Gilardino, si chiude una carriera straordinaria tra coincidenze e sogni realizzati

Gilardino carriera / Il 5 luglio 1982, la Nazionale Italiana alzava la sua terza Coppa del Mondo sotto il cielo spagnolo. Quello stesso giorno, a Biella, nasceva Alberto Gilardino, un predestinato già da subito. Ieri, 20 settembre 2018, a 36 anni, l’attaccante piemontese ha annunciato la fine della sua straordinaria carriera, la carriera di un predestinato che è riuscito a realizzare tutti i sogni che un bambino amante del pallone potesse avere.

Nel suo palmares, una Champions League, un Mondiale, una Supercoppa Europea, un Mondiale per Club, un Europeo U-21 ed un campionato cinese. Non è arrivato lo scudetto in Serie A, unico titolo importante a mancargli con la maglia del Milan.

Gli inizi

Già dai primi anni di carriera, prima a Piacenza, poi a Verona, Gilardino mette in mostra – ancora giovanissimo – grandi doti da realizzatore. Con i biancorossi, il Gila mette a segno anche i suoi primi gol in Serie A nella stagione 99-00, a soli 17 anni. Durante la sua avventura a Verona, si vede ancora un po’ di inesperienza, che però scompare improvvisamente dopo il suo trasferimento al Parma. In tre stagioni in gialloblù, Gilardino segna 50 gol, grazie ai quali il Parma sfiora la qualificazione in Champions League. Con il Parma, l’attaccante biellese segna un gol storico per il club ducale, quello che vale la salvezza nello spareggio contro il Bologna (2-0 al Dall’Ara dopo la sconfitta per 1-0 al Tardini).

I grandi successi

Nel 2005 passa al Milan, dove rimane tra anni vincendo la Champions League nella magica notte di Atene. Nel 2006, con la maglia dell’Italia, arriva la gioia più grande: il Mondiale. Il momento principale della sua avventura in Germania è sicuramente l’assist per il 2-0 di Del Piero in semifinale contro i padroni di casa.

Nel 2008, passa alla Fiorentina, dove rimane quattro anni ancora con un ottimo rendimento. I trasferimenti successivi (Genoa, Bologna, Guanzhou, Empoli, Palermo, Pescara e Spezia), purtroppo, lo spingono sempre più verso la fine della sua carriera, non rendendo grande merito ad uno dei più forti centravanti degli anni 2000.

Con 188 gol in Serie A (in 514 presenze), occupa il nono posto tra i marcatori più prolifici della Serie A, alla pari di Alex Del Piero e Giuseppe Signori.

A 36 anni, il Violino smette di suonare. Chi lo ha potuto ascoltare, vedere e, grazie a lui, sognare, non dimenticherà facilmente quell’armonioso suono provocato dai suoi tantissimi gol.