Milan, le verità di Mirabelli: “Bonucci grande uomo, un errore unire i fratelli Donnarumma”

Dopo qualche mese lontano dai campi da calcio l’ex ds del Milan Massimiliano Mirabelli è tornato a parlare della sua avventura in rossonero negli studi di 7Gold: “Sono stati 15 mesi di grande impegno, vissuti tutti d’un fiato. Vivere giornalmente questo mondo Milan è una cosa per pochi ed è stato bellissimo. Sono stato onorato e orgoglioso di avere fatto parte, seppur per breve tempo, della storia di questo grande club”.

La situazione ereditata non era delle più facili: “Il Milan ha avuto anni importanti, salendo sul tetto del mondo. Gli ultimi 4-5 anni sono stati in sordina e non abbiamo trovato un terreno fertilissimo. I problemi con l’Uefa riguardano le infrazioni commesse nel triennio prima del nostro, ma sono cose normali e comunque il Milan ha una società solida e non avrà problemi. Nel mercato non abbiamo mai fatto una minusvalenza, abbiamo fatto rispettare il club in tutte le sue situazioni. O molto o poco sono state tutte plusvalenze. Fassone? Io devo ringraziarlo per avermi portato al Milan. Con lui sono in ottimi rapporti, perché dovrei averne di cattivi? Io ho un carattere particolare che mi porta a dire le cose in faccia, ma sul fatto dei rapporti nessun problema”.

SU LI E I CINESI

“È una cosa strana che il Milan venga acquistato in così poco tempo e poi lasciato. Ci sono da pensare tante cose ma onestamente ci ha lasciato tutti sorpresi. La proprietà era qualcosa più in alto di quello che facevo. Prima di fare qualsiasi passo chiedevamo le garanzie giuste. C’era un amministratore delegato che aveva rapporti con la proprietà. Avevamo una proprietà assente nella comunicazione. Magari avevano un’idea non italiana. Quando dovevano fare dei bonifici, a parte l’ultimo dei 30 milioni, li facevano senza farci mancare nulla”.

SU GATTUSO, DONNARUMMA E BONUCCI

Parole al miele per l’attuale allenatore del Milan: Gattuso che è un campione dentro quando ha smesso di giocare si è subito dimenticato di ciò che è stato da calciatore e si è rimesso in gioco facendo le sue esperienze. Era visto solo come grinta ma come allenatore è innovativo, ha grande capacità e conoscenze. Per me è uno degli allenatori più bravi in circolazione ed è molto sottovalutato. Rino ha trovato tantissime difficoltà al suo arrivo ma ha ottimizzato al massimo da quello che aveva a disposizione. Mai pensato a Conte? No”.

E per Bonucci: “Leonardo Bonucci oltre ad essere stato un grande professionista è stato un grande uomo, un campione vero. La storia dello spostare gli equilibri? Intanto parliamo di un difensore centrale, al limite questi discorsi si possono fare su un attaccante. Abbiamo fatto di tutto affinché Bonucci diventasse un giocatore che finisse la carriera al Milan”.

Qualche rimpianto in più invece per la vicenda Donnarumma: “Ci davano per sconfitti su Donnarumma. Ma non era l’unica scadenza che avevamo ereditato. Ad esempio anche Cutrone era in scadenza. Gestire Donnarumma con un agente non facilissimo. Con lui era giusto dare uno stipendio importante, dove peraltro non abbiamo pagato commissioni all’agente. Rimpianti? Io avevo in mente di unire i due fratelli Donnarumma, una cosa da libro Cuore. Per come è nata e per le conseguenze non l’avrei rifatta, perché non è stata capita dai protagonisti”.

SUL MERCATO

“Qualche rimpianto c’è. Sanno tutti cosa pensavo e cosa penso di Aubameyang. Avevamo la necessità di rivoltare la squadra come un calzino. Si parla di 200 e rotti milioni spesi ma bisogna tenere conto anche delle cessioni. Avevamo la necessità di formare uno zoccolo duro della squadra. Purtroppo davanti ci è mancato qualcosa ma una squadra non si costruisce mai in un solo mercato, ma in più sessioni. André Silva? Giocatore di indubbio valore anche per gli anni futuri. Sapevamo che avesse bisogno di tempo, di ambientamento, fiducia e sostegno. Un anno è stato poco, ma poco per tutti. Mi auguro che possa tornare al Milan ed è un attaccante di cui sentiremo parlare per anni”.