ESCLUSIVA CMT8- Paolo De Ceglie: dalla Juve al Servette Ginevra, l’umiltà di un campione

Paolo De Ceglie festeggia la vittoria del suo terzo scudetto consecutivo con la maglia della Juventus

Da troppo tempo non si parla di Paolo De Ceglie e, quando lo si fa, spesso non si rende giustizia all’uomo e all’atleta che ha avuto l’umiltà di accettare il proprio destino e rimettersi in gioco. Quando arrivi tanto in alto, ti rendi conto che, prima o poi, dovrai solo scendere e Paolo ha saputo farlo, girando pagina alla ricerca del “suo posto tranquillo”, che non è necessariamente in cima alle classifiche. Negli ultimi anni tante sono state le polemiche che hanno gettato ombre sulla sua immagine, facendolo passare per una persona “viziata e arrogante” in cui Paolo stesso fatica a riconoscersi. In primis la rottura di quel legame sportivo che per ben 22 anni lo ha tenuto stretto alla Juventus. Terzino sinistro del Servette Ginevra, squadra che milita nella Challenge League svizzera, Paolo ha ora trovato la sua “tranquillità” in terra elvetica e le buone prestazioni parlano già da sé: 2 gol e 2 assist in 12 partite che, per un difensore, è un bottino di tutto rispetto.

L’ESPERIENZA SVIZZERA:

 

Paolo De Ceglie in azione con il Servette Ginevra

“Mi sto trovando bene, sono molto contento! Al mio arrivo, ho trovato una squadra molto forte e competitiva, motivata da persone valide e professionali. Purtroppo a gennaio i punti che ci dividevano dalla prima classificata erano già undici ma, anche senza il conforto della speranza, non ci siamo mai arresi. Siamo sempre entrati in campo con l’obiettivo di vincere, cercando di ottenere più punti possibili. In Svizzera mi sento a casa, adoro Ginevra! Il calcio si nutre di un’ambiente tranquillo e pacifico, non ci sono quella pressione ed aspettativa sul risultato finale. Le giovani leve sono sempre pronte ad entrare in campo con determinazione e tenacia: concentrate a giocarsi le proprie carte e stupire il mister. I compagni mi hanno accolto bene, facendomi, fin da subito, tante domande riguardo il mio passato, in particolare sulla Serie A e sui miei anni alla Juventus. Io, però, nei mesi a seguire, ho cercato di ripagarli con buone prestazioni sia fuori che dentro al campo e non con tante parole.”

IL FUTURO:

Paolo De Ceglie: il futuro è ancora incerto

“Fino ad ora, sono stato un riferimento per loro! Il mio futuro però è ancora incerto: il contratto scade a giugno dopodiché sarò libero. Vedrò cosa ha da offrirmi il mercato estivo.”.

COSA E’ SUCCESSO CON LA JUVENTUS?

Paolo De Ceglie in marcatura sull’allora attaccante genoano, Ciro Immobile

“Una cosa che nel calcio capita miriadi di volte: non trovi l’accordo con la società, il tempo passa e la situazione non si risolve. Alla fine, rimani senza una soluzione, fuori da un progetto. A quel punto, ho fatto una scelta, ho pensato a quello che potesse essere meglio per me in quel momento. Ho avuto l’opportunità di allenarmi da solo ma ho preferito aggregarmi ogni giorno alla Primavera, allora allenata da Fabio Grosso. Troppe squadre rifiutate dopo il mio addio alla Juventus? E’ passato questo messaggio, che fossi quasi viziato e abbia detto semplicemente no ai club che mi venivano proposti. Non è così, c’è una spiegazione a monte: la rottura è arrivata perché non è stato trovato un buon accordo, non si sono tenute in considerazione tutte le parti in causa. È mancata una intesa generale sul mio futuro. Ora è il tempo di giocare. E in Svizzera mi trovo benissimo!”

UN ANNO SU QUINDICI:

Paolo De Ceglie in campo nella prestigiosa sfida contro il Milan: anno 2008-2009

“Si è parlato di ‘un anno da incubo’. È normale che, per un calciatore come me, la situazione peggiore in cui ci si possa trovare è quella di non entrare in campo e giocare per i propri colori. Stiamo parlando comunque di un anno su quindici da professionista. La Juventus sarà sempre casa mia, non voglio offuscare i tanti anni a Torino per questo mancato accordo, la Juve e tutti i suoi tifosi sono nel mio cuore e lo saranno per sempre, del resto mi hanno accolto che ero  un bambino di soli nove anni e mi hanno cresciuto sia come giocatore che come uomo. Sono dinamiche che, nel mondo del calcio, succedono quotidianamente. Non vedo come possano far così tanto clamore. È normale che, una volta che hai militato in una squadra e società vincente come la Juventus, dovunque tu vada, scendi automaticamente di livello. La scelta di trasferirmi in Svizzera, oltre per questioni prettamente calcistiche, è stata anche per una nuova esperienza a livello personale. Con il tempo si è rivelata la scelta giusta per me, qui mi stimano molto!”.

E SUL RITORNO DEL PARMA IN A, PAOLO AFFERMA:

Paolo De Ceglie in gol contro l’Inter

“Dopo la Juventus, il Parma è la mia seconda squadra. Ho vissuto quattro mesi bellissimi, in un ambiente stimolante e professionale. Ricordo con emozione i due goal all’Inter. Era un momento molto difficile per la squadra e quei tre punti ci hanno salvato dal baratro. Sono molto contento per i tifosi, la società e la stessa squadra: hanno fatto una vera e propria impresa, a tratti impossibile.”.