Le due facce della Roma: che cosa va e che cosa non va

La Roma di quest’anno è una squadra difficile da decifrare, capace di alti e bassi impressionanti nel giro di poche settimane. Ai giallorossi sembra sempre manchi qualcosa per fare il salto di qualità e questa stagione quelli messi maggiormente in discussione sono i nuovi acquisti, da Pastore a Cristante.

In Champions tuttavia il dislivello tra prestazioni positive e negative sembra leggermente attenuato e questa maggiore continuità ha permesso a De Rossi e compagni di essere al momento in vetta al girone a pari merito con il Real Madrid. Anche ieri è arrivata una vittoria a Mosca contro il CSKA, in una partita non entusiasmante dal punto di vista del gioco ma molto importante.

CHE COSA VA

Innanzitutto l’attenzione difensiva, se si considera che i giallorossi, a parte i 3 gol alla prima giornata al Bernabeu, hanno subito solo un’altra rete. Le imprecisioni della coppia centrale, così evidenti in campionato, sono state limitate in ambito europeo.

Anche le prestazioni dei singoli nella coppa dalle grandi orecchie sono ben diverse rispetto a quelle domenicali. Dzeko è capocannoniere della competizione, Kluivert ha mostrato finalmente quegli sprazzi di talento per cui veniva considerato una grande promessa e anche Cristante è tornato a giocare sui suoi livelli. Senza considerare la definitiva esplosione di Pellegrini, ormai costante su livelli altissimi.

CHE COSA NON VA

La grande mancanza della Roma di quest’anno probabilmente è proprio il gioco, che non riesce più ad essere frizzante ed organizzato come 12 mesi fa. Anche contro il CSKA Mosca i giallorossi hanno sofferto parecchio in certi momenti della partita e non sono mai sembrati padroni del campo.

Inoltre la squadra fa fatica a reagire nei momenti di difficoltà e questo è dovuto alla perdita di alcuni leader dello spogliatoio come Nainggolan e Strootman, sostituiti da giocatori dalla differente personalità (Pastore su tutti). Proprio l’ex Psg è la maggiore nota negativa di questo inizio di stagione perché sta faticando più del previsto a regalare quei lampi di classe che tutti si attendono da lui.