I signori dell’Europa League: Unai Emery. A caccia del poker

L’allenatore dell’Arsenal è il vero Mr. Europa League. Tenterà il poker per allungare la sua striscia di vittorie in carriera.

Protagonista assoluto nel doppio confronto contro la sua ex squadra, grazie a una vittoria per 7-3 tra Londra e Valencia è, ancora una volta, nella storia. Al Mestalla Emery ha infatti prima di tutto riportato l’Arsenal a contendersi un titolo europeo in finale dopo ben 13 anni dall’ultima volta (finale di Champions persa 2-1 col Barcellona a Saint-Denis nel 2006).

Inizio in patria

Unai Emery nasce a Hondarribia il 3 novembre 1971, e inizia ad allenare il Lorca nel gennaio 2005, squadra militante in divisione minore spagnola, suo ultimo club da calciatore. Nel 2005-2006 converte la squadra nella rivelazione del campionato tanto da far lottare il club fino all’ultima giornata per una storica promozione in Primera Division. Nell’annata 2006-2007 viene ingaggiato come allenatore dell’Almeria squadra che porta alla seconda promozione in carriera, questa volta in Liga chiudendo la stagione in seconda posizione. Nella stagione seguente continua la sua avventura con il club neopromosso e fa la sua prima esperienza nella massima divisione spagnola essendo uno dei tecnici rivelazione della stagione, chiudendo l’annata in ottava posizione e con ben 52 punti.

Valencia e Spartak

Tra il 2008 e il 2012 Emery siede sulla panchina del Valencia, prestigiosa squadra catalana che con l’arrivo del tecnico torna in Champions League dopo anni di assenza. Con i pipistrelli Emery vanta diversi piazzamenti in campionato, una semifinale di Europa League e una di Copa del Rey, senza però alzare mai un trofeo.

L’esperienza con lo Spartak Mosca invece muore sul nascere, poiché viene esonerato appena dopo due mesi dall’approdo in Russia, per scarsi risultati.

Il Siviglia europeo e la sfida PSG

Il 14 gennaio 2013, subentra a Michel sulla panchina degli andalusi. Il periodo al Siviglia è sicuramente il più vincente per Unai Emery, capace di conquistare per ben 3 volte consecutivamente la Uefa Europa League. Bel gioco e carattere da vendere sono i fattori che permettono alla sua squadra di trionfare in campo internazionale, e a lui di mettersi in mostra per il decisivo salto di qualità.

La prima grandissima panchina europea è quella del Paris Saint German, dove arriva nel 2016 e, grazie ad una squadra senza paragoni in campo nazionale, vince 1 campionato francese, 2 coppe di Francia e 2 coppe di lega. Nonostante i buoni risultati entro i confini, a livello internazionale il PSG di Emery non va oltre gli ottavi di Champions, eliminato prima dal Barcellona (clamorosa remuntada al Camp Nou per 6-1), e dal Real Madrid. Motivi che spingono al divorzio nel 2018.

Quest’anno con i Gunners

L’Arsenal sceglie di puntare su di lui per tornare ai successi di inizio millennio. In Premier League Emery non è riuscito a qualificarsi per la Champions, per questo la finale di Europa League assume un significato più importante.

Una carriera già ricca di successi e tappe prestigiose, ma Unai non ha intenzioni di fermarsi qui. I tifosi sperano anche nella buona sorte di Mr. Europa League per la finale tutta inglese con il Chelsea.