Conferenza stampa Allegri-Agnelli: “lascio una squadra vincente che ha le capacità di fare altre grandissime stagioni”.

Benvenuti alla conferenza stampa congiunta con il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, e l’allenatore bianconero, Massimiliano Allegri. Conferenza che serve per spiegare le motivazioni della decisione di non continuare il rapporto, durato ben 5 anni.

14.06 – Presenti in sala, insieme ai giornalisti, anche tutti i giocatori della Juventus, pronti a presenziare all’addio di Massimiliano Allegri.

14.07 – Entra allegri: “Ragazzi così mi fate emozionare! Le domande oggi me le fanno i giocatori…

14.07 – Agnelli: “Prendo la parola. Per iniziare ricordo a chi farà le domande che oggi non risponderò a nessuna domanda per l’allenatore che ci sarà nella stagione 19/20. Oggi siamo qui per celebrare Max, che ha fatto la storia con la Juventus. Max ha vinto da solo 5 scudetti consecutivi. Mi ricordo quando nel 2013 eravamo a londra per vedere la finale tra Bayern Monaco e Borussia Dortmund. Vidi Max, e dissi a Paratici: “Guardalo bene, sarà il nostro prossimo allenatore”. È arrivato qui tra le contestazioni, ma sapevo che Allegri aveva gli attributi, come dissi in un tweet e lui lo ha confermato. I numeri parlano da soli, sono stati 5 anni bellissimi fatti di tanti vittorie. In questi 5 anni abbiamo anche passato 1 anno e mezzo come vicini di casa. Ho visto i suoi figli crescere. La cosa che mi rende più orgoglioso è di aver trovato un amico sincero con cui potermi confidare su tanti argomenti, ma in questo momento devo fare una valutazione sulla squadra. Per concludere, quando non ci sono elementi fattuali al di là di alcune dietrologie che ho letto in questi giorni, quando pensavo di andare avanti con Allegri ero sincero, anche dopo l’Ajax. Aggiungo che c’è anche un po’ di commozione, nel capire che questo fosse il momento giusto per chiudere uno dei più grandiosi cicli della Juventus“. Agnelli consegna la maglietta ad allegri con scritto History Alone 5.

14.16 – È possibile spiegare cosa è cambiato in questo mese?
Agnelli – “Quello che era stato dichiarato dopo l’Ajax era sincero, ma abbiamo capito tutti che era giusto chiudere questo meraviglioso ciclo con un acuto, con questo acuto. È l’intelligenza di capire quando chiudere invece che trascinarsi dietro“.
Lei aveva in mente la nuova Juventus, ma quella juve non si poteva realizzare
Allegri – “Buongiorno a tutti, ringrazio il presidente per le belle parole ed i ragazzi per quello che hanno fatto. Ci siamo tolti tantissime soddisfazioni, lascio una squadra vincente che ha le capacità di fare altre grandissime stagioni. La società ha fatto le sue valutazioni e ha deciso, ma questo non cambia nulla nei rapporti con le persone. La Juventus è una società super organizzata nella quale siamo cresciuti tutti in questo percorso e sono d’accordo sul lasciare perchè è il momento giusto per farlo. Lascio dei grandi campioni, una società straordinaria con un grande team di dirigenti ed un grande presidente. Domani sera bisogna festeggiare per due cose: la prima è la vittoria dello scudetto e la seconda è l’addio di Andrea Barzagli, il professore (ride ndr.). Sono stati 5 anni straordinari!

La vediamo commosso, come prende questa bocciatura o decisione?

Allegri – “La prendo bene. Ci tengo a precisare che tra persone intelligenti ci si capisce al volo. Nelle varie riunioni abbiamo parlato del futuro ma è molto più semplice di quello che sembra. Una cosa è certa, sono stati 5 anni straordinari”.

14.30 – Quali sono le reali cause di questa separazione? Ha pagato quest’onda dell’ultimo mese che fa giocare male le squadre?

Allegri – “Non ha pesato quest’onda, è stato un confronto con gli opinionisti. In fondo bisogna centrare gli obiettivi, alla Juventuis bisogna arrivare in fondo e vincere. È stata una stagione comunque straodinaria. Non ho ancora capito cosa significa bel gioco, io mi metto qui e con la mia umiltà ascolto. I mestieri non esistono più, sono tutti teorici. Quelli che vincono sono più bravi degli altri, senza discussione.”

14.36 – Lasci perchè non ti fanno fare l’allenatore manager che tanto vorresti fare?

Allegri – Sono stato etichettato come aziendalista, ma questo non significa essere uno “yes man”, significa sapere tutte le problematiche che circondano un’intera società. A me questo appassiona, conoscere cose nuove e non essere ridotto a mettere formazioni e fare cambi.”

14.40 – Ti senti juventino? Se sì cosa significa esserlo?

Allegri – “Da piccolo lo ero, avevo il poster di Platini perchè è uno che sapeva sempre prima cosa fare. Essere juventino significa appartenere ad una società hce insegna la cultura del lavoro, la disciplina. Sono stati cinque anni di insegnamento, io sono più stravagante in certe cose.

14.41 – E’ stata una decisione maturata in questi incontri?

Agnelli – “Certamente si, in una società nessuna persona è indispensabile. Tutti utili, anche io, dal presidente ai magazzinieri. All’interno di una società ci sono delle attribuzioni di persoanlità da esercitare nel nome della società.”

14.44 – Al suo arrivo è stato contestato e ad oggi non è mai stato amato dai suoi tifosi. Secondo lei come mai?

Allegri – “Al mio arrivo ci fu una grande contestazione, ma arrivato all’ippodromo io ricordavo il mio cavallo che ha vinto per ben tre volte consecutive. Ero sereno di poter far bene. La squadra era fortissima, infatti siamo arrivati in finale di Champions League.”

14.46 – Quale sarà il tuo futuro?

Allegri – “Domani dobbiamo festeggiare. Una pausa mi farebbe anche bene, dal 15 luglio avrò la serenità di valutare il da farsi. Potrò dedicarmi più a me stesso e a tutte le persone che mi stanno vicine. Ora pensiamo a goderci la festa.”

14.49 – Come dovrà essere la Juventus del futuro?

Agnelli – “Dovete parlare con gli altri dirigenti. La direzione sportiva è in mano a Fabio Paratici, ha queste responsabilità ed obiettivi. La Juventus è un’azienda.”