Mondiali 2018, Svizzera: pregi e difetti degli elvetici

I punti di forza e i punti deboli della Svizzera in vista del Mondiale

Nei Mondiali 2018, tra le squadre non esattamente favorite per la vittoria finale, c’è la Svizzera; la squadra di Vladimir Petkovic può a tutti gli effetti essere una delle mine vaganti del torneo. Con l’organico che ha a disposizione, la Svizzera può mettere i bastoni tra le ruote a qualsiasi squadra nel torneo.

I pregi

Gli elvetici, che hanno ottenuto la certezza matematica per la qualificazione al Mondiale nei play-off contro l’ostica Irlanda del Nord, sono una realtà calcistica che è in fase di affermazione solo da una decina di anni.

Il movimento svizzero è cresciuto sensibilmente in questi anni, e ha portato la Nazionale elvetica ad un organico di tutto rispetto. Tra i punti di forza degli elvetici, possiamo inserire Burki, portiere titolare del Borussia Dortmund; in difesa, due terzini italiani, Lichtsteiner (il capitano della squadra) e Ricardo Rodriguez, abituati a sfornare prestazioni super con la maglia della loro nazione.

Anche il centrocampo della Svizzera parla italiano: Behrami e Dzemaili rappresentano l’usato sicuro della squadra; Freuler invece, l’esplosività e la freschezza; punti di riferimento anche Shaqiri e il centrocampista dell’Arsenal, Granit Xhaka, che forse attualmente è il giocatore più rappresentativo della squadra di Petkovic.

I difetti

Tra i punti deboli della squadra, possiamo annoverare una difesa troppo meccanica formata dal veterano Djourou e da Schar, centrale del Deportivo. Ma forse, il punto debole per eccellenza è l’attacco, dove manca un reale punto di riferimento: le alternative Derdiyok, Mehmedi e Seferovic, sono sì delle alternative discrete, ma non offrono sicurezze.

Un attacco poco prolifico quindi, potrebbe essere il grande handicap degli elvetici nei Mondiali; handicap che si accompagna ad un altro, vale a dire l’eccessiva età media della squadra, che si aggira attorno ai 30 anni: questo non è necessariamente un handicap, ma probabilmente, in seguito a questo Mondiale, la Svizzera provvederà ad un percorso di svecchiamento della rosa.

Nel frattempo, in vista della rassegna in Russia, i segnali sono tutto sommato promettenti.