Una vita in provincia: Antenucci, leader silenzioso di una Spal sorprendente

Antenucci / Quando si parla di Eroi di provincia, spesso ci si imbatte in quelli che comunemente sono gli stereotipi del caso. “Il sogno di giocare, un giorno, in Serie A”, la “Gavetta”, “Sudore e perseveranza”. Tutte cose che, nella sua lunga carriera, Mirco Antenucci ha provato dritte sulla sua pelle.

Al centravanti di Termoli, il coraggio non è mai mancato. E con lui, nemmeno la forza di mettersi in gioco, di cambiare (squadra e campionato) pur di rilanciare le proprie ambizioni.

Da piccolo, probabilmente, sognava di diventare un attaccante da top club. Con il tempo, però, la sua indole lo ha convinto che non tutto è oro ciò che luccica e che, nel suo caso, sarebbe stato più felice come Eroe di provincia piuttosto che come Personaggio di città. 

Centravanti giramondo

E allora, ecco la gavettaGli inizi con il Giulianova, poi Ancona e Venezia. Nel 2008 l’opportunità con il Catania di Zenga, che però non lo ritiene pronto per il grande salto in Serie A e lo manda ancora in prestito. E allora arrivano prima il Pisa e poi la grande stagione con l’Ascoli da 24 gol in Serie B, che lo spedisce dritto dritto nei cuori dei tifosi bianconeri.

Nella stagione 2010-11, con la maglia nuovamente del Catania, arriva anche il primo gol in Serie A contro il Parma (vi dice nulla?) e poi ecco nuove avventure ancora. Questa volta, Antenucci inizia dal Torino per continuare a Spezia e con la Ternana. Ovunque vada, segna sempre caterve di gol, ma la Serie A rimane distante.

Nel 2014, a 29 anni, approda in Inghilterra, dove sposa il progetto di Cellino per riportare in alto il Leeds. Elland Road sarà, così, la sua casa per due stagioni in cui segna, in 80 partite, 19 reti.

Nel 2016, Antenucci torna in Italia e lo fa con la maglia della Spal, che lo acquista da svincolato. Nella sua prima stagione segna 20 gol complessivi, ottenendo la promozione in Serie A quasi cinquant’anni dopo l’ultima volta. Nella massima serie, però, vede le porte sbarrarsi di nuovo: arrivano in Romagna, infatti, Borriello, Paloschi e Floccari e l’attaccante molisano scende al quarto posto nelle gerarchie di Semplici.

Un gol alla Zizou

Sudore e perseveranzaSono questi gli ingredienti che gli fanno scalare la classifica, ancora una volta. Man mano che la stagione continua, Antenucci inizia a guadagnarsi il posto a suon di gol. A fine stagione saranno 11 e la Spal sarà salva.

E poi, quel gol domenica pomeriggio. Seconda giornata della nuova stagione, al Dall’Ara (il Mazza non è agibile) arriva il Parma. Il secondo tempo è iniziato da quattro minuti quando Lazzari mette in mezzo un pallone morbido. Antenucci, ricordando vagamente Zizou in una finale di Champions League, si coordina e spara il destro sotto l’incrocio dei pali.

E’ questo il culmine della storia, l’essenza del calcio, il tiro più forte di tutti. Gavetta, Sudore e perseveranza, Il sogno di giocare (e segnare gol così), un giorno, in Serie ASono queste le basi del bomber di provincia, dell’Eroe dei pochi. Antenucci è riuscito a diventare tutto questo e deve tutto alle sue scelte, alla sua tempra e alla sua forza.

Ne nascono tanti di bomber di provincia, ma solo pochi sanno farsi amare come ci riesce Mirco Antenucci.

Gli scatti più significativi

 

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