River Plate-Boca Juniors: ecco il problema del calcio sudamericano

River Plate-Boca Juniors

La finale di ritorno di Copa Libertadores River Plate-Boca Juniors si dovrebbe giocare questa sera alle 21 italiane (le 17 in Argentina). La partita si doveva disputare ieri ma è stata prima posticipata di due ore e poi definitivamente sospesa e rinviata. Il tutto a causa degli scontri con i tifosi all’esterno dello stadio Monumental di Buenos Aires. Per gli argentini non è una partita qualunque, ma “la partita” per eccellenza del calcio sudamericano. Le ultime settimane sono state solamente cornice dell’attesa per questa sfida molto sentita che sancisce la vincitrice della Copa Libertadores. Purtroppo questa bella rivalità calcistica, questa passione sconfinata per il calcio si è tramutata solamente in violenza pura. È passato dal diventare l’evento calcistico più bello degli ultimi anni ad uno dei più vergognosi.

Scontri ad altissima tensione

Circa due ore prima dell’inizio della partita, previsto per le 21 in Italia, ci sono stati scontri tra la polizia e tifosi del River Plate che avevano provato a sfondare i cancelli dello stadio. Altri tifosi all’esterno dello stadio hanno rotto i finestrini del pullman del Boca Juniors in arrivo allo stadio. L’autista e due giocatori degli Xeneizes, Pablo Perez e Gonzalo Lamardo, hanno riportato lesioni al volto. I gas lacrimogeni sparati dalla polizia per placare gli animi, hanno poi causato difficoltà respiratorie e vomito ad altri giocatori, tra cui Carlos Tevez. Proprio l’ex bianconero ha cercato di tranquillizzare tutti sulle sue condizioni di salute e quelle dei suoi compagni: “Prima di tutto voglio dire alle nostre famiglie che stiamo quasi tutti bene. Ci sono tre o quattro giocatori che hanno riportato lesioni lievi, ma stiamo bene e questa è la cosa più importante”.

Il problema del calcio sudamericano

La violenza dentro e fuori gli stadi è comune in Argentina, ma questa volta gli incidenti sono finiti in mondovisione mostrando ancora una volta non solo le angherie di certi tifosi ma anche l’impreparazione e irresponsabilità dei dirigenti e le forze dell’ordine. Che il “superclasico” fosse molto di più che una partita di calcio lo si sapeva già, ma nessuno avrebbe immaginato che la finale di ritorno allo stadio Monumental si dovesse sospendere a causa di scontri così violenti sfociati in una guerra aperta tra due tifoserie. Il problema nasce dal fatto che in Sudamerica viene vissuto il calcio come elemento vitale ed essenziale tramutandolo spesso in follia pura. Dove c’è povertà e miseria si cerca sempre di trovare soddisfazioni personali in un qualcosa, e il calcio per gli argentini è proprio questo.