Nel segno di Vecino

“La Garra Charrua! L’ultima parola agli uruguagi. Sempre loro. Sempre loro. L’ultima parola nel calcio è la loro. Hanno un cuore differente, lo capisci o no? L’artiglio che graffia, che lascia il segno nella storia dell’Inter. Questa è la storia che si ripete. Il graffio che aveva portato l’Inter in Champions serve per rimarcare il territorio. Questo è l’Uruguay quando va in campo, con tutto se stesso. È stanco sì, ma lascialo in campo. Lascialo in campo che la dice lui l’ultima cosa nel calcio. Vogliono insegnare cos’è il calcio agli uruguagi, ma vedi un po’ te. Loro ci vanno col cuore, col sentimento, con le palle”. Con queste parole è esploso Lele Adani, seconda voce nel commento televisivo di Sky, al gol con cui l’Inter ha ribaltato la sfida con il Tottenham. Uno sfogo quasi primitivo, senza freni che ha attirato molte critiche dei tifosi che vedono il telecronista come un’entità super partes sul corso della partita.

Eppure è innegabile che nelle sue parole ci sia un fondo di verità. Da sempre nella storia del calcio ci sono certi giocatori che hanno un’attitudine particolare ad essere decisivi nei momenti più importanti. È qualcosa di inspiegabile, come se la palla fosse attirata da loro nelle fasi clou di una partita, di una competizione o addirittura della storia di una squadra. E Vecino è uno di questi.

DAL 20 MAGGIO AL 18 SETTEMBRE

Era lo scorso 20 maggio quando il centrocampista uruguagio fece piangere di gioia una marea di tifosi interisti con il gol che completava la rimonta sulla Lazio e regalava la Champions ai nerazzurri. Quattro mesi dopo sempre l’ex Fiorentina con un gol simile di testa firma il sorpasso dell’Inter sul Tottenham nel nuovo esordio in Champions dei nerazzurri dopo anni e anni di astinenza. Se non è l’uomo del destino dei nerazzurri poco ci manca.

La storia è piena di calciatori che grazie alla loro capacità di mantenere il sangue freddo nei momenti salienti hanno raccolto più di quanto avrebbe fatto sperare il loro talento. L’esempio tipico è un giocatore che ha fatto esultare i cugini rossoneri: Filippo Inzaghi. L’attuale allenatore del Bologna spariva dal campo per grandi fasi di partita ma si è fatto amare dai propri tifosi ricomparendo sempre al momento giusto e piazzando le zampate decisive. Come dimenticare poi Fabio Grosso, un onesto terzino dotato di grande cuore ma non troppo talento che si è concesso il lusso di diventare l’uomo immagine di un Mondiale intero. Infine l’esempio più recente di questa straordinaria abitudine ad essere decisivo è incarnato dal simbolo e capitano del Real Madrid Sergio Ramos, l’uomo dei gol di recupero nelle finali e non solo. Chissà che il prossimo ad entrare in questa particolarissima lista non possa essere proprio Matias Vecino.