I TEMPLI DEL CALCIO – CAMP NOU

Se si facesse un sondaggio in giro per l’Europa chiedendo il primo stadio che viene in mente, probabilmente a vincere sarebbe il Camp Nou. Non per una questione di “è più bello questo” o “è più bello l’altro”, ma per la reputazione che lo stadio del Barcellona ha acquisito negli ultimi 30 anni di storia del calcio continentale.

La vita del Camp Nou (tradotto letteralmente “Campo nuovo”), come ci si poteva aspettare, è legata dal principio a quella dello stadio dei rivali storici dei catalani, il Santiago Bernabeu di Madrid, lo stadio che ospita le partite casalinghe delle Merengues: la sua costruzione, infatti, avviene in risposta alla costruzione del mitico impianto rivale e viene completata nel 1957, anno dell’inaugurazione in una partita tra Barcellona ed il Legia Varsavia (4-2, il primo gol fu segnato da Eulogio Martinez).

La scelta del nome non fu facile nel capoluogo catalano: inizialmente, l’idea era quella di intitolarlo al leggendario presidente blaugrana Gamper, ma si optò dapprima per il nome minimalista Estadi del FC Barcelona, nome che poi venne cambiato in Camp Nou nel 2001.

La prima competizione europea ospitata fu l’Europeo del 1964, dove l’impianto del Barcellona ospitò una semifinale (URSS-Danimarca 3-0) e la finale per il terzo posto (Ungheria-Danimarca 3-1).

Tra l’inizio degli anni ’70 ed ’80, vennero ospitate qui anche due finali di Coppa delle Coppe, la prima nel 1972 tra Rangers Glasgow e Dinamo Mosca (3-2 per gli scozzesi) e la seconda, dieci anni più tardi e pochi mesi prima del Mondiale spagnolo, tra Barcellona e Standard Liegi (2-1 per i padroni di casa).

In vista proprio del Mondiale del 1982, lo stadio venne ampliato, aumentandone la capienza da 93mila a 120mila spettatori. Durante la massima competizione mondiale di calcio, il Camp Nou ospitò la gara di apertura tra Belgio ed Argentina (1-0 per i diavoli rossi), tre incontri del secondo turno (Polonia-Belgio 3-0, URSS-Belgio 1-0, URSS-Polonia 0-0) ed una semifinale (Polonia-Italia 0-2).

Le gare europee continuarono ad essere giocate nel gioiellino del Barcellona, considerato dai più il miglior stadio del mondo: nel 1989, il Milan sconfigge la Steaua Bucarest 4-0 in finale di Coppa dei Campioni, mentre nel 1999 è il Manchester United a conquistare la coppa dalle grandi orecchie in finale contro il Bayern Monaco (2-1).

Oltre alle quattro citate finali europee, il Camp Nou ha ospitato anche cinque finali di Supercoppa UEFA ed una finale di Coppa delle Fiere.

Nei prossimi anni, è previsto un notevole rimodernamento dello stadio affidato all’architetto Norman Foster, che renderà lo stadio provvisto di copertura contro gli agenti atmosferici e che creerà un pannello di mosaici al di fuori dell’impianto con i colori del club e della bandiera catalana (giallo-rosso). Inoltre, verranno costruiti nuovi parcheggi, nuovi spogliatoi ed una nuova tribuna VIP.

Piccola curiosità, il museo del Barcellona all’interno dello stadio è il museo più visitato di tutta la Catalogna.

D’altronde, come citato anche sui seggiolini dello stadio vuoto, per un club definito “Mes che un club” ci vuole “Mes che un Estadi” (Più che uno stadio).

 

Il Camp Nou, attualmente, si trova in Avenida Aristides Maillol, a Barcellona, e può contenere 99300 spettatori.

 

A cura di Federico Folzani