Pep Guardiola, una Champions maledetta

L’allenatore catalano non ha mai superato i quarti col City, con il Bayern invece, si è fermato in semifinale.

Lo spettacolare derby di ieri sera ha emesso il suo verdetto, avanti Pochettino e il suo Tottenham, ancora una volta eliminato Guardiola. Nella sfida di ieri non è bastato un immenso Sterling al Manchester City per passare il turno, inutile la vittoria per 4-3 sugli Spurs. Icona del rapporto tra Guardiola e la Champions il gol al 93′ annullato dal Var allo stesso Sterling.

In Europa Pep non brilla più

Non si può certo considerare una stagione fallimentare quella di Guardiola, in corsa per la Premier e l’FA Cup, già vincitore della Supercoppa e della Carabao Cup entrambe contro il Chelsea di Sarri. Ma se in territorio nazionale il suo City vince e convince, Pep Guardiola non riesce a sfondare in Champions. L’anno scorso eliminato dal Liverpool, due anni fa dalla sorpresa Monaco, i cityzens anche quest’anno si fermano ai quarti. Col Bayern Monaco Guardiola riuscì a fare meglio, ma non andò oltre le semifinali, sconfitto a turno dal Real di Ronaldo o dal suo Barcellona.

Milioni di rimpianti

Da quando è arrivato a Manchester, Guardiola ha costruito la squadra a suo piacimento, cercando e comprando calciatori utili al suo stile di gioco, spendendo cifre spesso considerate folli. Ma sopratutto in una competizione come la Champions, non sempre i soldi vincono: il tecnico spagnolo paga la sbagliata lettura dei momenti clou nelle partite decisive. Tanti giocatori sono apparsi in balia delle emozioni, incapaci di gestire match come quello di ieri, che si era messo sulla giusta strada. Viene da riflettere sul metodo e il criterio con cui i milioni dell’emiro vengono gestiti, e quanto questi ultimi possano realmente influire sulle prestazioni europee del City.