Milan al secondo pari di fila: cosa non va?

Solo 2-2 contro l'Atalanta

Ieri il Milan ha fatto registrare il secondo pareggio di fila contro l’Atalanta; un inizio di stagione agrodolce per gli uomini di Gattuso, che nonostante il bel gioco dimostrato, continuano a peccare di cinismo sotto porta.

Una vittoria che era in pugno

Milan-Atalanta è stata una partita che ha visto i rossoneri dominare letteralmente il primo tempo: possesso palla nettamente a favore degli uomini di Gattuso, che hanno dimostrato di saper giocare senza timori reverenziali, e vantaggio conquistato dopo neanche due minuti grazie ad un’altra rete del Pipita, Gonzalo Higuain.

A questa rete non ne sono seguite altre, nonostante la grandissima mole di occasioni costruita dalla squadra di Milano. Così, si è andati all’intervallo sul risultato di 1-0 per i padroni di casa. Nella ripresa, la Dea cambia volto grazie agli ingressi di Duvàn Zapata ed Emiliano Rigoni. Il doppio cambio è parte attiva della rete degli orobici firmata da Gomez.

Il Milan rialza la testa nel momento peggiore della sua partita, grazie al gol dell’ex Bonaventura, imbeccato in maniera magistrale da Suso; ma proprio quando i rossoneri sembravano avere il risultato in pugno, ecco qui che la batosta arriva puntuale: Rigoni ribatte a rete una respinta miracolosa di Donnarumma, e l’Atalanta pareggia in extremis.

Scarso cinismo, black-out finale

Come abbiamo già detto, il Milan dimostra da inizio stagione un atteggiamento a metà: da un lato la buona volontà, sprazzi di bel gioco e ottima intesa tra i giocatori; dall’altra, una non trascurabile imprecisione sotto porta, che mette i rossoneri nella condizione di non chiudere anticipatamente le partite, com’è successo appunto nella partita di ieri.

A questo si aggiungono incomprensibili black-out nel momento in cui la squadra avversaria inizia ad uscir fuori, che portano a continue amnesie difensive: sintomo di una sicurezza nei propri mezzi non ancora raggiunta.

Gattuso ha dichiarato: “Preferisco che la squadra giochi peggio ma che porti a casa più punti”. La constatazione non è sbagliata, dal momento che la cosa più importante rimane sempre il conseguimento dei tre punti. Starà alla squadra capire che, se le partite non si chiudono subito, la perdita di punti preziosi sarà inevitabile,