Dalla Serie A alla beneficenza, intervista esclusiva a Totò Schillaci e Marco Ballotta

L’EVENTO

L’8 Giugno scorso, noi di Calcio&MercatoT8 abbiamo partecipato all’iniziativa di beneficenza “8 Giugno Per Emma”, il cui ricavato sarà impiegato nella ricerca contro l’Atassia di Friedrich, malattia genetica tanto rara quanto poco studiata. La serata si è svolta a Imbersago, comune della provincia di Lecco, e ha visto lo svolgimento di un grande torneo di calcio tra squadre di calcetto composte da amici o colleghi, i cui vincitori hanno poi sfidato i campioni della Nazionale Italiana Master, composta da varie vecchie glorie della Serie A, tra cui anche i nostri intervistati di oggi: Marco Ballotta e Totò Schillaci.

LE STELLE INTERVISTATE

Il primo, Marco Ballotta, è stato un portiere appartenente alla scuola del periodo tra Zoff e Buffon, quella degli estremi difensori nati negli anni ’60. Nella sua carriera ha giocato con maglie prestigiose, quali ad esempio Lazio e Inter, e in realtà di provincia, come il Modena, di cui è diventato una bandiera giocando più di 300 partite ufficiali. Detiene vari record, tra cui quello di essere stato il più anziano a disputare una partita di Champions League: giocò in Lazio-Olympiacos all’età di 43 anni e 168 giorni.

Il secondo, Salvatore Schillaci – detto Totò -, viene principalmente ricordato come indiscusso protagonista delle Notti Magiche, le notti del mondiale di Italia 90, in cui ha segnato 6 gol, laureandosi così capocannoniere del torneo. Grazie alla splendida performance nella competizione, vinse la Scarpa d’Oro Adidas – assegnata al miglior attaccante del torneo, il Pallone d’Oro Adidas – assegnato al miglior giocatore del torneo, e si posizionò secondo nella classifica del Pallone d’Oro di France Football – il comune Pallone d’Oro – alle spalle di Lothar Matthaus. In carriera il palermitano ha giocato nel Messina, nella Juventus e nell’Inter, prima di trasferirsi in Giappone, con la maglia del Jubilo.

INTERVISTA A MARCO BALLOTTA

Buongiorno Marco, per prima cosa vorrei chiederti qual è il portiere tuttora in attività in cui ti rivedi?

Direi Pepe Reina, perché è bravo con i piedi: ottimo nei rilanci e subito pronto a far ripartire la squadra con un lancio; io, come lui, fondavo il mio stile di gioco anche su quelle caratteristiche. D’altronde, però, anche lui non è più un giovincello, ormai è vicino alla soglia dei quarant’anni. Dal punto di vista dei giovani stimo molto Cragno, così come Gollini, che quest’anno ha disputato una stagione da protagonista con l’Atalanta. Questi ragazzi sono la dimostrazione del ritorno di portieri italiani, giovani ed interessanti, dopo un decennio di puro buio, in cui la Nazionale è stata coperta da Buffon per molti anni senza valida alternativa: se Buffon non avesse giocato fino a quell’età, sono convinto che l’Italia sarebbe stata molto in difficoltà.

Proprio su questo vorrei incentrare la mia prossima domanda, sulla rinascita della nostra scuola dei portieri, conclusasi con Buffon e riapertasi con i vari Donnarumma: cosa ne pensi dei due portieri (Meret e Audero) convocati da mister Di Biagio per l’Europeo Under 21, di cui saremo peraltro i padroni di casa: cosa potranno fare il prossimo anno?

Quest’anno entrambi hanno giocato un campionato di Serie A da titolari, cominciando a dare dimostrazione delle loro qualità importanti, ora la difficoltà starà nel confermarsi anno dopo anno, per dimostrarsi all’altezza di un torneo importante come la nostra Serie A. Mi piace molto anche Plizzari, che nel Mondiale U20 sta facendo vedere ottime cose e mi auguro che anche lui possa consacrarsi con maglie di club prestigiosi, perché ritengo abbia un buon potenziale.

Ultima domanda della nostra intervista; a livello europeo, qual è secondo te il portiere che ha segnato di più la storia del calcio moderno, escludendo Gigi Buffon?

Si parla di qualche nome noto, come Casillas e Neuer. Stimavo molto Iker Casillas, prima che la sfortuna lo colpisse in pieno, dato che avrebbe potuto giocare ancora qualche anno a buoni livelli, ma la priorità è la salute, chiaramente. Anche Neuer era ed è un grandissimo portiere, ma da vario tempo il suo rendimento è cambiato a causa di un grave infortunio al piede, che lo ha costretto ad un lungo stop. Adesso vedo molto bene Alisson, un portiere in crescita ma già stabilizzato ad altissimi livelli, che vedo nella top 3 mondiale. La sua consacrazione, a mio avviso, è arrivata questa stagione con la vittoria in Champions League da assoluto trascinatore.

INTERVISTA A TOTO’ SCHILLACI

Buongiorno Totò, per cominciare questa intervista volevo chiederti, essendo tu stato il protagonista delle Notti Magiche, qual è stato il momento più ‘magico’ della tua carriera?

Senza dubbio, il momento più bello della mia carriera è stato quando sono subentrato a Carnevale in Italia-Austria al 75esimo minuto, con il risultato fisso sullo 0-0. Nella mia testa avevo un solo obbiettivo: segnare, e così è stato.

Dal tuo punto di vista, quale deve essere il prototipo dell’attaccante moderno: oggi serve più il fisico o la velocità?

Sono dell’idea che esistano vari ‘modelli’ di attaccanti, chi fonda, come feci io, il suo gioco sulla velocità e sulla rapidità tra le linee, chi invece è più robusto e preferisce giocare di sponda per poi girarsi al momento giusto e segnare. Sono comunque convinto che oggi servano più le doti tecniche e mentali rispetto a quelle fisiche: parlo dell’intuito, dell’astuzia, del fiuto del gol e, chiaramente, del saper calciare bene.

Terza ed ultima domanda, volevo chiederti quale sarà la squadra protagonista del prossimo campionato e quale, invece, sarà la rivelazione?

Nella stagione appena conclusa abbiamo visto la Juventus dominare in lungo e in largo e credo che sarà così anche il prossimo anno, perché la rosa è nettamente superiore a tutte le altre. A livello di sorprese, quest’anno l’Atalanta ha stupito tutta la nazione, con un progetto ambizioso costruito su giovani con voglia di fare; mi auguro che anche l’anno prossimo ci possa essere una realtà di provincia a fare colpo, ma ora non saprei dire un nome.