Inter, così non va. Problema solo atletico o anche mentale?

L’Inter stecca anche la seconda ed un inizio peggiore era davvero difficile da immaginare. Con il Torino non è arrivata una sconfitta ma un pareggio dopo essere stati in vantaggio di ben due reti.

Dopo essere stati incensati in fase di mercato i nerazzurri da quando la parola è passata al campo hanno mostrato preoccupanti segnali di cedimento. Una squadra all’interno della stessa partita non può essere tanto bella come l’Inter del primo tempo di ieri e tanto brutta come quella del secondo tempo.

“Bisogna fare diversamente da un punto di vista di continuità, di attenzione, non dobbiamo perdere nemmeno un attimo della partita. Abbiamo cominciato a rinunciare a giocare e loro hanno preso vantaggio” ha confessato un amareggiato Spalletti nel post-partita.

E poi aggiunge: “Abbiamo disattenzioni, dobbiamo tornare ad avere una testa concentrata per il nostro lavoro, non si può avere una lettura come nel caso del primo gol. Dobbiamo fare un campionato importante, serve maggiore attenzione”.

PROBLEMA DI MENTALITÀ?

“Non reagiamo, è preoccupante. Dobbiamo costruire una mentalità forte”, così termina il discorso di un furioso Spalletti.

Che sia proprio di mentalità il problema dei nerazzurri? A livello tecnico di mancanze non ce ne sono, a livello tattico ci rifiutiamo di pensare che un tecnico così esperto possa fallire miseramente. Allo stesso tempo bisogna prendere atto che una squadra che si costruisce su giocatori storicamente discontinui (Brozovic, Perisic, lo stesso Keita) può attraversare degli alti e bassi nella durata del campionato.

Anche dal punto di vista atletico l’Inter non è sembrata di certo in buona condizione né contro il Sassuolo né contro il Torino ma sarebbe sbagliato dare tutta la colpa alla forma fisica. Infatti è innegabile che negli ultimi 15 minuti della gara di ieri i nerazzurri siano tornati a spingere come nelle prime fasi e ciò non può succedere se la condizione atletica è così pessima.

Quel che è sicuro è che per ripetere quanto meno quanto di buono fatto l’anno scorso bisogna migliorare e non poco.