Genova è blucerchiata: tutti i segreti della Samp di Giampaolo

Milan Giamapolo

Dopo due sconfitte consecutive contro Torino e Roma, la Sampdoria è tornata alla vittoria, nella gara più attesa dal popolo blucerchiato. Il derby contro il Genoa è stato dominato in lungo e in largo. Già nel primo tempo la Samp aveva dato l’impressione di controllare la partita, nella ripresa, l’espulsione di Biraschi e il rigore realizzato dall’eterno Quagliarella hanno messo definitivamente in ghiaccio i tre punti. Altra grande prova dei ragazzi di Giampaolo, che mai come quest’anno cercano la consacrazione nei piani alti della Serie A.

I numeri della Samp di Giampaolo

Quella che sta per volgere al termine è la terza stagione di Marco Giampaolo sulla panchina della Sampdoria. Questo dato di per sé è indicativo di quanto il tecnico originario di Bellinzona abbia lavorato bene in blucerchiato. Anche il presidente Ferrero ha raccolto i frutti del lavoro di Giampaolo totalizzando numerose plusvalenze, che hanno permesso alla Sampdoria un ricambio di calciatori all’altezza delle aspettative. Ed è proprio la qualità della rosa a disposizione di Giampaolo uno dei segreti della Sampdoria di quest’anno. Ogni reparto è fornito di titolari e sostituti di buon livello: Andersen, Colley e Tonelli come difensori centrali; Praet, Linetty, Jantko e Barreto come mezzali; l’eterno dualismo Ramirez-Saponara sulla trequarti, senza dimenticarsi dell’abbondanza in attacco con Quagliarella, Defrel, Gabbiadini e il rientrante Caprari. Insomma, mai come quest’anno la Sampdoria ha allestito una squadra equilibrata in ogni zona del campo, capace di sopperire ad ogni tipo di assenza. A ciò, vanno aggiunte due statistiche che rendono merito alla sagacia tattica di Giampaolo. La Sampdoria è la terza miglior difesa casalinga (12 gol subiti) e, al contempo, il terzo miglior attacco in trasferta (29 reti segnate). Non solo le reti di Quagliarella, il segreto di Giampaolo risiede anche nella solidità difensiva registrata a Marassi.

Le origini di Marco Giampaolo

A guardar bene, in questa Sampdoria ci sarebbero tante storie avvincenti da raccontare. Quella che ci affascina di più è quella di Marco Giampaolo, eterno allenatore di provincia, almeno fino ad oggi. Giampaolo nasce a Bellinzona, in Svizzera, il 2 agosto 1967. Ad un anno, è già tornato in Italia, in quell’Abruzzo che lo crescerà sia come uomo che come professionista. Fratello di Federico Giampaolo, storico calciatore del Pescara, Marco sviluppa la propria passione per il calcio dalla panchina. Le sue prime tappe sono proprio in Abruzzo, con le esperienze come vice-allenatore al Pescara e al Giulianova. In realtà, Giampaolo era secondo allenatore solo per la distinta da consegnare all’arbitro. Gli allenamenti, le formazioni e i cambi erano farina del suo sacco, ma la burocrazia impediva al giovane Giampaolo di ottenere il patentino da allenatore. Questo problema si verificò anche ad Ascoli, quando il club marchigiano decise di affidargli la prima panchina di Serie A. Allora fu Massimo Silva a “prestargli” il patentino, andando a formare una coppia storica che al “Del Duca” ricordano, ancora oggi, con affetto. Il miracolo della salvezza conquistata il primo anno ha reso possibile l’inizio di una carriera nella massima serie, fino al tracollo che avrebbe messo K.O. chiunque.

Giampaolo, l’ora di una grande?

Infatti, ai tempi di Brescia, è stata messa in discussione non solo la professionalità dell’allenatore Giampaolo, ma anche la lucidità dell’uomo. Il tecnico abruzzese è ripartito dalla Lega Pro, con la Cremonese. Ottavo posto finale, dopo aver risollevato la squadra dallo spettro della retrocessione. L’ultimo treno per il calcio dei grandi è stato l’Empoli del post-Sarri, dove Giampaolo è riuscito nell’impresa di superare il suo predecessore. Nell’estate 2016 si è fatta avanti la Sampdoria del presidente Ferrero. In blucerchiato ha compiuto un’ulteriore step, in quanto a continuità di rendimento. La crescita della Sampdoria è sotto gli occhi di tutti e la qualificazione alla prossima Europa League sarebbe il coronamento di un percorso tecnico-tattico di alto livello. Già da qualche anno si associa il nome di Marco Giampaolo alla panchina di squadre di prima fascia del nostro campionato. Chissà se la miopia e l’esterofilia delle dirigenze dei club italiani riuscirà a negare il meritato riconoscimento a Giampaolo anche nella prossima stagione.