Europa League: italiane, in parte, deludenti. L’analisi

Si è conclusa ieri la prima tornata d’andata dei sedicesimi d’Europa League. 4 le italiane scese in campo: Milan, Atalanta, Napoli e Lazio. Chi bene e chi male, chi ha e chi non ha onorato l’impegno, ecco l’analisi delle italiane nella coppa europea minore.

Bene il Milan, uscito vittorioso, e l’Atalanta, seppur sconfitta (ma al 90’…)

Milan e Atalanta le raggruppiamo nel paragrafo di chi ha “onorato l’impegno“, seppur non entrambe uscite vittoriose dai rispettivi incontri.

I rossoneri si sono imposti con un rotondo 0-3 in casa del Ludogorets, match fin da subito controllato, almeno dal punto di vista del gioco, dai ragazzi di Gattuso, passati in vantaggio soltanto a fine primo tempo (grazie al goal di Cutrone); nel secondo tempo le reti di Rodríguez (dal dischetto) e Borini (a recupero inoltrato) hanno praticamente chiuso il discorso qualificazione.

I nerazzurri, impegnati nella delicata trasferta al Signal Iduna Park contro il Borussia Dortmund, rientrano in questa categoria seppur avendo perso il match per 3-2. Sono qua citati poiché hanno sfiorato l’impresa, rimanendo beffati al 92′ dall’attaccante in prestito dal Chelsea. Rapido resoconto del match: vantaggio del Borussia con Schurrle (30′), doppietta di Ilicic che ribalta il match (51′ e 56′), pareggio dei gialloneri con Batshuayi (65′) e goal del definitivo 3-2 sempre di Batshuayi, che conferma, a discapito dei ragazzi di Gasperini, il suo grande periodo di forma. Nerazzurri che rimangono ancorati alle speranze di successo, ancora plausibili (stesso discorso per il Ludogorets, ma in tono minore) nella partita di ritorno, fissata a giovedì prossimo (22/02).

(Clicca qua per leggere l’analisi più approfondita sulle gare di Milan e Atalanta: https://www.calciomercatot8.com/ludogorets-milan-e-borussia-atalanta/ )

Napoli e Lazio uscite sconfitte. Per i campani ora si fa dura, capitolini con più possibilità di rimonta

L’altra faccia della medaglia riguardo alle italiane impegnate in coppa sono il Napoli e la Lazio, entrambe uscite sconfitte dai sedicesimi di Europa League.

Campani sconfitti al San Paolo per 1-3 dai tedeschi del Lipsia. Passati in vantaggio ad inizio secondo tempo (goal di Ounas), i ragazzi di Sarri sono stati rimontati dai goal di Werner (61′), Bruma (74′) e ancora Werner (93′). Non un ampio turnover come ipotizzato alla viglia per i padroni di casa (a riposo solo Mertens, sotituito da Ounas e Insigne, rimpiazzato dall’ormai quasi sempre titolare Zielinski), che però hanno subito il dominio degli ospiti: 5 tiri rispetto ai 15 tedeschi, rispettivamente 3 e 8 in porta, questo quello che riporta la statistica.

Sulla scia del Napoli vi è la Lazio, uscita sconfitta in trasferta dalla Steaua Bucarest: 0-1 il risultato finale. Partita tutto sommato combattuta (60 a 40 la percentuale sul possesso palla in favore dei biancocelesti, ma che perdono il confronto sui tiri effettuati: 11 a 9), uscita con un risultato inaspettato. Il goal, arrivato al 29′ del primo tempo, non è figlio del turnover (solita formazione classica per Inzaghi, con l’unico cambio Caicedo-Immobile). La preoccupazione più grande per il mister Inzaghi non è tanto il risultato, rimontabile benissimo nella gara di ritorno, ma quanto l’azione del goal: palla persa dai suoi, azione che si svolge con un rapido cambio di fronte e innesca la punta Gnohere che buca Strakosha nella più facile delle occasioni: goal subito in contropiede, proprio l’arma della squadra capitolina.

Resoconto finale: ma la coppa alle italiane interessa?

La domanda che si pongono milioni e milioni di appassionati calcistici, dal tifoso depresso dopo la sconfitta della sua squadra in coppa, al tifoso analista che cerca di capire il perché dello sbandamento fino ad arrivare al tifoso che “pensa male”: ma l’Europa League, alle squadre italiane, interessa davvero?

Sembra di no. Sono anni che un italiana non alza questa coppa (ricordiamo che l’ultima a farlo fu il Parma, nell’annata 1998-99), e sono sempre anni che passati i gironi, preferiamo uscire dalla coppa… Per risparmiare le energie per il campionato? Non ci potrebbe essere ulteriore motivo, poiché comunque vincerla porterebbe incasso alla rispettiva società, ma potrebbe far deviare i propri ragazzi dall’obbiettivo prefissato in campionato.

E’ maleducazione rispondere a una domanda con un’altra domanda (“perché la comunicazione verbale deve avere un ritorno logico“, dicono gli addetti al Galateo), ma noi vogliamo proporvela: che senso ha uscire dalle coppe europee per concentrarsi sul campionato tendando di qualificarsi alle coppe europee dell’anno successivo?