Caos scommesse in Spagna, coinvolti anche Immobile e il Frosinone

Un nuovo ciclone potrebbe travolgere il mondo del calcio. Parliamo dell’operazione Oikos che è partita in Spagna e che potrebbe anche riguardare il nostro campionato. I giornali spagnoli parlano di un’inchiesta sul calcio scommesse che potrebbe riguardare anche il Frosinone e Ciro Immobile. 

CHE RUOLO HANNO I CIOCIARI E L’ATTACCANTE DELLA NAZIONALE?

Per quanto riguarda il Frosinone, si parla di rapporti con alcuni calciatori gialloblù a cui si è chiesto di combinare qualche gara. Al momento però sembra che nessuna gara sia stata effettivamente truccata. Per ciò che concerne invece l’attaccante della Lazio, il suo ruolo sembra davvero rilevante. Dalla ricostruzione dei giornali spagnoli, si parla di una discussione tra Carlos Aranda e Mariotti. Il secondo parla di un proprietario di scommesse illegali che sarebbe in contatto proprio con l’attaccante campano.

IL FROSINONE E LA LAZIO RISCHIANO QUALCOSA?

Il Frosinone non sembra per nulla a rischio, si parla solo di tentata corruzione che però non sembra sia mai stata portata a termine. Anche Immobile rischia davvero pochissimo, visto che è stato menzionato solo perché cliente di una proprietario di scommesse illegali. Potrebbe magari incorrere in una piccola multipla, solo per averne usufruito se fosse vero.

LA DIFESA DEL LEGALE DI IMMOBILE:

“Con riferimento alle notizie apparse su taluni organi di informazione, secondo le quali il nome del mio assistito sarebbe stato pronunciato nel corso di conversazioni telefoniche intercettate fra soggetti a vario titolo coinvolti in una vicenda di calcio scommesse in Spagna, Ciro Immobile si dichiara nella maniera più assoluta del tutto estraneo a tali fatti ed esclude categoricamente qualsivoglia coinvolgimento. Il calciatore mi ha già dato incarico di agire nei confronti di tutti coloro che in qualsiasi modo ledano il suo nome, la sua immagine e la sua dignità professionale. Pertanto diffidiamo chiunque dal dare credito e diffondere notizie totalmente false e diffamatorie”.