Napoli, la beffa che accresce la consapevolezza di essere grande

L’immagine chiave di ieri sera è al triplice fischio, quando i giocatori del Napoli si sdraiano a terra sconsolati e quelli del Psg esultano come se avessero appena vinto la Champions. Questa scena, dopo uno spettacolare pareggio per 2-2 al Parc des Princes, descrive meglio di ogni parola la crescita europea del Napoli di Ancelotti.

Un anno fa i partenopei cadevano contro il non insuperabile Shakhtar Donetsk e venivano travolti dal Manchester City. Oggi, dopo un pareggio che lascia ancora l’amaro in bocca contro la Stella Rossa, hanno vinto in casa contro il Liverpool ed hanno pareggiato a Parigi, rimanendo imbattuti nel girone a metà percorso.

Ma quello che fa ben sperare è la continuità nel fornire prestazioni corali di un certo livello contro squadre che hanno individualità superiori ma che vengono inevitabilmente schiacciate sul piano del gioco. E se andiamo ad analizzare i singoli notiamo che anche in questo caso il miglioramento è evidente: Insigne storicamente ha sempre faticato nelle sfide più importanti e quest’anno non ne ha sbagliata una (tranne forse quella con la Juventus in campionato), Mertens uguale.

DOVE PUÒ ARRIVARE IL NAPOLI?

Il primo obiettivo, nient’affatto scontato ma alla portata, è superare il girone. E quando passi un girone così di ferro assumi la consapevolezza di potertela giocare con tutti ed è un bel vantaggio poi per la fase ad eliminazione diretta.

Sarebbe da pazzi sostenere che questo Napoli ha tutte le carte in regola per vincere la Champions, ma in questa particolare stagione in cui non sembra esserci una squadra dominatrice come il Real Madrid degli ultimi anni mai dire mai. Il Chelsea di Di Matteo insegna che credendoci fino alla fine e giocando partita per partita si può anche realizzare l’irrealizzabile.