4 settembre 2006: il saluto a Giacinto Facchetti, bandiera italiana e neroazzurra

Addio ad un grande campione: 4 settembre

Giacinto Facchetti è stato per anni un grandissimo protagonista del nostro calcio, in particolare legato alla causa neroazzurra, cui si è interamente dedicato prima da calciatore e poi da presidente. Proprio 13 anni fa, il 4 settembre 2006 moriva Giacinto Facchetti. Come calciatore ha raggiunto traguardi eccezionali, sia con l’Inter che con la propria selezione: l’Italia. All‘Inter dal 1960 al 1978 vincendo quattro scudetti, una Coppa Italia, due Coppe Campioni e due Intercontinentali. Ma non solo, la sua bacheca potè arricchirsi anche dell’Europeo 1968.

Il numero 3

Il 3 è un numero particolare, un numero che ha un grande significato, la perfezione assoluta. Non è un caso che sia stato proprio lui ad indossarlo. Nell’Inter è stato il 3 per eccellenza e, da quando lo indossò, mai nessun’altro potè successivamente vestirlo. Insieme alla 4 di Zanetti, sono gli unici due numeri ritirati dalla Beneamata, due icone del calcio rispettate da tutti, senza distinzioni di tifo e colori. Considerato uno dei migliori difensori della storia del calcio, Cipe così soprannominato a causa di un errore di Herrera nel leggere il proprio cognome, giocava da terzino sinistro e da libero. Per descrivere la grandezza del giocatore basti pensare che nel 1965 sfiorò il Pallone d’Oro, classificandosi secondo alle spalle del grande Eusebio.

La vita da dirigente

Un grande giocatore, un grande dirigente ma soprattutto un grande uomo. La sua carriera da dirigente iniziò con uno sguardo all’estero: divenne infatti rappresentante all’estero dell’Inter, poi successivamente vicepresidente dell’Atalanta. Un ritorno a casa, per cuore e vicinanza dalla sua Treviglio. Torna a Milano nella società nerazzurra durante la presidenza di Massimo Moratti con il ruolo di direttore generale inizialmente, per poi ricoprire incarichi sempre più importanti. Un ruolo non facile, ancora di più se si pensa al suo predecessore: il grande Peppino Prisco. Dopo la morte dello storico avvocato neroazzurro, Giacinto venne nominato vicepresidente ed infine Presidente a partire dal mese di gennaio 2004, dopo le dimissioni di Massimo Moratti. Due anni più tardi, il 4 settembre 2006, si spense a causa di un tumore al pancreas a 64 anni.