Pirlo, il bresciano dai piedi vellutati

Oggi è il 19 maggio, ed il 19 maggio non è un giorno qualunque. O almeno per noi calciofili sappiamo bene che il 19 maggio coincide con il compleanno di un giocatore che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Un calciatore che ha fatto innamorare del pallone milioni e milioni di appassionati. Un giocatore esemplare, dai piedi vellutati. Lui natio di Brescia, città nella quale ha mosso i primi passi da calciatore prima di esplodere calcisticamente. Senza nominarlo si può già capire di chi si tratta. Si sta parlando di Andrea Pirlo. Oggi compie gli anni, 39, il centrocampista che ha fatto suo il ruolo di regista e che ha incantato milioni di spettatore appassionati di calcio. I suoi cambi di gioco, le sue punizioni, le sue pennellate. Un ampio repertorio che si è potuto ammirare dal 1994 al 2017. Nel corso degli anni il calcio è cambiato molto. Ma il calcio non può non ricordare le giocate di Andrea Pirlo. Il maestro.

Dal Brescia al tetto del mondo

Andrea Pirlo ha mosso i primi passi nelle giovanili del Brescia ed ha compiuto il suo esordio il 21 maggio 1995. Al Brescia è rimasto fino al 1998, anno in cui è stato acquistato dall’Inter. La società nerazzurra non ha creduto molto nelle sue qualità, e l’allenatore di allora, Hodgson, non lo faceva giocare nella posizione che prediligeva, ovvero davanti alla difesa. Così, dopo solo una stagione, chiusa con 18 presenze, Pirlo è stato ceduto in prestito alla Reggina, dove ha potuto crescere calcisticamente. Poi nuovo ritorno all’Inter, dove gioca spiccioli di partita e nel gennaio 2001 viene ceduto nuovamente in prestito al Brescia. Nella stessa estate l’Inter compi uno dei più grandi errori della storia di Moratti. Pirlo viene ceduto ai rivali del Milan. Qui, grazie anche ad Ancelotti, viene spostato nel ruolo di centrocampista basso davanti alla difesa, salendo in cabina di regia. E diventa campione di tutto, conquistandosi anche un posto fisso in Nazionale, dove nel 2006 sale anche sul tetto del mondo. Le sue punizioni divengono il suo marchio di fabbrica, senza trascurare i suoi lanci liftati e precisi per i compagni. Il suo modo di stare in campo è unico al mondo. Talvolta pare sornione, per poi far valere tutta la sua qualità improvvisamente. In campo, quando è in possesso di palla, sa sempre a chi affidare la sfera. Anche senza vedere il posizionamento dei compagni, lui sa dove si trovano. Un regista straordinario invidiato da tutto il mondo. Trovarlo un altro giocatore così…

Anni al Milan, poi l’addio ed il passaggio alla Juventus

Con la maglia del Milan, Pirlo conquista 2 Champions League, 1 Mondiale per Club, 2 Supercoppe Europee, 2 Scudetti, 1 Coppa Italia e 1 Supercoppa Italiana. Di trofei ne abbiamo? Insomma, il mondo è ai piedi del Maestro e del Milan, che possiede una squadra fantastica e storica. Poi nel 2011, con l’arrivo di Allegri in rossonero, non trova più molto spazio e davanti alla difesa viene piazzato Van Bommel. Pirlo decide di trasferirsi anche per mancanza di stimoli. Rompe con Galliani e non rinnova il contratto. La Juventus sfrutta l’occasione ed ingaggia l’uomo che insieme ad Antonio Conte farà rivivere la Vecchia Signora che ormai si stava spegnendo. Grazie alle geometrie di Pirlo la Juventus è tornata sul tetto d’Italia e domina la scena anche in campo europeo. Grazie ad Andrea la Juve è tornata grande, fino al 2015. Quell’annata è stata fantastica per i colori bianconeri. Ritorno in finale di Champions League dopo 19 anni di astinenza, con un centrocampo irripetibile. La finale è andata come è andata, Pirlo è in lacrime. Sa che quella è la sua ultima partita con la Juventus, prima di trasferirsi a New York per concludere la sua carriera. Da pochi mesi ha deciso di smettere, ma uno come lui non smetterà mai di giocare a calcio nei nostri pensieri e nei nostri cuori. Sicuramente Pirlo troverebbe spazio ancora oggi in qualsiasi formazione, perché di certo nonostante l’età sarebbe superiore a molti calciatori sopravvalutati. Lunedì sera tutti a San Siro per vedere il Maestro che dice addio al calcio giocato, svestendo la propria casacca per appendere definitivamente gli scarpini al chiodo. Sarà un giorno triste. La poesia calcistica perde uno dei più grandi interpreti, Andrea Pirlo, che oggi compie 39 anni. Tanti auguri campione, da tutto il mondo del calcio!