Roma, una vittoria dal sapore speciale. Per Davide, per il calcio.

Una Roma che vince e convince, coesa in campo e fuori e che è riuscita a dare continuità ad un ottimo risultato come quello della settimana scorsa a Napoli. Forse proprio questo è mancato ai giallorossi nel corso della stagione: proseguire una striscia positiva sulla scia dei successi o delle prestazioni positive precedenti. Ieri, dopo un primo tempo giocato alla pari, è uscita fuori la grande squadra che è la Roma, attaccando sin da subito i granata e macinando bel gioco. E così, con una difesa tornata quella dei bei tempi, un centrocampo che sputa sangue e lotta fino all’ultimo su ogni pallone la squadra di Di Francesco può tornare a sorridere e a ritrovare la serenità in classifica, staccando nuovamente la diretta inseguitrice, la Lazio, che è sotto di 4 punti pur avendo una partita in meno. L’unica nota stonata che si può trovare tra le fila dei giallorossi è quello che quest’estate sarebbe dovuto essere il crack stagionale, arrivato dopo una super stagione in maglia blucerchiata, ma che per ora si sta rivelando un flop clamoroso, tra infortuni e occasioni mancate: Patrick Schick. L’attaccante ceco era arrivato a Roma in un entusiasmo generale che pian piano sta lasciando il posto allo sconforto e alla sensazione di aver fatto un buco nell’acqua.

IN MEMORIA DI DAVIDE

È stata sicuramente una partita dal sapore particolare, quasi una settimana dopo la scomparsa di Davide Astori, capitano della Fiorentina. In questi giorni tra tutti gli sportivi che si sono uniti nel lutto ce n’è stato uno che è rimasto in disparte, con la sua faccia da duro, in silenzio, nonostante fosse uno dei più legati al difensore viola. E così Daniele De Rossi, il gladiatore e lottatore romano, eroe di tante battaglie, con la maglia giallorossa cucita a pelle, ha gli occhi gonfi, pieni di dolore, per quell’amico che non c’è più. E allora si sa, il destino è beffardo ma sa regalare anche favole meravigliose, per cui Daniele al 73′ raccoglie l’assist del Ninja e torna al gol dopo 10 mesi. Pugni serrati e lacrime agli occhi, Poi diteci che è solo un gioco, io non credo.