La tragica notte di Gonzalo Higuain

LA TRAGICA NOTTE DI GONZALO HIGUAIN

Milan-Juventus doveva essere la sua partita e quella di Leonardo Bonucci. E, mentre il difensore della Nazionale si accontentava di farsi inquadrare dalle telecamere sorridente in panchina, per quanto riguarda Gonzalo Higuain in un certo senso lo è stata, anche se non in positivo.

Il Pipita, come ha più volte ammesso lui stesso, è un uomo e calciatore molto emotivo e questo probabilmente ha rappresentato il limite più grande nella sua pur ottima carriera. Dopo essersi guadagnato il rigore, il numero 9 rossonero si è sentito in dovere di calciarlo, nonostante il portiere avversario lo conoscesse bene, e l’ha fallito miseramente.

Da quel momento in poi la sua prestazione è letteralmente precipitata. Prima è scomparso a poco a poco dal gioco e poi si è fatto addirittura espellere dopo uno sfogo plateale contro l’arbitro per un’ammonizione ritenuta eccessiva. Rischierà tra le 2 e le 4 giornate, saltando così sicuramente la sfida Champions dei rossoneri contro la Lazio.

LE SCUSE NEL POST-PARTITA

A freddo il Pipita non ha potuto fare a meno di comprendere il proprio errore e si è presentato ai microfoni per chiedere pubblicamente scusa:

“Voglio chiedere scusa alla squadra, a Gattuso e ai tifosi per il mio atteggiamento. L’arbitro sa cosa gli ho detto. Mi prendo la responsabilità per quello che ho fatto, non deve succedere più. La mia reazione? Era fallo di Benatia, mi ha fischiato contro e mi ha ammonito. Gli arbitri dovrebbero capire anche il momento dei calciatori. Non sono un robot, sono un giocatore e sono una persona che sente molto certe emozioni… Poi è vero che non sono stato da esempio ai bambini e mi spiace. La solidarietà dei miei ex compagni? Avevo un bel rapporto con loro, sanno che emozioni si provano in campo. Sì, era una partita con emozioni diverse, lo ammetto. Il mio addio alla Juve? Non ho preso io la decisione di andarmene, io avevo dato tutto per la maglia bianconera. Il rigore? Pensavo Szczesny non si muovesse prima. Ha detto che mi conosce? Vero, io lo tiro sempre così, ma era ben angolato e ci voleva una grandissima parata per prenderlo. Complimenti a lui”.