I signori dell’Europa League: Maurizio Sarri, dalla Val di Chiana a Baku

Dopo 180 minuti di sofferenza, il rigore di Eden Hazard ha regalato al Chelsea la finale di Europa League. Nell’esplosione di gioia che ha travolto Stamford Bridge, c’è una storia che vale la pena essere raccontata. È la storia di Maurizio Sarri, il tecnico toscano dei Blues, che neanche cinque anni fa esordiva in Serie A e adesso si gioca la sua chance di sollevare al cielo un trofeo continentale. Un traguardo più che meritato, raggiunto con il sudore e l’umiltà di chi ha vissuto il calcio in tutte le sue sfaccettature. La sua avventura nel mondo del pallone ha inizio nella campagna toscana, terra schietta e verace che ha avuto un ruolo fondamentale nella formazione del Maurizio Sarri uomo e allenatore.

La Toscana di Maurizio Sarri

Maurizio Sarri nasce a Napoli, il 10 gennaio 1959, ma si trasferisce in tenera età a Figline Valdarno (FI). Dopo qualche annata nel dilettantismo, Sarri inizia il suo percorso lavorativo in banca, riservandosi nel dopolavoro del tempo per praticare l’allenatore. La primissima panchina è quella dello Stia (paese famoso per il film di Pieraccioni, Il Ciclone), in seconda categoria. Nella stagione successiva, 1991/92, inizia il biennio alla Faellese, sempre in seconda. Il primo salto di qualità si registra nel quinquennio tra il 1993 e il 1998, quando riesce a traghettare Cavriglia ed Antella dalla Promozione all’Eccellenza. La stagione 98/99 è quella del primo esonero. Infatti, dopo 17 partite, il consiglio direttivo del Valdema (Serie Eccellenza) opta per la separazione con il tecnico-bancario. Sarri è senza squadra, ma l’autunno successivo, riceve la chiamata del Tegoleto, sempre in Eccellenza. Rinuncia al posto in banca per dedicarsi a tempo pieno al calcio e raggiunge un’insperata salvezza. Il nome di Sarri è sulla bocca di tutti in Val di Chiana, ma la società più lesta ad accaparrarselo è la Sansovino. Qui compie il suo primo capolavoro, conducendo il club arancioblù dall’Eccellenza alla C2, con tanto di Coppa Italia di Serie D. La Sansovino diventa per tutti “il Chievo della Val di Chiana” e per Sarri si aprono le porte del professionismo.

Dall’esordio tra i professionisti, all’Empoli

Mister 33, epiteto affibbiatogli da un giornalista savinese per l’elevato numero di schemi da palla inattiva, ottiene la deroga per allenare tra i professionisti e approda alla Sangiovannese. Al primo anno in C2, è subito promozione. La stagione successiva conclude all’ottavo posto in C1 e si dimette al termine del campionato. A giugno firma con il Pescara e inizia la sua prima stagione al di fuori della Toscana e soprattutto in Serie B. Totalizza 54 punti, traghettando la formazione abruzzese verso una salvezza tranquilla. A fine stagione si dimette e in autunno prende il posto di Antonio Conte, all’Arezzo. L’avventura aretina dura poco, infatti a marzo viene esonerato ma la vittoria contro il Milan in Coppa Italia rimarrà per sempre nelle menti dei tifosi amaranto. La carriera di Sarri subisce una brusca frenata dopo le esperienze negative di Avellino, Hellas Verona e Perugia, piazze dove il tecnico fatica a trovare la giusta alchimia per produrre un buon calcio. Dopo le 11 presenze sulla panchina del Grosseto, nell’estate 2010 Sarri riceve la chiamata del Ds dell’Alessandria Cardini, con cui aveva trascorso gli anni alla Sansovino, e torna in Lega Pro Prima Divisione. È la stagione del rilancio per Sarri, che chiude terzo, eliminato solamente nella semifinale playoff. L’esonero di Sorrento nella stagione successiva, non pregiudica la chiamata dell’Empoli e il 25 giugno 2012 ha inizio l’ultimo capitolo della carriera professionale di Sarri.

Sarri nel calcio dei grandi

A Empoli, nella sua amata Toscana, ritrova l’habitat ideale per proporre la sua idea di calcio, nonostante l’avvio non sia dei migliori. Dopo 9 giornate di Serie B, l’Empoli è ultimo con quattro punti. Qui ha inizio la scalata verso i playoff. Solo il Livorno, nella finale per la Serie A, riesce a fermare la cavalcata dei ragazzi di Maurizio Sarri, che riusciranno nell’impresa la stagione seguente, classificandosi secondi. A 55 anni compie il suo debutto in Serie A, centrando una salvezza miracolosa, tanto per i risultati, quanto per il gioco espresso, da molti definito il più divertente della categoria. Il tecnico meno pagato della Serie A conquista le prime pagine dei giornali e, con il suo carattere umile e po’ burbero, si accaparra la simpatia dei tifosi. Tra i fans del tecnico toscano c’è Aurelio de Laurentiis. Il presidente del Napoli decide di portarlo all’ombra del Vesuvio per sostituire Benitez. La stagione 2015/16 è un crescendo di emozioni. Partito in sordina, Sarri centra secondo posto e record di punti del club, trascinato dalle 36 reti di Higuaìn. La stagione successiva esordisce in Champions, si conferma al secondo posto e migliora il primato di punti dell’anno precedente. Il terzo anno va vicinissimo al titolo di Campione d’Italia ma il rapporto con de Laurentiis è ormai deteriorato ed è rottura. Quella del Chelsea è storia dei giorni nostri, la finale di Europa League un capitolo tutto da scrivere. Dalla Val di Chiana, a Baku, il viaggio di Maurizio Sarri.