente, nella mattina del 1 giugno, poche ore prima del calcio d’inizio della finale di Champions da disputarsi a Madrid, nello stadio dell’Atletico, il Wanda Metropolitano. Non ci ha mai giocato José Antonio, quando giocava da queste parti c’era ancora il Calderòn. Da queste parti, però, lo ricordano bene, con le sue scorribande offensive nelle quattro stagioni giocate con i Colchoneros, condite dalla vittoria dell’Europa League (2010).

La carriera di Reyes

Ma non c’è stato solo l’Atletico nella sua carriera. Bisogna partire da casa, e da lontanissimo. E’ il 1999 quando il Siviglia lo mette in campo per la prima volta, a soli 16 anni, rendendolo il più giovane giocatore della storia del club andaluso a debuttare in Liga. In tre stagioni e mezzo con il Siviglia, il suo talento si mostra in tutto il suo splendore, tanto da costringere l’Arsenal di Wenger a spendere ben 35 milioni per portarlo a Londra. Quell’Arsenal non è stato un normalissimo Arsenal. Era l’Arsenal degli invincibili, quello delle 0 sconfitte in campionato. In quegli anni, ancora giovane e spensierato, la sua carriera era all’apice assoluto. Dopo l’Arsenal (con il quale raggiunge anche una finale di Champions persa contro il Barcellona), arriva il Real Madrid, poi la prima esperienza all’Atletico, il prestito al Benfica ed il ritorno all’Atletico. Nel 2012, il passaggio a Siviglia gli permette di mettere in bacheca non una, non due, ma ben tre ulteriori edizioni dell’Europa League, portando il suo palmares a 4 vittorie.

Negli ultimi anni, lasciato il Siviglia, club dove è cresciuto e dove ha fatto maggior incetta di trofei, le ultime esperienze con l’Espanyol, il Cordoba, i cinesi del Tianshan e, infine, l’Extremadura.

I messaggi di cordoglio

Moltissimi i messaggi di cordoglio sui social da parte di amici ed ex compagni di Reyes, ma anche del figlio maggiore José, per far capire quanto la famiglia fosse al primissimo posto negli interessi dell’andaluso.

Sono sempre stato e sarò sempre molto orgoglioso di te. Non abbiamo passato insieme tutto il tempo che avremmo voluto, ma solo noi sappiamo quanto ci siamo voluti bene. Ora so che dal cielo continuerai a prenderti cura di me e io non ti dimenticherò mai, ti voglio bene.

José Reyes

Lo ha ricordato anche Fabio Capello, suo allenatore nella stagione al Real Madrid, intervenuto ieri sera su Sky Sport in occasione della finale di Champions League.

Mi hanno chiamato questa mattina dalla Spagna per dirmelo, ho tanti ricordi e tanta amarezza per un calciatore che è stato importante. L’abbiamo acquistato dall’Arsenal, nella mia ultima gara alla guida del Real fu fondamentale. Segnò due gol, stavamo perdendo 1-0 col Maiorca. Era un ragazzo andaluso, un po’ particolare perché allegro e attaccato alle sue tradizioni. Sul campo era un ottimo calciatore, idem nello spogliatoio. Ho tanti bei ricordi, la sua scomparsa mi amareggia tanto.

Fabio Capello

Infine, chiudiamo con il ricordo di un suo ex compagno e grande amico, Sergio Ramos.

Devastato. Distrutto. Non ho parole. Tutto il mio amore alla famiglia. Ti ricorderemo per sempre, amico. Riposa in pace fratello“.

Sergio Ramos

Tutti noi della redazione di CalciomercatoT8 ci uniamo al ricordo di un grande giocatore, che ha saputo farsi amare dai suoi compagni, dalla sua famiglia e da tutti i suoi tifosi. Una Perla che ha saputo rendere celebre nel mondo una cittadina piccola come Utrera.