Mourinho, una carezza e due schiaffi a Conte

MOURINHO, UNA CAREZZA E DUE SCHIAFFI A CONTE

Mourinho non smette mai di sorprendere. Tutto il mondo aspettava la sfida tra Manchester United e Chelsea per vedere se ci sarebbe stato un seguito alla faida verbale che ha dominato i notiziari sportivi dell’ultimo mese. I fans più agguerriti, però, saranno rimasti delusi.

Lo Special One ha usato il bastone e la carota con il suo avversario più recente. Dopo le conferenze stampa al veleno ecco una tiepida stretta di mano ad inizio partita e addirittura un buffetto amichevole dopo il fischio finale. 

Un atteggiamento che sembra aver sancito una tregua nella guerra fredda portata avanti dai due allenatori. Tregua certificata anche dalle parole al miele a fine partita del portoghese nei confronti del Chelsea: “Oggi abbiamo battuto una squadra fantastica, che ha vinto il titolo lo scorso anno e qualche giorno fa ha tenuto testa al Barcellona”.

FUTILE PROVOCAZIONE O PRECISA SCELTA COMUNICATIVA?

Vedendo il risultato della partita di ieri ed il conseguente comportamento di Mourinho, che ha deciso di seppellire l’ascia di guerra, non può non nascere un dubbio. Le provocazioni di Mourinho nei confronti del collega erano una futile provocazione o l’ennesimo colpo di genio dello Special One per togliere pressione ai suoi giocatori?

Con un altro allenatore probabilmente non avremmo avuto esitazioni nell’attribuire l’atteggiamento polemico ad un semplice nervosismo senza secondi fini. Il portoghese tuttavia ha costruito le sue fortune da allenatore gestendo in maniera rivoluzionaria l’aspetto della comunicazione verbale. Perciò è lecito che sorga il dubbio.

Le prestazioni di un Lukaku mai così decisivo in un big match finora e di una squadra in generale che è sembrata avvertire molto meno la pressione, di certo, fa pendere la bilancia a favore di quest’ultima tesi.

Tuttavia non possiamo stabilirlo con certezza e ciascuno di voi può farsi autonomamente la propria idea. Genio o arrogante? Special One o allenatore normale? Mourinho è una figura che divide e continuerà di certo a farlo fino al termine della sua carriera.