Atalanta: Ilicic illumina e accende i sogni di Gasperini e Bergamo

Sembra lontana anni luce la deludente eliminazione ai preliminari di Europa League, contro il modesto Copenhagen, ora che l’Atalanta ha agguantato il quarto posto, in coabitazione con il Milan. A pensarci bene, la stagione della Dea era iniziata con una defezione troppo importante per lo scacchiere di Gasperini, la stessa che si è registrata nel primo tempo di ieri, nella sfida contro il Napoli. Al 45’, il risultato era di 1-0 a favore degli uomini di Ancelotti, poi è entrato Josip Ilicic e l’Atalanta è salita in cattedra. Lo sloveno è sempre più il leader tecnico della squadra di Gasperini, capace di trovare la via del gol, di disegnare calcio per i compagni e creare superiorità numerica con una semplicità disarmante.

L’Ilicic-dipendenza dell’Atalanta

Che l’Atalanta fosse Ilicic-dipendente era una cosa nell’aria da qualche tempo. Già nella gara di San Siro contro l’Inter, l’uscita dal campo dello sloveno aveva comportato un abbassamento del baricentro atalantino, così da permettere il forcing finale dei padroni di casa. L’imminente impegno di Coppa Italia e l’insegnamento della partita del Meazza hanno fatto sì che Gasperini facesse partire Ilicic dalla panchina e l’esperimento empirico ha prodotto il più classico dei C.V.D. L’opaca Atalanta del primo tempo è scomparsa, lasciando spazio alla miglior versione della Dea, quella che corre, segna e diverte. Nelle gerarchie orobiche,il leggero calo di rendimento di Gomez è stato pienamente colmato dall’ascesa di Ilicic. I numeri del 72 nerazzurro sono un buon biglietto da visita, ma non rendono pienamente merito alla stagione del trequartista. Nelle 27 presenze accumulate in Serie A, i gol realizzati sono 11, gli assist 7. Nella vittoria del San Paolo, Ilicic non è entrato in nessuno dei gol atalantini, ma questo è un discorso valido solo per le statistiche. In entrambe le azioni, Ilicic ha ricoperto il ruolo di ispiratore della manovra, da vero e proprio regista offensivo della squadra. I meriti dell’esplosione dello sloveno sono da riconoscere anche a Gasperini, l’unico allenatore che è riuscito a trovare la continuità in un talento mancino di 31 anni.