Tabarez evergreen: rinnovo con l’Uruguay, sarà c.t. fino al 2022

El Maestro continuerà ad allenare la Celeste

Quattro anni. Altri quattro anni di amore tra l’Uruguay e Oscar Tabarez; il 71enne allenatore della Celeste ha infatti rinnovato il suo contratto fino al 2022: una scelta inaspettata ma che di certo sarà apprezzata da tutti i tifosi del Giuoco.

Una storia ultradecennale

El Maestro, così è soprannominato in patria. Una carriera da allenatore (prima si era anche dilettato come difensore tra i campi del Sudamerica, senza ottenere grandi risultati), che parte nel lontano 1980. Tra i successi principali come allenatore di squadre di club figurano senza dubbio il campionato argentino vinto alla guida del Boca Juniors ma soprattutto la Copa Libertadores conquistata col Penarol nel 1987.

L’uruguayano è anche ricordato in Italia, avendo allenato il Milan nel 1996 e il Cagliari nel 1999, entrambe le avventure concluse in breve tempo. Nel 2006 però, la svolta (forse anche a scoppio ritardato) della sua longeva carriera: la richiesta di allenare l’Uruguay. Tabarez accetta senza problemi.

Da quel momento, la Celeste ha senza dubbio effettuato quel salto di qualità che ci si aspettava da tempo; nei primi anni 2000 la squadra vantava calciatori di livello (ad esempio Chevanton, Recoba, Zalayeta), ma non era mai riuscita ad ottenere risultati. Con l’arrivo di Tabarez le cose sono cambiate.

Dopo un primo periodo di ambientamento infatti, l’Uruguay ai Mondiali 2010 si è fatta ri-conoscere nel mondo del calcio. In Sudafrica la Celeste arrivò fino alla semifinale persa contro l’Olanda. Questo prestigioso piazzamento è stato il preludio ad un’altra grande conquista.

La Copa America, la crescita, la malattia

Nel 2011 infatti, El Maestro riuscì nell’impresa di far tornare la Copa America in casa uruguagia, in barba alle più favorite Brasile e Argentina. Una vittoria che ha fatto impazzire un Paese intero e che ha ulteriormente proiettato l’Uruguay tra le squadre più forti al mondo.

Uruguay che attualmente ha raggiunto una grande maturità; una squadra forte e ben organizzata, soprattutto in difesa. L’ultima uscita dei sudamericani è datata Mondiali 2018, in cui l’Uruguay è uscito di scena ai quarti di finale contro i futuri campioni della Francia, e dopo aver eliminato il Portogallo campione d’Europa.

Per questo e per altri motivi, l’Uruguay ha deciso di rinnovare il contratto all’uomo della rinascita. Tutto ciò, alla faccia della veneranda età (nel 2022 Tabarez spegnerà 75 candeline) ma soprattutto della malattia che ai Mondiali 2018 ha commosso il mondo intero: l’allenatore infatti combatte da tempo contro la sindrome di Guillain Barrè, che ne limita i movimenti.

Difatti, in Russia Tabarez entrava in campo con delle stampelle; un uomo vissuto, forse invecchiato e sotto sforzo, ma i cui occhi lasciano trasparire ancora tanta voglia di stupire e magari di vincere qualcos’altro con la maglia che più ha amato durante la sua carriera.