Sarri, dal gioco più bello d’Europa al rischio di ritrovarsi senza panchina

Il tecnico è ancora alla ricerca di una squadra

L’ex tecnico del Napoli, Maurizio Sarri, è coinvolto in una situazione perlomeno paradossale: dopo aver convinto pressoché chiunque, con un gioco definito da molti “il più bello d’Europa”, alla guida dei partenopei, adesso il tecnico si potrebbe ritrovare senza panchina per l’anno prossimo.

Un addio improvviso

L’allenatore del Napoli nella passata stagione, ha concluso un’annata che, probabilmente non verrà comunque ricordata negli annali della storia del calcio, perché non ha portato al conseguimento del sogno di tutti i napoletani, vale a dire quello scudetto che manca all’ombra del Vesuvio dal 1990.

Ciò che resta, sono però i numeri straordinari del suo Napoli: 91 i punti che gli azzurri sono riusciti ad accumulare nel campionato, un’enormità, un record nella storia della società, che però, come detto si sono rivelati insufficienti per la vittoria finale.

Al termine del campionato, l’idillio tra il ct e il patron De Laurentiis sembrava dovesse continuare; e invece, Sarri è stato sostituito, abbastanza improvvisamente, da Carlo Ancelotti. L’addio a Sarri è stato un fulmine a ciel sereno nell’ambiente napoletano, ad ogni modo galvanizzato dall’arrivo di Ancelotti; forse però, è stato anche un addio un pò ingeneroso nei confronti di un allenatore che ha saputo riportare il Napoli a grandi livelli, e a cui non sono stati riconosciuti ugualmente grandissimi meriti.

Rischio anno sabbatico

A strade ormai separate, Sarri sembrava aver trovato un accordo economico per legarsi allo Zenit San Pietroburgo, squadra “abbonata” a tecnici italiani (vedi Spalletti e Mancini); la trattativa però, è saltata, anch’essa bruscamente, con la società russa che ha preferito virare su Sergej Semak.

Successivamente, la squadra candidata ad acquistare Sarri, sembrava essere il Chelsea di Abramovich, ma anche in questo caso la pista, che inizialmente pareva calda, adesso pare sia raffreddata, soprattutto “a causa” dell’atteggiamento del tecnico dei Blues, Antonio Conte, che intende rispettare gli accordi del contratto.

A complicare la situazione, il fatto che dal 1° giugno, su Sarri pesa una clausola da 8 milioni; ciò vorrà dire che se una società, in futuro, vorrà affidarsi al tecnico, dovrà sborsare questa cifra a De Laurentiis. La situazione, dunque, appare molto difficile per un tecnico che è passato rapidamente da un periodo di gloria personale ad un periodo di interrogativi, legati alla possibilità di poter allenare o meno una grande squadra nel prossimo anno.