Balotelli al Brescia: l’inizio della love story più pazza del mercato

Mario Balotelli è un nuovo giocatore del Brescia. L’attaccante torna in Italia dopo le esperienze con Inter e Milan ed è pronto a far innamorare l’intera città.

Mario Balotelli torna a casa. Lo fa per la prima volta, ma per lui e per la città è comunque il ritorno del figliol prodigo, mai amato e tanto amato, che ha mandato letteralmente in delirio i tifosi del Brescia. Una trattativa di mercato folle, in cui Cellino si è inserito pochi giorni prima che l’ormai ex attaccante del Nizza decidesse di trasferirsi in Sudamerica. Il si, la gioia, sia sua sia dei tifosi, che non vedono l’ora di ammirarlo in campo.

Balotelli al Brescia

Il pensiero dei bresciani è uno ed uno solo: “Non importa la testa, importano i piedi“. Si, perchè Super Mario è già una Super Star nella sua città. A 29 anni può davvero dire di averne combinate di cotte e di crude in giro per l’Europa. Dai tempi dell’Inter, in cui rubò di fatto il termine “cassanate” al collega barese, per passare poi al “Why Always Me” del Manchester City, dove per altro in panchina c’era un certo Mancini che ora lo aspetta a braccia aperte in nazionale. Poi ancora Milan, Liverpool, Nizza e Marsiglia, maturando ogni anno di più e crescendo fino a capire che la testa deve rigare diritta, anche se per Balo rimane sempre un optional.

La rivincita

Ora per l’attaccante è arrivato il momento di rimettersi in gioco, e di dimostrare di essere capace a fare ancora quella differenza che ci aveva fatto perdutamente innamorare della sua classe. Se così fosse, Brescia potrebbe davvero rappresentare la grande rivincita su se stesso. La presa di posizione che serviva al ragazzo per diventare uomo, anche se negli anni francesi ha già dimostrato una grande crescita mentale. E poi? E poi ovviamente c’è Mancini, che lo ha già chiamato. Si, perchè un posto in nazionale ci sarebbe, ma prima deve ovviamente dimostrare di poterselo meritare. Difficile pensare il contrario, sopratutto con il Mancho che stravede per lui. Ora tutto è nelle sue mani, e tutto è davvero possibile. La distanza è poca, proprio come quella tra casa sua e lo stadio Rigamonti. Non rimane che prendersi tutto.